Congedo straordinario: non è possibile fruirne per il suocero in presenza di altri familiari del disabile

di Paolo Pizzo
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La Corte dei Conti del Piemonte ricusa il visto e la conseguente registrazione del decreto di concessione del congedo straordinario da parte di un Dirigente di Torino perché non sussistono i requisiti di cui all'art 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151/2011.

La Corte dei Conti del Piemonte ricusa il visto e la conseguente registrazione del decreto di concessione del congedo straordinario da parte di un Dirigente di Torino perché non sussistono i requisiti di cui all'art 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151/2011.

Il congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del decreto n. 151/2001 era stato richiesto da una docente per l’assistenza al suocero, persona in stato di handicap grave, pur in presenza del figlio di quest'ultimo, convivente con il disabile, per il quale era stato presentato un certificato medico nel quale si attestava che era “ammalato” nel periodo oggetto del congedo concesso alla moglie e, pertanto, non era in “condizioni psicofisiche idonee ad assistere il padre”. Tale certificazione era stata accettata dal Dirigente in quanto rientrante, a parere di quest'ultimo, nel comma 1, lettera C, dell’articolo 2 del D.I. n. 278/2000 laddove si prendono in considerazione le “situazioni di grave disagio personale”.

Tale certificazione, sempre a parere del Dirigente, superava il vincolo della presenza di altri familiari legittimati dalla norma ad occuparsi del disabile (ricordiamo che in assenza del coniuge del disabile si passa al figlio) arrivando così agli affini (come la docente richiedente) che oggi rientrano tra il novero dei soggetti beneficiari del congedo in esame, ma solo in assenza o se affetti da patologie invalidanti degli altri soggetti indicati.

La Corte dei Conti effettua quindi il rilievo e ricusa il visto di concessione precisando che l’articolo 42 citato, nel fissare le condizioni in presenza delle quali è possibile lo scorrimento della graduatoria dei legittimati all’assistenza, individua cause (assenza, decesso, patologie invalidanti) tutte connotate da evidente carattere oggettivo. Di contro, il riferimento all’articolo 2 lettera c) (“grave disagio personale”) introdurrebbe un concetto di carattere fortemente soggettivo di difficile perimetrazione, del tutto difforme dai criteri individuati per il congedo di cui all’articolo 42.

La deliberazione n. 174/2015/SRCPIE/SUCC

La nostra guida in cui abbiamo analizzato tutti gli aspetti compresi quelli messi in evidenza dalla Corte.

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