Come realizzare una corretta valutazione dei rischi in ambiente scolastico

di Natalia Carpanzano
ipsef

Nel processo di valutazione dei rischi di una struttura scolastica si possono distinguere tre fasi: una documentale, una operativa (di individuazione dei fattori di rischio) e infine quella di valutazione vera e propria.

Nel processo di valutazione dei rischi di una struttura scolastica si possono distinguere tre fasi: una documentale, una operativa (di individuazione dei fattori di rischio) e infine quella di valutazione vera e propria.

La prima cosa che un Dirigente Scolastico deve fare e’acquisire  le planimetrie delle sedi degli edifici scolastici (preferibilmente in formato digitale modificabile, cosi’da poterle aggiornare a seconda delle necessita’). Successivamente occorre richiedere i certificati di agibilità e degli impianti dei plessi facenti parte dell’Istituto, conoscere il numero dei lavoratori distribuiti per mansione e degli allievi, verificare la tipologia di infortuni avvenuti in passato.

La fase documentale risulta dunque impegnativa, perché comporta un’azione di acquisizione di documenti, a volte reperibili presso uffici diversi (segreteria didattica, ufficio tecnico dell’Ente proprietario, etc.).

Le informazioni acquisite prendendo visione dei documenti forniscono gli elementi per predisporre la fase operativa della valutazione dei rischi, che si fonda essenzialmente sul sopralluogo, mirato a definire lo stato di fatto delle strutture scolastiche ed analizzare le fasi lavorative.

I sopralluoghi dovranno essere svolti con le attività (didattiche e non) in corso e programmati con le figure referenti della sede, del laboratorio, dell’ufficio oggetto di analisi.

Tali incontri costituiscono l’occasione per ottenere conferme e integrazioni dei problemi rilevati, e per completare la conoscenza delle misure organizzative informali in atto.

Risulta fondamentale dare visibilità e pubblicizzare sopralluoghi e incontri e creare un clima di interesse e  partecipazione intorno alle attività di valutazione, con la fondamentale collaborazione del RLS, che dovrà essere coinvolto sia nelle fasi di progettazione che in quelle di realizzazione della valutazione.

Acquisite le informazioni, si dovrà procedere a valutare il “peso” dei rischi individuati, ed e’ opportuno che anche questa fase venga svolta in modo collegiale, sia per ridurre i margini di soggettività, sia per incrementare il livello di partecipazione al processo.

Natalia Carpanzano si occupa di sicurezza sul lavoro da diversi anni, prima in Emilia Romagna e poi in Sicilia, svolgendo consulenze per Istituti Scolastici di ogni ordine e grado e per aziende private di medie e grandi dimensioni. All’attività propria della consulenza si affianca quella della formazione, con corsi specializzati per i dipendenti ed i preposti, e quella della progettazione europea, con la partecipazione a bandi nel campo ambientale e della formazione. Attualmente ricopre il ruolo di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione in diversi Enti pubblici e privati e nel tempo libero è una ambientalista convinta e componente del Direttivo Regionale di Legambiente Sicilia.

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