Green pass sui mezzi pubblici per gli studenti, i genitori protestano: crea discriminazioni

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La questione green pass sui mezzi pubblici per gli studenti dai 12 in poi è uno dei punti più criticati del nuovo decreto super green pass: il Governo non prevede una deroga, al momento. Il Ministero dell’Istruzione conferma in toto. Ma le Regioni e le famiglie spingono per eliminare la norma.

Chiara Iannarelli, presidente dell’associazione di genitori Articolo 26, interviene proprio in tal senso: “Valutiamo l’estensione del Green pass agli studenti per raggiungere la scuola con i mezzi pubbici un elemento di discriminazione nel diritto all’istruzione, a partire dalle famiglie con più figli e quelle meno abbienti”.

Tutti gli alunni che frequentano le scuole hanno diritto a pari opportunità e per questo è indispensabile che sia garantito loro il servizio di trasporto pubblico, prosegue Articolo 26, che non può essere sostituito da quello “in proprio” interamente a carico delle famiglie, qualsiasi siano le loro scelte sanitarie“.

E ancora: “Occorre inoltre ricordare che mentre  i corrispettivi per l’utilizzo dei mezzi pubblici sono spesso già stati versati ad inizio anno, adesso si aggiunge una condizione  di svantaggio che prevede anche  un’ ulteriore spesa per chi esercita liberamente l’opzione tamponi, una richiesta pesante non solo economicamente ma anche logisticamente visti i lunghissimi  tempi di attesa“. 

Pertanto, i genitori chiedono “che venga introdotto uno specifico esonero per gli studenti italiani e che vengano ricercate tutte le soluzioni alternative, dall’ implementazione servizi di tracciamento nelle scuole ai  trasporti dedicati“.

Anche le altre associazioni del Forags dell’Umbria, di cui fa parte Articolo 26, sottolineano il valore negativo della misura, che chiedono almeno “garantiti tamponi gratuiti e senza attese e ricordiamo che non tutti i genitori possono provvedere a tre tamponi a settimana per ciascun figlio o accompagnarli a scuola in auto“.

Proprio nella serata del 7 dicembre è stata pubblicata una Circolare ministeriale in cui si conferma la disposizione del Governo: per quanto riguarda l’utilizzo di mezzi di trasposto pubblico o privato di linea, “questo è consentito, in zona bianca, in zona gialla e in zona arancione, con green pass “base” (vaccinazione, guarigione, tampone) o con green pass “rafforzato” (vaccinazione e guarigione). Tale disposizione si applica agli studenti a partire dai 12 anni di età“.

Non è invece soggetto all’obbligo di possesso del green pass, né base né rafforzato, l’utilizzo di trasporto scolastico dedicato esclusivamente ai minori di dodici anni (scuolabus)“.

Al momento il Governo non prevede nessuna deroga, nemmeno per gli studenti delle scuole superiori che si troveranno dunque di fronte ad un paradosso: per accedere alla struttura scolastico non è necessario il green pass, mentre è obbligatorio per muoversi con i mezzi pubblici. Dal 6 dicembre e fino al 15 gennaio le alternative saranno due: muoversi a piedi o con mezzi propri.

Il governo, invece, pare che lascerà campo libero alle Regioni sull’adozione di misure supplementari sui mezzi pubblici come, ad esempio, la mascherina FFP2 a bordo di bus, tram, metro e treni regionali.

A rafforzare questa idea, arrivano le parole del sottosegretario al Ministero dell’Interno Carlo Sibilia: “Sull’obbligo di certificazione verde ‘semplice’ per gli studenti sui mezzi pubblici non abbiamo intenzione di operare deroghe. Anzi, bisogna continuare su questa linea. Lo strumento sta funzionando, c’è stata una grande risposta da parte dei cittadini e poche multe, quindi va mantenuto. Su 70mila persone controllate ci sono state solo 130 multe e pochissime denunce. Va fatto un plauso ai cittadini italiani per il rispetto delle norme nel primo giorno di super green pass”.

Una lieve apertura invece, dal sottosegretario alla Salute Costa: “valuteremo con le Regioni ma al momento è giusto procedere con le regole già decise”.

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