Avvio anno scolastico. Compiti insegnanti di sostegno prima dell’inizio delle lezioni

di
ipsef

Maria Vitale Merlo – Ad anno ormai avviato è opportuno fornire alcune indicazioni ai docenti di sostegno su delle buone prassi da attuare prima dell’ingresso degli alunni in classe.

Maria Vitale Merlo – Ad anno ormai avviato è opportuno fornire alcune indicazioni ai docenti di sostegno su delle buone prassi da attuare prima dell’ingresso degli alunni in classe.

 

I docenti di sostegno, dopo aver preso servizio, vengono assegnati alla classe in cui è inserito l’alunno o gli alunni con disabilità.

L’assegnazione dovrebbe avvenire in tempi brevi per consentire, insieme al Consiglio di classe, di intraprendere una reale ed efficace inclusione degli alunni con disabilità, dato che ogni intervento educativo didattico per avere ricadute positive deve coinvolgere tutto il corpo docente (consiglio di classe, di interclasse o intersezione) per poter così superare la prassi ormai consolidata di delegare solo il solo docente di sostegno e consentire la presa in carico da parte dei docenti curriculari.

Il docente di sostegno, una volta assegnato alla classe, deve prendere visione della documentazione riguardante l’alunno con disabilità: Diagnosi Funzionale (DF), Profilo Dinamico Funzionale (PDF), PEI e relazione finale stilata a fine anno scolastico . La lettura attenta di tutti gli atti consente al docente di cominciare a conoscere l’alunno che dovrà seguire.

In questa fase deve però essere coinvolto l’intero Consiglio di classe che collegialmente esamina la DF, da cui si evince non solo il tipo di disabilità e la relativa gravità, ma fornisce informazioni indispensabili per individuare le aree di potenzialità da cui partire per redigere il PEI che si configura come documento calibrato sulle alle effettive esigenze dell’alunno.

Per gli alunni in entrata invece è indispensabile organizzare incontri con la scuola di provenienza al fine di realizzare concretamente una reale azione di continuità educativa e didattica. Tutto ciò è reso più semplice per gli alunni iscritti nello stesso Istituto Comprensivo che transitano da un segmento di scuola all’altro, per cui i docenti si incontrano e si confrontano naturalmente. Nel caso di provenienza da altra scuola è opportuno contattare il team di docenti che negli precedenti ha seguito l’alunno.

Per gli alunni che invece iniziano il loro percorso scolastico per la prima volta , il Consiglio di classe al completo promuoverà incontri sia con la famiglia sia con eventuali operatori socio- sanitari che seguono il percorso riabilitativo dell’alunno con disabilità durante l’orario extrascolastico in modo da approntare un progetto condiviso che possa consentire una reale inclusione.

Avendo attuato queste che potrebbero essere definite buone prassi per l’inclusione scolastica, tutti i docenti del consiglio di classe, coadiuvati dal docente di sostegno che si configura quale mediatore tra tutti gli attori coinvolti nel processo di apprendimento, conosceranno le effettive esigenze dell’alunno con disabilità inserito in classe e saranno in grado di attuare strategie d’intervento mirate che avranno ricadute positive in termini di efficacia non solo sull’alunno con disabilità, ma sull’intera classe.

Al suono della campana, il docente di sostegno e il collega curriculare saranno in classe ad accogliere “tutti” gli alunni. Non bisogna infatti dimenticare che il docente di sostegno è contitolare di classe e non deve essere presentato come “ il prof di X “ , ma come il docente che sarà di supporto alla classe, questo per evitare che magari l’alunno per cui è stato individuato possa non accettare la nuova figura (capita spesso, soprattutto nella scuola secondaria), nella fattispecie il docente si avvicinerà a tutti gli alunni offrendo il proprio aiuto e così, in modo del tutto naturale, vedendo l’atteggiamento positivo e collaborativo dei compagni, anche l’alunno con disabilità accetterà il supporto del docente.

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