Didattica a distanza e rischi infortuni sul lavoro: tipologie. Bisogna aggiornare Documento Valutazione Rischi

di Francesca Carotenuto

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L’adozione del sistema di “didattica a distanza” genera una serie di implicazioni e conseguenze connesse al suo utilizzo. In particolare, rileviamo come esso comporti, l’inevitabile, insorgere di rischi per la salute dei soggetti interessati dall’erogazione e dalla fruizione del servizio.

I Documenti di Valutazione dei Rischi, cosiddetti DVR, adottati dalle singole istituzioni scolastiche, difficilmente prevedono la tutela di fattispecie “atipiche” e, men che meno prevedibili (come quella che stiamo vivendo).

Nonostante, l’attivazione della DAD sia legata a motivi emergenziali, per la tutela di un interesse pubblico, è necessario evidenziare, come varino sensibilmente rischi specifici connessi alla prestazione lavorativa di alcuni soggetti, in particolare di docenti e studenti (equiparati ai lavoratori).

Ai sensi dell’art. 29, comma 3, D.Lgs. 81/2008 e successive modificazioni, “(…) il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato, in occasione di modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino le necessità (…)”. A seguito di tali rielaborazioni, le misure di prevenzione dovranno essere aggiornate.

Lo smart working e la fruizione delle lezioni a distanza implicano, per docenti e studenti, il restare per diverse ore davanti a videoterminali, dunque, una situazione “atipica” rispetto alla classica lezione svolta all’interno dell’aula.

Per quanto riguarda il personale amministrativo, invece, sebbene svolga tipicamente il proprio lavoro mediante l’ausilio di supporti informatici, è necessario evidenziare come, anche per questa categoria di lavoratori, possono variare i rischi per la sicurezza e quelli per la salute.

Le tipologie di rischio

Rischi per la sicurezza: i rischi per la sicurezza, o rischi infortunistici, sono quelli legati al potenziale verificarsi di un incidente e/o infortunio a discapito delle persone addette ad un’attività lavorativa. Le conseguenze possono verificarsi a seguito di “impatto” con agenti di diversa natura (meccanica, elettrica, chimica, ecc…).

Rischi per la salute: i rischi per la salute, o rischi igienico-ambientali, sono quelli legati alla potenziale compromissione dell’equilibrio biologico del personale addetto ad operazioni specifiche. Lo svolgimento di alcuni compiti, pertanto, può comportare l’emissione di fattori di rischio, di natura chimica, fisica e biologica, cui sono esposti i soggetti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. Le cause di tali rischi possono essere dovute a non idonee condizioni igienico – ambientali, alle caratteristiche del processo di lavoro e all’utilizzo di determinate modalità operative.

Rischi trasversali: i rischi trasversali sono individuabili all’interno dell’articolazione del rapporto operatore-organizzazione. Tale rapporto, soggetto ad interazioni di tipo fisiche, organizzative e psicologiche muove all’interno di un più ampio “quadro” di possibili fonti e situazioni di rischio.

Postazioni lavorative e rischi: che fare?

Rilevata l’impossibilità del datore di lavoro a effettuare “materialmente” sopralluoghi e rilievi all’interno di ciascun ambiente operativo, per l’individuazione di rischi generici e specifici; risultano di fondamentale importanza attenzione e cura impiegate dal singolo dipendente (ovvero studente) per l’organizzazione e l’esecuzione del proprio lavoro.

Nei luoghi utilizzati per lo smart working, è necessario che il lavoratore constati e si adoperi per l’eliminazione di eventuali carenze strutturali, quali ad esempio: scarsa illuminazione, pavimentazione inidonea, fissaggio di mobili ed attrezzature non a tenuta.

Eviti di utilizzare e/o manipolare sostanze pericolose in prossimità dei dispositivi, soprattutto se di tipo elettrico/elettronico.

Accerti l’effettiva idoneità dell’impianto elettrico e che questo sia sicuro per lo svolgimento dell’attività lavorativa richiesta. Difatti, constatata la mancata presenza di sistemi antincendio pe le postazioni di lavoro, questo punto assume fondamentale importanza al fine di garantire l’esecuzione della prestazione di lavoro in tutta sicurezza.

Rileviamo, infine, l’assoluta necessità di adottare comportamenti idonei alle circostanze, con l’intento di evitare l’insorgenza di pregiudizi per la salute del singolo lavoratore; proprio l’adozione di buone pratiche all’interno dell’ambiente di lavoro può minimizzare l’insorgenza dei rischi per la salute.

È necessario, pertanto, assicurarsi della presenza di un adeguato microclima (temperatura, umidità, ventilazione) e di un idoneo livello di illuminazione all’interno dell’ambiente; assumere una postura corretta adoperando, preferibilmente, sedie e scrivanie ergonomiche; rispettare le pause durante l’orario di lavoro (15 minuti ogni 2 ore di lavoro sui videoterminali); evitare il sovraccarico da stress.

A nostro avviso, pare opportuno che, le singole istituzioni scolastiche, per tramite del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, elaborino una serie di principi (seppur di natura temporanea) utili per l’organizzazione ed la gestione degli ambienti smart, in cui i dipendenti svolgono la propria attività lavorativa.

Pianificare gli aspetti legati alla sicurezza degli ambienti e definire le norme di comportamento rappresenta il primo passo verso la più complessa istruzione del personale sulla corretta prevenzione dei rischi per la salute correlati allo smart working.

Un contesto, senza dubbio, in divenire ma che, in ottica post-emergenziale, può rappresentare un’innovativa “modalità laterale” d’impiego della prestazione lavorativa.

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La nostra esperta Natalia Carpanzano risponderà alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio

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