Gruppo Pei: Assurdo tenere fuori le famiglie dai Piani educativi individualizzati dei propri figli

di redazione
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Comunicato stampa Gruppo Facebook “Non c’è PEI senza condivisione” – In tempo record il Governo ha approvato il testo riformato del “Decreto legislativo n. 66/17”, dopo il breve passaggio dalle Commissioni 7^ di Camera e Senato, ciascuna delle quali ha indicato i correttivi da apportare al testo del “Decreto Sostegno”, emanato durante la precedente legislatura.

Le aspettative da parte del mondo della scuola, ma anche delle famiglie, erano alte: da un lato vi era la sottile speranza di vedere abrogato il provvedimento, come promesso in campagna elettorale da forze politiche ora al Governo, dall’altro il desiderio di apportare significativi miglioramenti, a vantaggio dell’intero processo inclusivo, garantendo fattivamente il successo formativo a tutti gli alunni e a tutte le alunne.

Durante le Audizioni svoltesi presso le Commissioni sono stati proposti più correttivi, in particolare il nostro gruppo ha seguito, condividendole, le modifiche suggerite dall’Associazione CIIS, Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno (risorsa disponibile al link: http://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg18/attac). Nel documento citato sono state avanzate, congiuntamente alla proposta di modifica, ipotesi alternative e anche abrogazioni, debitamente argomentate.

Il Decreto riformato esclude le famiglie dal PEI

È stato richiesto, a ragion veduta, che nell’articolo riguardante il PEI (Piano Educativo Individualizzato) venisse sostituito “e approvato” con la parola “congiuntamente”. L’articolo in questione introduce una modalità di elaborazione del PEI fino ad ora mai ipotizzata. La norma antecedente il decreto 66, infatti, nello specificare i documenti da predisporre, indicava che gli stessi devono essere elaborati “congiuntamente” dagli attori coinvolti: docenti della classe, famiglia, equipe multidisciplinare dell’ASL Il decreto riformato mantiene l’opzione “approvazione”, introdotta dal Decreto 66, affidando a un’alzata di mano la decisione di qualsiasi scelta inserita nel PEI: facile intuire come l’apporto di informazioni e le volontà della famiglia, con questa modalità, possano essere anche non considerate, se non addirittura stravolte. E ciò nonostante proprio la Costituzione attribuisca ai genitori la responsabilità dell’educazione dei figli, rispettandone l’indole e le inclinazioni. In questo caso, però, tale attribuzione non troverebbe riscontro: con l’approvazione del PEI, che vedrà la superiorità numerica dei docenti della classe o della sezione, viene messa in discussione la responsabilità genitoriale in tema di “scelte educative”.

Gruppo Facebook: “Non c’è PEI senza condivisione”

Per questo motivo ci siamo organizzati dando vita a un gruppo Facebook, cui partecipano genitori, docenti e quanti condividono l’importanza della “condivisione” frutto di una coesa Alleanza fra “Scuola e Famiglia”. Il nostro intento è di sensibilizzare l’opinione pubblica e di riportare l’attenzione sul ruolo primario della famiglia, che questa norma, invece, disattende in pieno.

Il gruppo nasce quindi dalla volontà di “genitori e insegnanti”, consapevoli dell’ineludibilità della condivisione, nel rispetto del reciproco ruolo e dei compiti che ciascuno è chiamato ad assolvere. Non è possibile rinunciare a quanto faticosamente è stato costruito fino ad oggi: riteniamo irrinunciabili la corresponsabilità, il dialogo, il confronto, la partecipazione attiva; diversamente non potrà esserci un Piano Educativo Individualizzato. Per noi “Non c’è PEI senza condivisione”.

Perché è importante la condivisione?

In fase di elaborazione del PEI la condivisione consente a scuola e famiglia di progettare interventi e di condividere compiti, secondo le differenti specifiche competenze e responsabilità, a favore non solo dell’alunno o dell’alunna con disabilità e dei suoi compagni, ma anche dell’intera comunità scolastica e sociale.
Per questo è inaccettabile che il rinnovato decreto sostegno, inserendo l’”approvazione” del PEI impedisca ai genitori e ai docenti di procedere alla definizione del PEI “congiuntamente”, come è avvenuto fino ad oggi.

Ma che cosa succederà nel momento in cui il PEI sarà approvato anziché condiviso?

Succederà che, contando “favorevoli e contrari”, la famiglia si troverà in minoranza; per cui potranno essere azzerati confronto e approfondimenti, permettendo al GLO l’adozione di scelte anche difformi dalla volontà della famiglia.

