Campi elettromagnetici a scuola: quali sono i rischi?

di Natalia Carpanzano
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Le onde elettromagnetiche sono ormai parte della nostra quotidianità, ma quali rischi si hanno in ambito scolastico?

Le onde elettromagnetiche sono ormai parte della nostra quotidianità, ma quali rischi si hanno in ambito scolastico?

Si possono individuare due diverse situazioni: campi elettromagnetici presenti all’esterno dell’edificio scolastico (ad esempio linee elettriche e impianti radiotelevisivi posti nelle immediate vicinanze dell’edificio) e campi elettromagnetici di origine interna collegati alle attività svolte nell’edificio scolastico (aule di informatica, sistemi wireless interni, presenza di quadri elettrici, ecc.).

Nel caso di antenne per la telefonia mobile va precisato che esse non irradiano nelle immediate vicinanze del loro basamento e dunque di norma un’antenna confinante alla scuola non costituisce un rischio rilevante.

Al contrario, una linea elettrica aerea ad alta tensione che si trovi nei pressi dell’edificio scolastico (meno di 10 – 15 metri) rappresenta un fattore di rischio che va opportunamente valutato.

A tal fine il dirigente scolastico può far richiesta all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) affinché venga misurato il livello sia del campo elettrico che di quello magnetico presente all’interno dell’edificio (assicurandosi, però, che durante le misurazioni la linea sia attiva).

Per quanto riguarda i campi elettromagnetici che vengono prodotti all’interno degli edifici scolastici, occorre dire innanzitutto che essi costituiscono un rischio per la salute di allievi e personale spesso paragonabile a quello cui è mediamente siamo tutti esposti, sia negli ambienti domestici che in quelli di vita.

In diversi Istituti Scolastici sono state condotte misurazioni di prova di campi elettrico e magnetico all’interno, ad esempio, di laboratori di informatica, con computer accesi e funzionanti e con sistemi wireless per il collegamento ad internet, oppure accanto a quadri elettrici. Tali misurazioni hanno rilevato valori inferiori a quelli limite previsti dalla normativa vigente.

Ciò non significa che il problema dei campi elettromagnetici a scuola sia inesistente. Basti pensare che all’interno delle scuole sono presenti alunni in tenera età o in piena età dello sviluppo, i quali sono soggetti loro malgrado a crescere in un ambiente costantemente bombardato da onde elettromagnetiche di diversa natura.

I danni causati dalla presenza di wireless o dall’uso costante di telefoni cellulari nei locali scolastici non possono essere esclusi solo perché delle misurazioni sporadiche non superano i limiti di legge.

In via precauzionale sarebbe opportuno evitare di tenere accessi dispositivi elettronici che non vengono usati (vedi ad esempio PC o lavagne LIM), disattivare la connessione internet in aula se non serve, spegnere i telefoni cellulari o comunque non tenerli a contatto con il corpo e via dicendo.

Solo tra molti anni saremo in grado di avere studi di lungo termine sulla problematica, che chiariscano le connessioni tra campi elettromagnetiche e salute. Nel frattempo è doveroso evitare di esporre gli alunni ed il personale scolastico a fonti elettromagnetiche ove non indispensabili per l’attività scolastica.

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