Guardie e ladri insieme alla maturità

di Lalla
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di Vincenzo Brancatisano – Uno è agente della penitenziaria, l’altro un giovane detenuto: hanno sostenuto l’esame ed entrambi sono stati promossi.

di Vincenzo Brancatisano – Uno è agente della penitenziaria, l’altro un giovane detenuto: hanno sostenuto l’esame ed entrambi sono stati promossi.

Per un detenuto che si laurea, se ne sta parlando in questi giorni, un altro andrà all’università, magari assieme al suo carceriere. È il destino di un carcerato maghrebino, lo chiameremo Zizou, che nei giorni scorsi ha sostenuto l’esame di maturità assieme al suo carceriere, agente della polizia penitenziaria del carcere S. Anna.

È successo nei giorni scorsi presso l’Istituto tecnico commerciale Barozzi dove i protagonisti di questa bella storia si sono presentati alle prove scritte e poi all’orale dell’esame di Stato. Per motivi di sicurezza nessuno delle centinaia di alunni della scuola, impegnati nell’esame, si sono accorti di alcunché.

Seduto nell’ultima fila, Zizou, il detenuto studente, è stato accompagnato dalla scorta mezz’ora prima che facessero ingresso gli studenti e sono rimasti con lui, come angeli custodi, fino a quando le tre prove scritte – Italiano, Economia aziendale, prova multidisciplinare, spesso definita “quizzone” – distribuite nei tre giorni dal 24 giugno al 27 giugno scorsi, non sono state consegnate alla commissione d’esame.

Guardie e ladri. Accanto a lui e ai suoi agenti di custodia, che lo controllavano con discrezione e grande professionalità, era seduto un collega di questi ultimi, anch’egli studente, del corso serale Sirio dell’istituto Barozzi, che si svolge dalle 18.15 alle 23.15 di tutte le sere nelle aule della scuola di viale Monte Kosica. Della scena come detto non si sono accorti gli altri studenti.

Non che ci fosse nulla di male. Anzi: si tratta di un’esperienza che rilancia ancora una volta l’importanza e il ruolo della scuola pubblica, capace come sempre, nonostante le molteplici difficoltà, di farsi carico dei propri compiti e, in casi come questo, di restituire dignità e speranza a chi è caduto in errore nella vita. La quale a sua volta sa offrire, quando vuole, una seconda possibilità a tutti. Nei giorni scorsi abbiamo raccontato su queste colonne la storia dell’ex camorrista, autore del libro “Uscire dalla Mafia, storia di uno sgarrista”, edito da Historica, che ha trovato anche nella scuola, stavolta quella istituita in carcere, uno dei tanti strumenti che gli hanno consentito di assaporare e di rifarsi una vita a Soliera dove fa il falegname e dove gode dell’affetto di un’intera comunità. Ma è stato giusto e opportuno non appesantire con ulteriori motivi di apprensione, lo stato di agitazione diffuso che gravava sugli studenti a causa dell’esame.

Così la dirigenza della scuola, in collaborazione con la direzione del carcere e del Provveditorato agli studi, ha predisposto le operazioni in modo che tutto filasse liscio nei quattro giorni, compreso l’ultimo, quello degli orali. Alla domanda su cosa ne pensasse della sfida tra carceriere e carcerato, il primo ha risposto: spero di averla vinta io! Promossi entrambi, promossa la scuola.

Gazzetta di Modena, 13 luglio 2013

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