In sintesi, il gruppo “Non c’è PEI senza condivisione”, che in pochi giorni ha superato il migliaio di adesioni, non condivide che

– il PEI venga approvato, anziché, come prevede la normativa fino ad ora vigente, “condiviso”,

– il PEI venga predisposto come “bozza” nel mese di giugno, considerato che gli incontri finali del GLO, in genere, sono convocati in aprile o in maggio, è alquanto verosimile che la stessa bozza venga “approvata” entro ottobre, senza considerare i cambiamenti che normalmente avvengono in un soggetto in età evolutiva,

– il PEI sia privo del riferimento agli “apprendimenti”, come invece la legge 104/92 indica (art. 12, c. 3 e 4); non sono da confondersi gli “ambienti di apprendimento” con “gli apprendimenti”,

– nel PEI venga fatto riferimento a non ben definiti “progetti specifici”, che potrebbero dar vita a “classi differenziali di fatto”, già fin troppo numerose nelle nostre scuole,

– il PEI abbia quale referente il GIT (Gruppo per l’inclusione Territoriale, la cui composizione è ancora ignota), chiamato non solo a partecipare alla definizione dello stesso, ma anche ad esprimersi, in seguito, sull’indicazione delle risorse a favore dell’alunno o dell’alunna con disabilità (ma non è sempre stato dichiarato che tale compito veniva restituito al GLHO, ora GLO?).

Ore di sostegno: chi deciderà effettivamente?

L’indicazione delle ore di sostegno appare soggetta, in realtà, al “ritocco” e all’approvazione da parte di più soggetti, comprese ulteriori nuove indicazioni definite con successivo decreto del MIUR e del MEF in cui saranno declinate le modalità “per l’assegnazione delle misure di sostegno”. Poco o nulla vale, quindi, la richiesta di risorse avanzata dal Dirigente Scolastico, considerato che dovrà passare al vaglio del GIT provinciale, rispetto al quale è lecito esprimere dubbi e perplessità, visto che, da decreto, non è tenuto a consultare alcuna documentazione, ma fa riferimento, ad oggi, a un’indefinita procedura.

Insomma, la campagna di propaganda sulla restituzione delle ore al GLHO è stata, per l’appunto, specchietto per le allodole.

Formazione del personale docente

Accanto alla questione PEI resta quella, altrettanto importante, della formazione del personale scolastico, che il Comunicato del MIUR neppure cita. Da ben 20 anni il CIIS chiede la formazione “obbligatoria” di tutti gli aspiranti docenti (formazione iniziale) e di coloro già in servizio: non si lavora nella scuola dell’inclusione se si è privi della formazione necessaria per lavorare con tutti gli alunni e le alunne, anche con gli alunni e con le alunne con disabilità.

Non si può, a nostro avviso, trovare nella scuola personale docente impegnato nella scuola dell’inclusione privo delle necessarie competenze: va ricordato che l’alunno e l’alunna con disabilità sono alunni di tutti i docenti della classe o della sezione! Se questa scelta non sarà operata al più presto, il processo inclusivo potrà solo registrare arretramenti, derivanti anche da una mancata crescita culturale.

Inclusione: nessun passo indietro!

Come neo-gruppo, che ha visto l’adesione in pochissimi giorni di oltre un migliaio di persone fra docenti e genitori e altre figure professionali, intendiamo continuare a far sentire la nostra voce, chiedendo quel cambiamento reale e necessario per realizzare un’autentica scuola di qualità.

Se è vero che la qualità della scuola si concretizza nella sua capacità inclusiva, allora dobbiamo rendere questa scuola capace di tale prospettiva e, per questo, il riformato decreto 66 va assolutamente riscritto in alcuni passaggi per essere effettivamente rispettoso del processo inclusivo che dichiara di sostenere ma al quale, in realtà, ha dato un vigoroso colpo di coda, rispedendolo ai tempi in cui “le scuole e le classi speciali” erano operative.

Perché tutto ciò non avvenga, noi ci impegneremo. Nessun passo indietro in tema di inclusione!

Per il gruppo “Non c’è PEI senza condivisione”

Silvia Biella, Mariagrazia Di Biase, Evelina Chiocca, Stefania Comi, Cristina Gaiani, Ketty Garziano, Antonietta Loia, Daniela Meroni, Ida Palange, Elisa Parenti, Loretta Pavan, Maurizio Piacenza, Tiziana Serafini, Loredana Traversa, Emanuela Villa

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