Gruppo Pei al Garante Infanzia: Ecco cosa modificare nel dl 66/17

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Comunicato stampa – In data 12 settembre 2019 due referenti del gruppo “Non c’è Pei senza condivisione”, Daniela Meroni e Silvia Biella, sono state ricevute dal Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lombardia, dr. Massimo Pagani.

Durante l’incontro le due rappresentanti, dopo aver informato il Garante dell’Audizione svoltasi presso il Senato lo scorso luglio, hanno esposto la preoccupazione di molti genitori rispetto al cambiamento normativo in atto.

Nel puntualizzare le proprie perplessità, le rappresentanti hanno descritto, nel dettaglio, i punti critici del riformato decreto legislativo n. 66/17, invitando il Garante a visionare l’audizione sul canale ufficiale del Senato.

Le questioni sottoposte all’attenzione del dr. Pagani sono:

– necessità di riformulare l’art. 7 del D.lg. 66/17 (69/19) riguardante il Piano Educativo Individualizzato (PEI):

1) in quanto desta viva preoccupazione il termine “approvato”, situato dopo “il PEI è elaborato e” (art. 7, comma 2): questa formulazione implica il rischio di alimentare le conflittualità anziché promuovere la collaborazione e, soprattutto, che vengano meno le scelte educative indicate dalla famiglia;

2) attribuzione ore di sostegno e di assistenza educativa: il decreto lascia al GLO la possibilità di indicare le ore di sostegno nel PEI, per poi introdurre una serie di azioni che, di fatto, lasciano la decisione ad altri (dal DS al GIT, gruppo territoriale per l’inclusione); è in dubbio, a questo punto, l’attribuzione delle ore come indicato dal GLO nel PEI

3) scarsa attenzione agli apprendimenti, con spostamento sulla socializzazione, sulla relazione, sull’orientamento, sulla comunicazione, sull’autonomia: elementi importantissimi, che non possono però sostituire “in toto” gli apprendimenti (si ha la sensazione che in questo decreto si attribuisca scarsa rilevanza agli apprendimenti, come se per gli alunni con disabilità fossero superflui!!!).

– necessità di formare tutti gli insegnanti, in servizio e in formazione iniziale, affinché agli alunni con disabilità e ai loro compagni siano garantiti docenti “professionalmente competenti”, annullando in tal modo il rischio della “delega al solo docente di sostegno dell’intero processo inclusivo;
– necessità di formare le figure educative, figure professionali che devono possedere conoscenze e competenze adeguate per contribuire, con la loro presenza, alla realizzazione del processo di inclusione scolastica (è stato quindi precisato che questa figura non si occupa di didattica e di conseguenza non può sostituire la figura del sostegno),
Consegnando la documentazione raccolta in questo periodo, in particolare:
– il comunicato stampa relativo all’incontro della rappresentante Ida Palange con il Garante Infanzia e Adolescenza del Lazio,
– il novellato Decreto Legislativo 66/17,
– la lettera inviata dal gruppo all’on. Granato (in cui si denunciava la facilità con cui molte scuole ricorrono al PEI differenziato nel secondo grado, senza tener conto delle capacità reali dell’alunno con disabilità),
– la sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010

A conclusione dell’incontro, il Garante, il cui ruolo prevede la verifica dell’effettiva efficacia delle decisioni prese dall’USR, si è impegnato a contattare i referenti dell’USR Lombardia, grazie anche al gruppo di lavoro (interno all’organismo del Garante) che già tratta queste tematiche, proponendo un incontro per sollevare i problemi da noi evidenziati.

Contestualmente il dr. Pagani si è riproposto di risollevare le questioni a livello nazionale.

La nostra petizione non si è fermata!

Per il Gruppo Facebook “Non c’è PEI senza condivisione”
l’aministratore Ida Palange

Gli amministratori del gruppo Facebook “Non c’è PEI senza condivisione”

Versione stampabile
Argomenti:
soloformazione