Come individuare le misure di prevenzione e protezione in una scuola

di Natalia Carpanzano
ipsef

Uno dei tanti talloni di Achille della scuola italiana riguarda l’impossibilità risolvere autonomamente i problemi connessi a carenze di edifici e impianti.

Uno dei tanti talloni di Achille della scuola italiana riguarda l’impossibilità risolvere autonomamente i problemi connessi a carenze di edifici e impianti.

La presa in carico da parte dell’Ente locale delle problematiche connesse alle strutture, emerse dal processo di valutazione dei rischi ,non e’ automatica ed e’ spesso legato ad una questione economica. Gli Enti proprietari degli edifici scolastici, infatti, spesso non possiedono sufficienti risorse per mettere a norma le sedi dal punto di vista della prevenzione incendi o semplicemente realizzare interventi di manutenzione periodica.

In ogni caso la sola segnalazione delle situazioni di rischio fatte dal Dirigente Scolastico all’Ente locale non esenta dalla responsabilità l’Istituto che dovrà mettere in atto misure organizzative alternative fino a giungere nei casi estremi all’interdizione all’utilizzo di locali fino alla loro messa in sicurezza.

Un altro aspetto peculiare della scuola è la necessità da parte del  servizio di prevenzione e protezione di condividere con gli insegnanti le soluzioni trovate per eliminare o ridurre in particolare rischio, come ad esempio  la sostituzione di un prodotto nocivo con uno meno nocivo in un laboratorio didattico.

Inoltre occorre porre attenzione alle misure di tipo informativo e formativo rivolte al personale docente e non, e alle attività didattiche riferite alla sicurezza, nella prospettiva di promuovere la cultura della salute e sicurezza a 360 gradi.

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Anche il portare avanti soluzioni adeguate è correlato al contributo dei destinatari alla loro individuazione, ovvero occorre coinvolgere quanto piu’ possibile gli allievi nel perseguimento di misure di riduzione dei rischi, fino alla loro partecipazione costante alle attività correlate alla gestione della sicurezza.

Le soluzioni prescelte dovranno  obbligatoriamente comprendere la definizione delle figure preposte alla loro attuazione, i tempi di realizzazione e le relative procedure attuative.

Tutto sulla sicurezza

Natalia Carpanzano si occupa di sicurezza sul lavoro da diversi anni, prima in Emilia Romagna e poi in Sicilia, svolgendo consulenze per Istituti Scolastici di ogni ordine e grado e per aziende private di medie e grandi dimensioni. All’attività propria della consulenza si affianca quella della formazione, con corsi specializzati per i dipendenti ed i preposti, e quella della progettazione europea, con la partecipazione a bandi nel campo ambientale e della formazione. Attualmente ricopre il ruolo di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione in diversi Enti pubblici e privati e nel tempo libero è una ambientalista convinta e componente del Direttivo Regionale di Legambiente Sicilia.

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