Grembiule azzurro per tutti gli alunni alla primaria, i genitori contrari: “Perchè solo le prime classi e non il resto della scuola? I bambini potrebbero sentirsi diversi dagli altri”

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A Pesaro scoppia la polemica sul grembiule da indossare a scuola. L’istituto propone di utilizzare un colore unico, per maschi e femmine. Ma i genitori dicono no. 

La vicenda viene riportata da Il Resto del Carlino che racconta degli 88 genitori contrari all’iniziativa per il prossimo anno scolastico, quando gli alunni uscenti dalla scuola dell’infanzia andranno nella prima classe primaria.

Maschi e femmine vestiti uguali alle elementari? Non tutti in realtà, solo gli alunni delle classi prime. Questa la notizia che ci ha spiazzati – scrivono le famiglie contrarie – come genitori dei bambini che a settembre inizieranno il loro percorso nella scuola primaria. La motivazione è “contrastare la discriminazione di genere”, concetto che viene inopportunamente affiancato a bambini cosi piccoli. Noi genitori delle classi uscenti della scuola dell’infanzia “Ponte arcobaleno” siamo assolutamente contrari a questa proposta per diversi motivi“.

I genitori critici verso la proposta hanno sottoscritto un documento in cui ragionano sulle motivazioni del no: “In primis vorremmo capire il perché l’omologazione del colore del grembiule sarebbe rivolto solo alle classi prime mentre verrebbe data possibilità di scelta alle classi dalla seconda alla quinta. Con un’organizzazione di questo tipo l’obiettivo del contrasto alla discriminazione di genere dove va a finire? Nessuno ha pensato a quanto i bambini possano essere crudeli proprio perché non hanno filtri e notano tutto? E per questo quanto commenti poco piacevoli o semplici osservazioni fatte da bambini piú grandi, sulla differenza di colore del grembiule, potrebbero essere emotivamente deleteri per tutte le bimbe più o meno fragili che siano?

Perchè – si chiedono ancora i genitori – non si è pensato di adottare una divisa per l’intera scuola? Perchè non si è cercato il confronto con noi genitori diretti interessati? Per i bambini l’ingresso alla scuola primaria rappresenta il primo vero approccio alla vita in comunità…e allora ci chiediamo: l’accoglienza che la scuola dovrebbe riservare ai nostri bimbi dove andrà a finire se saranno “i diversi” della scuola? Come potranno riconoscersi in una comunità che anziché includerli li isola?

Inoltre, secondo le famiglie, “uniformare il colore del grembiule al blu-azzurro ci sembra una scelta “maschilista” dato che il colore in questione é sempre stato abbinato a genere maschile e quindi, nell’eventualitá, sarebbe più opportuno scegliere un colore neutro che dovrebbe comunque essere indossato dall’intero istituto. Questa scelta non solo non contrasta la discriminazione di genere ma alimenta la ghettizzazione delle prime classi rispetto al resto dell’istituto. Crea diversità e isolamento. Cosa agghiacciante se si pensa che i bambini in questione hanno 5,6 anni e sono totalmente sprovvisti di mezzi emotivi e psicologici oltre che lessicali, per “difendersi” da qualsivoglia situazione spiacevole“.

Infine i genitori chiudono il documento così: “Siamo scioccati al pensiero che la scuola, luogo che dovrebbe sostenere tutte le diversità e incentivarne il rispetto, faccia scelte che non hanno come fulcro i bambini ed il loro benessere. Le differenze di genere, religione, pensiero, estrazione sociale, sessuale esisteranno sempre e sta a noi genitori ed alla scuola il compito di educare le generazioni del futuro a rispettare e sostenere tali diversità. La diversità é un patrimonio e anziché far finta che non ci sia differenza tra genere maschile e femminile, bisognerebbe educare i bambini e spiegare loro il perché delle suddette differenze, senza vergogna alcuna. La svolta cerchiamola nei contenuti piuttosto che nella forma“.

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