Il gruppo Sostengo il Sostegno – SFP V. O. II FASCIA aderisce allo sciopero del 5 maggio

di redazione
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inviato in redazione – Il gruppo Facebook “Sostengo il Sostegno – SFP V. O. II FASCIA” è un gruppo di insegnanti di sostegno di scuola dell’infanzia e scuola primaria, laureati in Scienze della Formazione Primaria, vecchio ordinamento (SFP V. O.).

inviato in redazione – Il gruppo Facebook “Sostengo il Sostegno – SFP V. O. II FASCIA” è un gruppo di insegnanti di sostegno di scuola dell’infanzia e scuola primaria, laureati in Scienze della Formazione Primaria, vecchio ordinamento (SFP V. O.).

Insieme a circa altre novemila persone, siamo stati ingiustamente esclusi dalle GaE, perché immatricolati all’università negli a.a. 2008/09, 2009/10, 2010/11. A partire dall’ a. a. 2008/09, infatti, non è più stato possibile inserirsi in GaE, nemmeno con riserva, così come, invece, è stato concesso agli immatricolati fino al 2007/08.

Pur non essendovi alcuna differenza tra i laureati in SFP V. O. inseriti in GaE e tutti coloro che, sebbene si siano immatricolati nel vecchio ordinamento, non hanno conseguito la laurea entro marzo 2012, questi ultimi sono stati esclusi dalle GaE e confinati in seconda fascia di istituto. La situazione paradossale dei laureati in SFP V. O., immatricolati negli anni 2008, 2009, 2010, è nota a tutti da diverso tempo, ma veniamo ad oggi.

Nel documento “La buona scuola” si legge che il governo integrerà nel piano di assunzioni straordinarie anche i laureati in Scienze della Formazione Primaria Vecchio Ordinamento, esclusi dalle GaE, a condizione di non superare il plafond dei 148 mila. Questo è quanto veniva affermato il 3 settembre 2014.

Nel DDL 2994 sulla riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, nonostante si parli di 100.701 assunzioni, numero nettamente inferiore alle 148.000 assunzioni previste, dei laureati in SFP V. O. non vi è traccia.

I laureati in SFP V. O., oltre ad essere stati completamente dimenticati nel DDL, saranno esclusi dall’insegnamento finché non supereranno il concorso, senza alcuna possibilità di lavorare come docenti a tempo determinato su cattedre vacanti, oltre i 36 mesi di servizio. Come si legge all’art. 12 del DDL, sarà fatto divieto ai dirigenti scolastici di reiterare i contratti a tempo determinato su posti vacanti e disponibili, oltre i 36 mesi.

Per chi è inserito in seconda fascia di istituto, dunque, vi è solo una possibilità per poter accedere al ruolo: il concorso.

Vogliamo rammentare, però, che la legge n.53 del 28 marzo 2003, prevedeva che l’esame di laurea sostenuto al termine del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria Vecchio Ordinamento, presieduto da un rappresentante regionale del MIUR, avesse natura di esame di stato e valore abilitante. Il valore concorsuale del corso di laurea in SFP, viene sancito dalla legge che rimane la stessa, invariata anche per gli immatricolati 2008, 2009, 2010.

È opportuno anche ricordare che, per accedere al corso di laurea in SFP, è necessario superare una prova di ingresso e che i posti disponibili per gli anni 2008, 2009, 2010 sono stati stabiliti in base al fabbisogno stimato dal MIUR. In sostanza, il MIUR bandiva i corsi per il numero di nuovi insegnanti necessari, ma, una volta laureati, ci è stato negato l’accesso alle GaE.

All’ingiustizia perpetuata nei confronti dei laureati in SFP V. O., si aggiunge la sentenza del Consiglio di Stato che sancisce l’inserimento in GaE dei diplomati magistrale ante 2001/02. Il nostro intento, sia chiaro, non è quello di screditare i diplomati magistrale, bensì evidenziare il paradosso che avrà luogo con la suddetta sentenza: mentre un laureato in SFP V. O., unica laurea che abilita all’insegnamento nella scuola dell’infanzia o primaria, dovrà necessariamente sostenere e vincere un concorso, i diplomati magistrale potranno avere accesso al ruolo e, dunque, diventare insegnanti a tempo indeterminato di scuola dell’infanzia e scuola primaria.

La paradossale questione relativa ai laureati in SFP V. O. è indice di un malsano sistema legislativo che, se da una parte dichiara di voler premiare il merito e innalzare il livello di qualità dell’istruzione, dall'altra consente l’accesso in ruolo ai diplomati, mentre esclude insegnanti laureati e specializzati.

Ultimo punto, ma perno centrale della nostra protesta, è la questione relativa alle attività didattiche di sostegno. In moltissime regioni e province d’Italia, in seguito alle immissioni in ruolo, gli elenchi del sostegno di scuola dell’infanzia e primaria sono esauriti, ragion per cui gli incarichi annuali su posti vacanti e disponibili vengono affidati a insegnanti di sostegno laureati in SFP V. O., inseriti in seconda fascia di istituto. Da diversi anni, ormai, si afferma a gran voce la necessità di stabilizzare più insegnanti di sostegno (così come anche sostenuto dalla legge 128/2013), al fine di garantire continuità e qualità della didattica relativa all’inclusione degli alunni diversamente abili.

Sebbene nelle GaE di diverse province gli insegnanti di sostegno siano esauriti, ancora una volta ai docenti di sostegno inseriti in seconda fascia viene negato l’accesso al ruolo su cattedre vacanti e disponibili.

Non è ancora del tutto chiaro a chi verranno assegnate queste cattedre vacanti, visto e considerato il fatto che i dirigenti non potranno più reiterare contratti oltre i 36 mesi. Se poi teniamo in considerazione l’obiettivo principale di questo DDL, ovvero eliminare il precariato e quindi le GaE, si prefigura la possibilità che molti di questi docenti vengano riconvertiti sul sostegno, mediante dei corsi che niente hanno a che vedere con il percorso universitario svolto dai laureati in SFP V. O., specializzati nel sostegno.

Il DDL 2994 è un vero e proprio attentato alla qualità del sistema scolastico. Si parla di “Buona scuola”, ma non può essere una buona scuola quella che esclude migliaia di insegnanti di sostegno di scuola
dell’infanzia e scuola primaria, laureati e specializzati mediante un corso universitario fatto di esami, tirocinio e laboratori. Non può essere buona scuola quella che, pur di stabilizzare i docenti precari delle GaE, li assume su posti di sostegno, anche se sprovvisti del titolo di specializzazione. Non può essere buona scuola, infine, quella che non tiene conto delle reali esigenze di alunni diversamente abili e famiglie che a gran voce reclamano il loro diritto alla piena inclusione scolastica, alla continuità didattica, ad avere nella propria classe un insegnante di sostegno specializzato, formato e soprattutto fortemente motivato, mosso da una passione intrinseca; un docente che ha scelto di ESSERE insegnante di sostegno e non di fare l’insegnante di sostegno, in vista di un più immediato canale per accedere al ruolo.

Per le suddette ragioni, gli insegnanti di sostegno laureati in SFP V. O., facenti parte del gruppo Facebook “Sostengo il Sostegno – SFP V. O. II FASCIA”, aderiranno allo sciopero generale del 5 maggio e manifesteranno nelle diverse piazze d’Italia, per protestare contro un DDL che vuole escluderli dall’insegnamento.

Lara Pagliara

Paola De Marco

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