Anno di formazione e di prova. Bilancio iniziale di competenze e criteri valutazione neoimmessi

di Katjuscia Pitino
ipsef

Aspetti della formazione iniziale

Rispetto alle disposizioni passate, contenute nel D.Lgs. n.297 del 1994 e nelle Circolari e Note ministeriali che hanno disciplinato l’argomento, il D.M. 850 del 27/10/2015, in attuazione del comma 118 dell’art.1 della Legge 107, definisce in una cornice generale le novità introdotte sul periodo di formazione e di prova dei docenti neoimmessi in ruolo, precisati poi nella Nota n.36167 del 5/11/2015, la quale presenta in allegato il “Quadro di sintesi del percorso formativo per i docenti neoassunti”, distinguendo ben 7 step nel periodo di formazione, con relativa descrizione delle attività formative, degli obiettivi, della quantificazione delle ore (complessivamente 50) da destinare ai diversi momenti nonché degli attori coinvolti.

Aspetti della formazione iniziale

Rispetto alle disposizioni passate, contenute nel D.Lgs. n.297 del 1994 e nelle Circolari e Note ministeriali che hanno disciplinato l’argomento, il D.M. 850 del 27/10/2015, in attuazione del comma 118 dell’art.1 della Legge 107, definisce in una cornice generale le novità introdotte sul periodo di formazione e di prova dei docenti neoimmessi in ruolo, precisati poi nella Nota n.36167 del 5/11/2015, la quale presenta in allegato il “Quadro di sintesi del percorso formativo per i docenti neoassunti”, distinguendo ben 7 step nel periodo di formazione, con relativa descrizione delle attività formative, degli obiettivi, della quantificazione delle ore (complessivamente 50) da destinare ai diversi momenti nonché degli attori coinvolti.

Il percorso prevede:

  1. step redazione di un bilancio delle competenze iniziale da parte del docente neoassunto con la collaborazione del docente tutor;
  2. step incontro formativo propedeutico, con i docenti neoassunti a cura dell’amministrazione territoriale;
  3. step laboratori formativi sotto la responsabilità dell’USR/ambito territoriale;
  4. step peer to peer che coinvolge docente tutor e neo-assunto;
  5. step formazione on-line che accompagna tutto il percorso dei docenti neoassunti;
  6. step bilancio delle competenze finali;
  7. step ultimo incontro a livello territoriale per valutare complessivamente l’attività di formazione.

La formazione si attiva quindi con un bilancio delle competenze iniziale, in forma di autovalutazione, cui seguirà un altro finale; il bilancio finale dovrà scaturire dalle risultanze delle attività formative e tenere conto anche del patto per lo sviluppo professionale, sottoscritto tra dirigente scolastico e docente neoassunto, sentito il docente tutor. Il patto di cui sopra non è altro che il risultato del primo bilancio e si pone quindi in media res tra i due bilanci, delineandosi come un vero e proprio progetto di formazione in servizio che presenterà gli obiettivi di sviluppo delle competenze di natura culturale, disciplinare, metodologica e relazionale da perseguire, attraverso tutte le attività formative sia a livello territoriale che di istituzione scolastica. La nota n.36167 specifica che per il bilancio delle competenze iniziale verrà fornito un format digitale all’interno della piattaforma on-line predisposta da INDIRE, per agevolare l’elaborazione di questo primo profilo, così come per la formazione peer to peer, verranno trasmesse delle opportune linee guida che aiuteranno nell’organizzazione di questi interventi formativi.

Gli esiti della formazione del docente saranno verificati sulla base di determinati criteri presenti nell’art.4 decreto 850 che afferiscono all’area didattica, organizzativa, relazionale e in via generale, al profilo specifico della funzione docente, con tutte le connesse responsabilità; il decreto insiste sul raggiungimento degli standard professionali inerenti alla funzione del docente.

I criteri per la valutazione

I cosiddetti criteri per la valutazione del personale docente, sono desumibili dall’art.4 del D.M. n.850 e delineano per lo più gli standard professionali della funzione docente:

  • competenze culturali, disciplinari, didattiche e metodologiche;
  • competenze relazionali, organizzative e gestionali
  • osservanza dei doveri connessi alla funzione docente;
  • partecipazione alle attività formative e raggiungimento degli obiettivi dalle stesse previsti.

Nello stesso art.4, all’elencazione dei criteri, segue la declinazione di ciò che potrà tornare utile per la verifica delle competenze di cui sopra. Le indicazioni fornite nei commi 2, 3, 4 e 5 dello stesso articolo permettono di tracciare, in via generale, i punti focali della formazione iniziale che andranno a confluire, come già detto, nel cosiddetto patto per lo sviluppo professionale di cui è propedeutico il bilancio delle competenze iniziale.

