Guerra in Ucraina, aule sovraffollate e organico insufficiente: i problemi delle nostre scuole che accolgono bimbi e ragazzi. Scatta l’allarme

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La guerra in Ucraina, come sappiamo, ha scatenato purtroppo anche un flusso di profughi che anche l’Italia sta accogliendo. La scuola sta facendo la propria parte, aprendo le porte a tantissimi bimbi e ragazzi provenienti dall’Ucraina. Ma c’è chi lancia l’allarme e fa notare che se dovesse restare questo il trend di accoglienze a scuola, la situazione potrebbe diventare ingestibile per quanto riguarda gli spazi ma anche per quanto concerne il numero di insegnanti a disposizione degli istituti.

A puntare i riflettori su questo aspetto è il segretario generale UIL Scuola del Lazio, Saverio Pantuso, che dalle pagine de Il Tempo, lancia l’allarme: “Serve evitare il sovraffollamento. Per questo gli Enti locali di competenza dovranno necessariamente collaborare  con le scuole del territorio per trovare idonee soluzioni“.

Se si considera infatti il già complicato tema degli esuberi a seguito delle iscrizioni, con tanti studenti costretti a cambiare scuola perchè rifiutati dall’istituto scelto a causa del sold out, la prospettiva di accogliere sempre più studenti, anche il prossimo settembre, appare specialmente in alcune circostanze davvero complicata.

Ma non è solo un problema di spazi: anche la questione organici è tutt’altro da prendere sottobanco secondo il sindacalista Uil: “Di pari passo va la questione relativa all’organico del personale docente e Ata, che dovrebbe essere incrementato per far fronte alle nuove esigenze didattiche e amministrative“.

Anche Mario Rusconi, presidente ANP Roma, spiega: “Ovvio che accogliamo i bambini in fuga dalla guerra nelle scuole ma potremmo trovarci in un contesto di ulteriore sovraffollamento delle già classi pollaio. Con la risalita dei contagi covid e la presenza di molti bambini e adulti ucraini non vaccinati si potrebbe di fatto aggravare la pandemia“.

Per Pantuso, bisogna a tal proposito coinvolgere attivamente le Asl territoriali, che “hanno subito attivato uno screening generalizzato, ma è fondamentale attuare una efficace sinergia tra Asl e scuole per monitorare costantemente il quadro“.

Nei giorni scorsi il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ha parlato del tema accoglienza nelle scuole dei bimbi e ragazzi che scappano dalla guerra: “Le nostre scuole stanno facendo uno sforzo straordinario per accogliere i bambini ucraini. Crescono di 200 al giorno, siamo arrivati a circa 3000“, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in audizione al Senato sullo stato di attuazione del Pnrr.

E ancora, nell’intervento del 23 marzo ha fornito un ulteriore aggiornamento: “oggi, rispetto alla settimana scorsa, i bambini inseriti nelle scuole italiane sono raddoppiati: siamo passati dai 2.500 dello scorso giovedì agli oltre 5.300 di questa mattina. Ciò vuol dire – ha sottolineato il ministro – che dobbiamo ampliare la nostra capacità di accoglienza. Attualmente in Italia ci sono circa 70.000 profughi ucraini di cui 25.000 minori. Nelle nostre scuole quindi dobbiamo ragionevolmente attenderci l’arrivo di altri 20.000 studenti”.

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