Esame secondaria I grado, cosa cambia per DSA e disabili: criteri e modalità per svolgimento e valutazione

di Giovanna Onnis
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Le nuove disposizioni relative alla valutazione e all’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione, non introducono sostanziali novità in relazione alla valutazione periodica e finale degli studenti con disabilità e con disturbi specifici di apprendimento ai fini dell’ammissione alla classe successiva e all’esame di Stato.

L’art.11 del Decreto Legislativo n.62/2017 stabilisce che l’ammissione alla classe successiva e all’esame di Stato viene effettuata tenendo conto del Piano Educativo Individualizzato (PEI) per gli studenti con disabilità e del Piano Didattico Personalizzato (PDP) per gli studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA).

Sono state stabilite, quindi, specifiche disposizioni per gli studenti disabili e per gli studenti con DSA, in relazione ai criteri e alle modalità per lo svolgimento e la valutazione dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, con precise differenziazioni a seconda degli studenti interessati.

Gli studenti con disabilità partecipano alle prove INVALSI e i docenti della classe possono prevedere, in base alle esigenze dell’alunno e a quanto previsto nel PEI, adeguate misure compensative o dispensative per lo svolgimento delle prove e, ove non fossero sufficienti, possono predisporre specifici adattamenti della prova oppure disporre, in casi di particolare eccezionalità, l’esonero dalla prova stessa.

La sottocommissione d’esame, tenendo conto delle modalità organizzative definite dalla commissione in sede di riunione preliminare, e avendo come principale riferimento il Piano Educativo Individualizzato relativamente alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all’assistenza eventualmente prevista per l’autonomia e la comunicazione, predispone, se necessario, prove d’esame differenziate, idonee a valutare i progressi del candidato con disabilità in rapporto ai livelli di apprendimento iniziali, prove che, per gli studenti con disabilità certificata ai sensi della legge n. 104/1992, hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma.

Come chiarisce la nota 1865/2017, per lo svolgimento delle prove dell’esame di Stato, gli studenti con disabilità possono utilizzare attrezzature tecniche e sussidi didattici, nonché ogni altra forma di ausilio professionale e tecnico loro necessario dei quali hanno fatto uso abitualmente nel corso dell’anno scolastico per l’attuazione del piano educativo individualizzato o comunque ritenuti funzionali allo svolgimento delle prove.

Il voto finale viene determinato sulla base dei criteri e delle modalità previste dall’articolo 8 del

Decreto Legislativo n. 62/2017 e dall’art.13 del DM n.741/2017

Solo per gli studenti che non si presentano agli esami, fatta salva l’assenza per gravi e documentati motivi in base ai quali è organizzata una sessione suppletiva, è previsto il rilascio di un attestato di credito formativo che è titolo per l’iscrizione e la frequenza della scuola secondaria di secondo grado o dei corsi di istruzione e formazione professionale regionale, ai soli fini dell’acquisizione di ulteriori crediti formativi. Pertanto, tali alunni non possono essere iscritti, nell’anno scolastico successivo, alla terza classe di scuola secondaria di primo grado, ma potranno assolvere l’obbligo di istruzione nella scuola secondaria di secondo grado o nei percorsi di istruzione e formazione professionale regionale.

Gli studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA) partecipano alle prove INVALSI e per il loro svolgimento il consiglio di classe può disporre adeguati strumenti compensativi coerenti con il piano didattico personalizzato.

Anche per gli studenti con DSA, come sottolinea la nota ministeriale n.1865/2017, la partecipazione alle prove Invalsi è uno dei requisiti indispensabili per l’ammissione all’esame di Stato.

Gli studenti con DSA dispensati dalla prova scritta di lingua straniera o esonerati dall’insegnamento della lingua straniera non sostengono la prova nazionale di lingua Inglese.

Gli studenti con DSA sostengono le prove d’esame secondo le modalità previste dall’articolo 14 del DM n. 741/2017, utilizzando, se necessario, gli strumenti compensativi indicati nel PDP, dei quali hanno fatto uso abitualmente nel corso dell’anno scolastico o comunque ritenuti funzionali allo svolgimento delle prove, ed usufruendo, eventualmente, di tempi più lunghi per lo svolgimento delle prove scritte.

L’utilizzo di strumenti compensativi non deve, in ogni caso, come chiarisce la succitata nota ministeriale, pregiudicare la validità delle prove scritte.

Per gli studenti dispensati dalle prove scritte di lingua straniera, la sottocommissione individua le modalità e i contenuti della prova orale sostitutiva della prova scritta.

Nel caso di studenti esonerati dall’insegnamento di una o entrambe le lingue straniere, se necessario, vengono definite sulla base del PDP prove differenziate con valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma.

Nella valutazione delle prove scritte, come chiarisce l’art.14 comma 8 del DM 741/2017, la sottocommissione deve adottare “criteri valutativi che tengano particolare conto delle competenze acquisite sulla base del piano didattico personalizzato”

In base al comma 11 del succitato articolo, per tutti i candidati con certificazione di disturbo specifico di apprendimento, l’esito dell’esame di Stato viene determinato sulla base dei criteri previsti dall’articolo 13 dello stesso Decreto ministeriale che riguarda indistintamente tutti i candidati all’esame di Stato.

Nel diploma finale, rilasciato sia agli studenti con disabilità che agli studenti con DSA che superano l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione (voto finale non inferiore a 6/10) non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e di differenziazione delle prove, così come non ne viene fatta menzione nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto.

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