Guardia di finanza si presenta al Gioberti di Torino in cerca di docenti assenteisti

di redazione

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Militari in borghese hanno controllato i docenti in sala insegnanti chiedendo loro di identificarsi con i documenti. Reazioni politiche e sindacali.

Secondo quanto riferito dalla stessa GdF, il controllo fa parte di “una attività ordinaria prevista e dettata dall’autorità nazionale anticorruzione”.

Di diverso tenore i commenti da parte di alcuni sindacati, come la CUB scuola: “E’ un modo – commenta il coordinatore nazionale Natale Alfonso – per gettare discredito sui docenti, sul personale Ata e sulla scuola pubblica. Agli insegnanti è stato chiesto di mostrare un documento che attestasse la propria identità e di apporre un’ulteriore firma di presenza su un apposito elenco. Una prova della mancanza di rispetto e fiducia per colleghe e colleghi, e persino nei confronti del dirigente scolastico. In un Paese che si distingue per l’elevatissima evasione fiscale e per la costante violazione delle leggi sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, le urgenze di cui dovrebbe occuparsi la Guardia di Finanza ci sembrano altre. Un atto del genere è segno di una deriva autoritaria che va combattuta con forza”.

“Sono davvero sorpreso dai controlli della Guardia di Finanza in una scuola di Torino per verificare l’effettiva presenza e identità dei docenti in servizio. Comprendo e condivido l’intento dei controlli antiassenteismo nel comparto della pubblica amministrazione, ma sinceramente li ritengo più che “ridondanti” nella scuola pubblica, e per più di un motivo”. Lo scrive su Facebook il sottosegretario all’Istruzione Peppe de Cristofaro sulla vicenda avvenuta oggi al liceo Gioberti di Torino. “Gli istituti scolastici, avendo a che fare con la vigilanza e tutela dei minori, – prosegue il sottosegretario – sono già molto attenti e organizzati per questo tipo di controlli, hanno il registro presenze giornaliero e il registro elettronico di classe ed è compito specifico del Dirigente Scolastico controllare la presenza del personale in servizio. Inoltre la miglior verifica è proprio quella operata dagli studenti a cui l’assenza di un prof non sfugge di certo”. “Mi attiverò nei prossimi giorni- conclude De Cristofaro – per concertare un protocollo di collaborazione tra Miur e GdF in grado di effettuare verifiche simili con procedure e strumenti alternativi”

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