Guida agli scrutini I e II grado: voto di consiglio e voto sul registro del docente

di Lalla
ipsef

red – Quando lo studente con una insufficienza in una o più materie viene comunque ammesso alla classe successiva per voto di consiglio, sul registro personale il docente cosa deve registrare? Questa ed altre risposte ai vostri quesiti sugli scrutini nelle guide di Paolo Pizzo.

red – Quando lo studente con una insufficienza in una o più materie viene comunque ammesso alla classe successiva per voto di consiglio, sul registro personale il docente cosa deve registrare? Questa ed altre risposte ai vostri quesiti sugli scrutini nelle guide di Paolo Pizzo.

I voti sono espressi da ogni singolo docente in decimi (voto intero).

Il docente è tenuto a dare motivazione della sua proposta di voto in base anche ai criteri valutativi indicati dal Collegio dei docenti.
Ciò risponde al principio di trasparenza, che è il principio cardine della valutazione, e nello stesso tempo se le valutazioni espresse all’interno del Consiglio di classe sono debitamente motivate si ritengono insindacabili.

In caso contrario, i relativi atti sono impugnabili davanti al giudice amministrativo e suscettibili di annullamento.

Il docente può stilare un giudizio brevemente motivato per ogni allievo corrispondente alla sua proposta di voto numerico, oppure crocettando le aggettivazioni riferite alla conoscenza, comprensione, applicazione, analisi e sintesi o ad altre aggettivazioni presenti nel registro personale.

Ogni istituzione scolastica, in base all’autonomia, può deliberare anche per questo aspetto modalità comuni per tutti i docenti.

Per ciò che invece riguarda la “quantità” delle verifiche a supporto della proposta di voto:

L’art. 79 del R.D. 653/1925 prescrive che “I voti si assegnano, su proposta dei singoli professori, in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni ”.

I riferimenti normativi di cui disponiamo al fine di stabilire criteri comuni e condivisi da tutti i docenti per la valutazione degli allievi sono:
L’art. 4/4 del DPR 275/99 che indica che nell’esercizio dell’autonomia didattica le istituzioni scolastiche “individuano le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale”;
L’art. 13/3 dell’O.M. n. 90/2001 che stabilisce qual è l’organo collegiale preposto ad occuparsi in materia di valutazione all’interno dell’istituzione scolastica: “Il collegio dei docenti determina i criteri da seguire per lo svolgimento degli scrutini al fine di assicurare omogeneità nelle decisioni di competenza dei singoli consigli di classe”

I criteri che si deliberano debbono essere tenuti presenti dai Consigli di classe in sede di valutazione periodica e finale.
In tali criteri rientra anche il “congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni” di cui all’ art. 79 del R.D. sopra citato.

Nel caso in cui il numero minimo di prove non rientrasse in tali criteri, il docente dovrebbe somministrare almeno tre prove scritte e tre prove orali per ogni trimestre/quadrimestre.
La giurisprudenza e il contenzioso si pongono ormai su tale limite. Segnaliamo a questo proposito una sentenza del Tar Piemonte (sezione II, 24/07/2008) che accoglieva un ricorso presentato dai genitori di un allievo per “la violazione di legge in merito alla nozione di congruo numero di prove”.

Ai sensi dell’art. 79 del R.D. 653 del 4 maggio 1925, “i voti si assegnano, su proposta dei professori, in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici, fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni.

Se non siavi dissenso, i voti in tal modo proposti si intendono approvati; altrimenti le deliberazioni sono adottate a maggioranza, e, in caso di parità, prevale il voto del presidente”.

Il DPR 122/2009 agli articoli 2 e 4 confermano che la competenza in materia di valutazione è del consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato “con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza”.

Se il voto “proposto” da un docente è 5 e la sufficienza è stata poi assegnata dal consiglio di classe, sul registro personale da cui si evince appunto la “proposta” di voto il 5 rimane tale.

Mentre del c.d. “voto di consiglio” si farà menzione nel verbale e di conseguenza nel documento di valutazione in corrispondenza della disciplina in oggetto figurerà il 6.

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