Il bilancio nella formazione: una prospettiva tutta europea

Il bilancio di competenze, introdotto alla fine degli anni 80 dal Ministro del lavoro francese Michel Delebarre, è stato utilizzato, in seguito, per lo più in ambito europeo, come strumento utile ai fini dell’orientamento e della formazione dei lavoratori e ha portato nell’anno 2000 alla nascita del “Qualité Europe Bilan de compétences”, un’iniziativa che ha coinvolto, sotto l’impulso della Fédération Nationale des CIBC di stampo specificamente francese (la sigla sta a significare Centri interistituzionali di Bilancio di competenze) molti Stati membri dell’Unione Europea, allo scopo di diffondere questa nuova metodologia di lavoro per riconoscere, identificare e valorizzare le competenze personali e professionali di un individuo nel corso della sua vita. In teoria, questo nuovo approccio dovrebbe aiutare ogni persona a tracciare il quadro delle competenze già acquisite, in un particolare ambito lavorativo, facendo emergere i bisogni formativi, per giungere all’elaborazione di un progetto specifico ed anche evolutivo del proprio status professionale e personale. La parola bilancio indica quindi una tappa, un’occasione di riflessione in vista di un miglioramento futuro.

Il Bilancio di competenze nella formazione iniziale del neo-assunto

A seguire gli indirizzi del decreto 850, il docente neoassunto dovrà redigere un primo bilancio di competenze, in forma di autovalutazione strutturata, con la collaborazione del docente tutor. Questo primo step descrittivo-informativo, sullo stato dello sviluppo personale e professionale del docente neoassunto, costituisce una specie di carta d’identità ed insieme il punto di partenza da cui si snoderanno, in modo differenziato, le attività formative. Al contrario, nel bilancio finale, confluiranno i “progressi di professionalità, l’impatto delle azioni formative realizzate, gli sviluppi ulteriori da ipotizzare”.

Il Bilancio di cui all’art.5 del D.M. n.850 del 2015 e secondo le indicazioni fornite nella Nota Ministeriale n.36167 del 5/11/2015 (che fissa un nuovo scadenziario per la redazione), va compilato nella forma di un’autovalutazione, con la collaborazione del docente tutor.

Nel D.M. n.850, come modalità di autovalutazione del docente neoassunto, si indica una tipologia “strutturata” quindi con una successione di domande standardizzate su determinati aspetti inerenti alla funzione docente, cui è possibile fornire risposte aperte, semi-aperte o chiuse; le domande a risposta aperta richiedono al docente di motivare quanto affermato. Questo modello, utilizzando la forma discorsiva e narrativa, attraverso la motivazione delle risposte date, permette di identificare meglio i punti di forza ed insieme le criticità del ‘vissuto’ professionale del docente e al contempo di definire con maggiore chiarezza le prospettive di miglioramento per il futuro.

Il Bilancio si caratterizza come un vero e proprio protocollo di autovalutazione, predisposto in modo da consentire la rilevazione allo stesso tempo, sia delle competenze possedute dal docente in un dato momento sia dei bisogni formativi e delle motivazioni per implementare un percorso formativo che sia evolutivo e generativo di altre competenze. Ad una fase investigativa o di diagnosi e di rilevazione dei bisogni segue la strutturazione di un progetto professionale di sviluppo, in cui si definiscono gli obiettivi da perseguire. Mentre la prima fase di ricognizione, secondo quanto stabilito nell’art.5 del decreto 850, coinvolge il docente neoassunto e il tutor a lui assegnato, in seguito, la pianificazione del progetto richiede la collaborazione del dirigente scolastico e del docente.

Le aree del Bilancio di competenze iniziale

Gli ambiti pertinenti alla formazione del docente neo-assunto sono ricavabili dall’art.4 del decreto 850, già sopraindicati nella parte concernente i criteri, e di riflesso possono essere oggetto di trattazione nel bilancio iniziale, classificandosi in ben quattro aree qui di seguito elencate:

  • area delle competenze culturali e disciplinari;
  • area delle competenze didattiche e metodologiche;
  • area delle competenze relazionali, organizzative e gestionali;
  • area dei doveri connessi alla funzione docente.

Gli obiettivi insiti nella redazione del bilancio sono afferenti alle diverse aree:

  • identificazione delle competenze personali e professionali possedute dal docente neo-immesso prima della formazione iniziale con riferimento alle aree sopraindicate;
  • individuazione attraverso delle domande guida dei centri di interesse e delle motivazioni del docente;
  • elaborazione di piste di azioni per lo sviluppo professionale, indicando le aree specifiche in cui si rende necessario agire, ai fini di migliorare le competenze possedute. 

Vedi anche

Insegnanti neo immessi in ruolo, guida gratuita aggiornata con Fase C + 18 modelli da scaricare

Versione stampabile
anief anief
soloformazione