Grembiulino sì o grembiulino no? Spicola (PD): servono soldi per asili nido, tempo pieno, diritto studio

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Comunicato Mila Spicola (insegnante, dirigente PD) – Salvini è bravissimo a distrarre l’attenzione dai veri problemi della scuola con argomenti finti.

Grembiulino sì o grembiulino no? Ciascuna scuola, di concerto con le famiglie può deciderlo: è un falso tema.

Quello che un viceministro deve dire è quante risorse mette per le esigenze della Scuola: per i nidi, per il tempo pieno, per il diritto allo studio, per l’organizzazione e gestione scolastica. Le scuole vivono un caos burocratico, amministrativo e gestionale su cui nessuno vuole mettere mano. Qualcuno accenna ad aumenti di stipendio dei docenti che vanno legati alla discussione di un nuovo contratto. Magari fosse vero! E io lo so, i miei colleghi tremano, perché temiamo sempre pasticci. Ma so che se le premesse sono i grembiulini tutto si risolverà in bolle di sapone.

Si deve attivare un confronto non sul grembiulino, ma su come organizzare meglio le scuole per risolvere i disagi organizzativi che si vivono oggi, su come diversificare le funzioni in modo chiaro, su come far emergere il lavoro sommerso e discrezionale dei docenti.

L’Italia è l’unico paese al mondo in cui le scuole, comunità di minimo mille persone, sono rette da due sole figure: dirigenti e docenti, e in mezzo ci stanno gli invisibili, cioè tutti quei docenti che insieme alla didattica svolgono l’attività di collaborazione dei dirigenti, insieme alle segreterie, in modalità tanto diverse quanto non riconosciute, non solo fuori dalla Scuola, ma nemmeno dentro le scuole.

Da anni alcuni di noi propongono una riflessione sul tema del middle management scolastico, è un argomento che va affrontato per il bene della Scuola: la diversificazione del lavoro è legata alla ottimizzazione del lavoro, che conduce a benessere organizzativo quando le scuole oggi esplodono di malesseri organizzativi e carichi burocratici insostenibili.

Nella scuola la diversificazione di funzioni potrebbe legarsi a un tema che nessuno vuole pronunciare: quello della carriera dei docenti. Eppure un coinvolgimento dei docenti e dei dirigenti, insieme ai sindacati è necesario, per valorizzare la figura dei docenti, diversificandone le funzioni in figure di sistema – negli anni, o per specializzazione, secondo le modalità più appropriate e condivise -. Aiuterebbe non solo a organizzare meglio le scuole in modo stabile, trasparente e meno fumoso, ma condurrebbe a legare valutazione, carriera e stipendi dignitosi, in modo trasparente e obiettivo, non discrezionale e aleatorio. Li vedo come temi più urgenti del grembiulino.

E’ la via per il miglioramento di sistema della Scuola e dunque per organizzare meglio didattica e programmazione in vista del miglioramento educativo e dei rendimenti degli studenti. Ma anche per inserirci in un quadro comune europeo sul fronte educativo, che non può essere solo un diktat di direttive, ma un confronto orizzontale sulle diverse organizzazioni di sistema in vista di un miglioramento reciproco, visto che il dibattito attuale è su quale Europa vogliamo.

Poi se vogliamo continuare con le distrazioni a costo zero, con le chiacchiere del passante, col grembiulino, con la bacchetta, con i gessetti, con le predelle, con le telecamere facciamolo pure. Ma non facciamo né il bene della scuola né quello degli studenti né quello del Paese. Ci prendiamo in giro, è un modo superficiale, non competente, di affrontare i complessi problemi del più importante pilastro democratico del Paese.

Intanto la realtà è una: questo governo distrae perché la Scuola la taglia, nel DEF altri 100 milioni in meno, tolti all’Università.

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