Rientro in classe per gruppi di studenti e docenti già dal 18 maggio. Ecco chi potrebbe riguardare

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Si tratta di un ordine del Giorno presentato dal Presidente della VII Commissione cultura alla Camera Onorevole Luigi Gallo per far fronte all’emergenza educativa di quanti, tra gli studenti, sono a rischio dispersione perché non raggiunti dalla didattica a distanza.

Nel documento si chiede al governo un impegno a valutare il rientro in presenza di questi studenti predisponendo un piano pensato, in questo anno scolastico, dunque prima di settembre. L’odg è stato agganciato alla Camera al Dl 19 ora in discussione in Aula alla Camera.

Nello stesso documento, si fa presente che da un monitoraggio del ministero dell’Istruzione solo il 6% degli alunni non è raggiunto dalla didattica a distanza ma ci sono altri sondaggi che rivelano cifre di esclusi ben più alte.

L’apertura delle scuole sarebbe solo per i ragazzi esclusi dalla didattica a distanza “in assoluta sicurezza e predisponendo le misure del distanziamento fisico e l’uso obbligatorio i dispositivi di protezione personale per recuperare il percorso di apprendimento interrotto e colmare eventuali gap sopraggiunti“. L’idea è che nella percentuale dei ragazzi non inclusi dalla didattica a distanza siano incluse categorie disagiate, probabilmente già in una condizione di povertà educativa e culturale.

Gli studenti, con tali precauzioni, potrebbero quindi ritornare a fare lezione con i docenti, magari affiancati da figure quali pedagogisti o assistenti sociali nei casi più difficili. Si tratta di un numero non marginale che si aggira intorno ai 40mila studenti.

Luigi Gallo, deputato del MoVimento 5 Stelle e presidente della commissione Cultura ha spiegato tramite una nota il senso della proposta

 “Il ministro dell’Istruzione con 165 milioni di euro ha garantito tablet, pc e traffico dati agli studenti che ne erano sprovvisti in tempi record ed è stato appena approvato il piano straordinario di 400 milioni di euro per la rete e la connessione in tutti i 32.213 plessi scolastici con la banda ultra larga. La tecnologia, tuttavia, non risolve i problemi di povertà educativa e culturale di 1,2 milioni di bambini e ragazzi a rischio che vivono in famiglie in cui i genitori sono assenti, o che sono ammassati in spazi non adeguati ad una convivenza prolungata, penso anche ai minorenni con disabilità.
Per questo già il 29 aprile avevo presentato un odg per predisporre un piano pensato per intercettare, in primis, gli studenti esclusi dalla didattica a distanza.

Adesso, dato che il 18 maggio sono previste nuove aperture, si deve lavorare per un piano per garantire ai bambini e i ragazzi, che in questo momento non stanno partecipando ad alcuna attività didattica, di incontrare in presenza i loro docenti, di incontrare psicologi, pedagogisti e assistenti sociali per avviare percorsi di relazione e di supporto educativo, emozionale e culturale”.

“Stiamo già interloquendo con i ministri e con Conte per creare degli spazi e percorsi didattici di recupero in presenza, prima di settembre, per questa enorme fetta di minorenni che pagava un prezzo enorme ieri e rischia di pagare un prezzo più alto oggi a causa della pandemia”, aggiunge.

“Ritrovare il rapporto relazionale con i docenti sarebbe un ottimo passo; spesso i docenti restano dei punti di riferimento per bambini e ragazzi. È chiaro che tutto debba avvenire in sicurezza, con tutte le protezioni possibili, per piccolissimi gruppi e in spazi ampi e adeguati, garantendo la giusta continuità educativa che eviti una mobilità eccessiva di minori e genitori in una fase in cui si convive con la pandemia.

Ma se si aprono altre attività produttive non possiamo cancellare dagli spazi pubblici le emergenze minorili.
I docenti non possono essere soli nell’affrontare questo compito e c’è bisogno di costituire un team educativo dell’emergenza con altre professionalità”, conclude la nota.

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