Green pass, tamponi gratis? Sileri: “Solo per i più poveri e gli studenti”

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“Io credo che il tampone pagato dallo Stato possa avere uno spazio da valutare in determinate fasce della popolazione: quelle più povere che hanno una fragilità economica e probabilmente anche per aiutare la popolazione studentesca, perché laddove c’è il diritto allo studio probabilmente un’apertura può essere fatta”.

Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ospite di ‘L’aria che tira’ su La7.

Io non direi no a priori al tampone gratis – ha affermato Sileri – o meglio direi no a priori se vicino non metti quell’opera, non di convincimento, ma di educazione alla bontà della vaccinazione“, ha concluso.

Il metodo migliore per convincere le persone a vaccinarsi è dialogare. Se tu le persone le obblighi alla vaccinazione, potresti avere l’effetto contrario. Ecco perché io ritengo che l’obbligo vaccinale non sia la soluzione, perché noi potremo guadagnare qualche punto percentuale” nella copertura contro Covid-19, “ma è molto meglio far capire” la bontà della vaccinazione, ha detto quindi il sottosegretario.

“Io l’obbligo lo escludo in questo momento – precisa – perché ormai abbiamo raggiunto l’80% della popolazione vaccinabile e il 5% in più ha già fatto la prima dose e farà la seconda. Questi numeri continueranno a crescere“.

Siamo praticamente già arrivati al 100% delle riaperture, manca lo sforzo finale sulle discoteche e spero che questo avverrà in pochissimo tempo, così come per i concerti e il distanziamento. La progressione sarà questa: si riaprirà tutto al 100%, poi verrà tolto il distanziamento su tutto, poi verrà tolta la mascherina e poi vedremo il Green pass in quanto tempo“, ha inoltre detto Sileri interpellato sul tema a margine del 53esimo Congresso nazionale del sindacato Sumai Assoprof.

Certo, il Green pass rimarrà ancora per molto tempo– ha proseguito Sileri- perché è chiaro che è l’ultima misura che consente, e lo vediamo dai numeri, di tenere l’Italia con una circolazione del virus molto bassa rispetto ad altri Paesi nord europei, dove oggi i contagi sono di più. Contagi che non significano per fortuna aumento della mortalità- ha concluso- ma sono pur sempre contagi”.

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