Calendario scolastico: assicurare 200 giorni di lezione. Quando si può derogare

di redazione
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I Collegi dei docenti si apprestano in questi giorni a discutere ed approvare le eventuali modifiche al calendario deliberato dalla Giunta regionale. Un obiettivo è però imprescindibile: assicurare lo svolgimento di 200 giorni di lezione. I calendari scolastici regionali

I Collegi dei docenti si apprestano in questi giorni a discutere ed approvare le eventuali modifiche al calendario deliberato dalla Giunta regionale. Un obiettivo è però imprescindibile: assicurare lo svolgimento di 200 giorni di lezione. I calendari scolastici regionali

L'indicazione dell'inizio delle lezioni, all'interno del calendario regionale, deve essere intesa a fini ordinatori e non perentori. Su tale data si esercita pertanto il potere del Collegio dei docenti, in virtù dell'autonomia ad esso attribuita, che può poporre al Consiglio di Istituto (che ha il compito di deliberare in materia) un adattamento del calendario scolastico.

Il Collegio dei docenti deve essere attento da un lato, al rispetto della sussistenza dei 200 giorni minimi di lezione, dall'altro al rispetto del monte ore annuale obbligatorio in termini complessivi e per singole discipline e/o attività.

Ricordiamo che l'eventuale anticipo delle lezioni (di solito legato a specifiche esigenze del territorio), oltre che per variare la durata dei periodi di vacanza o per introdurre "ponti" può essere utilizzato per recuperare l'eventuale riduzione delle singole ore di lezione (qualora non sia determinata da cause di forza maggiore).

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Nello scorcio estivo la problematica era diventata di attualità, in conseguenza della richiesta al Ministro Giannini di posticipare l'inizio delle attività scolastiche. "Le scuole – ha risposto il Ministro – nella loro autonomia possono chiedere lievi variazioni rispetto al calendario regionale, a patto di garantire i 200 giorni minimi di lezione previsti per legge. Nella maggior parte dei casi le richieste riguardano aperture anticipate che consentono di programmare pause flessibili nel corso dell'anno scolastico."

In via generale non vanno recuperati i giorni di lezione persi per cause esterne (elezioni, ordinanze dei sindaci, calamità naturali), mentre vanno recuperati i giorni di sospensione delle lezioni derivanti da decisioni autonome delle scuole.

Con la nota prot. n.1000 del 22 febbraio 2012 il Ministero ha infatti derogato al numero canonico dei 200 giorni di lezione non svolti per cause di forza maggiore, ma consente comunque alle singole istituzioni scolastiche di deliberare adattamenti del calendario scolastico per il recupero, anche parziale, dei giorni di lezioni non effettuati, al fine di consentire agli alunni il pieno conseguimento degli obiettivi di apprendimento e permettere agli insegnanti di disporre degli adeguati elementi di valutazione.

La nota afferma infatti "è fatta comunque salva la validità dell'anno scolastico, anche se le cause di forza maggiore, consistenti in eventi non prevedibili e non programmabili, abbiano comportato, in concreto, la discesa dei giorni di lezione al di sotto del limite dei 200, per effetto delle ordinanze sindacali di chiusura delle scuole "

Nei paragrafi successivi si mette in valore invece l' autonomia decisionale delle singole istituzioni scolastiche che "potranno valutare [….] la necessità di procedere ad adattamenti del calendario scolastico finalizzati al recupero, anche parziale, dei giorni di lezioni non effettuati". La nota

Qual è la durata media dell'anno scolastico in altri Paesi? La durata media dell'anno scolastico durante l'istruzione obbligatoria in Europa è di 185 giorni, mentre in Danimarca, Italia, Olanda e Liechtenstein è di 200 giorni. In Bulgaria, Lettonia e Lituania la durata dell'anno scolastcio aumenta con l'età degli studenti, cominciando con soli 155 giorni in Bulgaria e crescendo progressivamente fino a 195 giorni nell'istruzione secondaria in Lituania. Analisi dei dati delle "Cifre chiave dell'istruzione 2012"

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