Guerra in Ucraina, Meloni: “Grazie ai docenti per aver accolto nelle scuole donne e bambini”

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La premier Giorgia Meloni è intervenuta alla Camera dei Deputati per delle comunicazioni in vista del Consiglio Europeo. Un passaggio anche sulla guerra in Ucraina.

“Sul piano dell’accoglienza ai profughi ucraini, l’Italia continua a sostenere la risposta coordinata e solidale dell’Unione Europea all’afflusso massiccio di persone in fuga dai bombardamenti e dagli stenti, acuiti dalla strategia russa di accanirsi sulle centrali elettriche per cercare di piegare la tenacia del popolo ucraino con il freddo e con l’oscurità. La gran parte dello sforzo di accoglienza è stato fatto con slancio, generosità e spirito di fratellanza dagli Stati dell’est Europa, Polonia in testa. Li voglio ringraziare per questo. Ma anche l’Italia ha contribuito a questo sforzo. Le registrazioni di protezione temporanea effettuate in Italia sono oltre 172.000, in larghissima parte donne e bambini, accolti con affetto nelle nostre scuole grazie soprattutto allo straordinario lavoro dei nostri insegnanti. Ma siamo impegnati anche nell’assistenza umanitaria, dove abbiamo organizzato trasporti per oltre 66 tonnellate di beni. Siamo fieri della grande solidarietà mostrata dall’Italia nei confronti del popolo ucraino in questo momento drammatico”, ha affermato il presidente del Consiglio nel corso del suo discorso.

Tra i temi, anche la crisi energetica. “Il Consiglio europeo torna a occuparsi dell’impatto dei prezzi dell’energia. L’obiettivo è un percorso di sicurezza energetica” su cui “da mesi l’Italia è in prima fila per un tetto dinamico dei prezzi. Per ora la risposta della Commissione europea è insoddisfacente e inattuabile. È fondamentale porre un argine alla speculazione: la posta in gioco sull’energia è molto alta perché definisce la capacità dell’Europa di difendere le sue famiglie e le sue imprese” evitando di avere “un’Ue a due velocità”, ha detto Meloni.

Il premier ha affrontato anche il discorso inerente ai migranti: “Di fronte a un fenomeno di tale portata è necessario responsabilizzare non solo l’Unione europea nel suo complesso ma anche i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. L’Ue deve rilanciare gli impegni con i partner africani. Il fianco Sud, inoltre, non è meno importante del fianco Est e ci impegneremo affinché vengano affrontati con la stessa attenzione”. 

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