Green pass sui luoghi di lavoro possibile fino a giugno, ma si fa strada ipotesi obbligo vaccinale per gli insegnanti

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Il governo starebbe pensando di prolungare fino a fine marzo 2022 lo stato d’emergenza e di mantenere obbligatoria sul lavoro la certificazione verde almeno fino a giugno.

Il green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro sarebbe necessario fino all’inizio dell’estate per poter gestire la seconda fase della campagna vaccinale e per garantire le riaperture anche in caso di un aumento dei casi positivi di Covid-19. La proroga del Green pass servirebbe anche per avere il tempo di convincere gli scettici del vaccino e raggiungere l’agognato 90% di popolazione over 12 vaccinata, obiettivo fissato dal commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo per poter cominciare a pensare ad un allenamento delle misure restrittive.

Attualmente le misure per contrastare la pandemia scadono il 31 dicembre e servirebbe un nuovo decreto per prolungarle, insieme allo stato d’emergenza.

Stato d’emergenza che permetterebbe di tenere in vita struttura commissariale, protocolli di sicurezza – come distanziamento e mascherine -, smart working e tutte quelle norme e agevolazioni collegate all’emergenza sanitaria. Secondo la legge, lo stato d’emergenza può durare 12 mesi e può essere prolungato fino a un massimo di altri 12 mesi. Nel gennaio 2022 non sarà perciò possibile procedere con ulteriori rinnovi senza passare dal Parlamento. Per prorogare le misure anti Covid, l’esecutivo ha tempo fino alla fine di novembre e, secondo il Corriere della Sera, sul tavolo ci sono due ipotesi: inserire la norma in un emendamento ad altri provvedimenti, per esempio al decreto milleproroghe; creare un provvedimento ad hoc.

Allo stato di emergenza sono legati anche provvedimenti che riguardano il mondo della scuola come la didattica a distanza e alcune disposizioni lavorative nel caso di classi scolastiche in quarantena.

Intanto per il personale scolastico è pronta la terza dose. Le Regioni, come nella prima tornata di vaccinazione, stanno procedendo in ordine sparso. Campania e Piemonte sono pronte: addirittura Napoli partirà da giovedì 4 novembre con l’obiettivo di vaccinare (come detto da De Luca) con l’ulteriore dose, docenti e Ata campani entro questo mese.

Si fa strada pure l’ipotesi dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, maggiormente esposto al contagio da Covid-19. L’idea di Guido Rasi, consigliere scientifico del generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario per l’emergenza, fa breccia nella comunità scientifica, ma sarà la politica a decidere su questo. Al momento, l’obbligo è valido solo per il personale medico e l’argomento non pare all’ordine del giorno dell’agenda del governo. L’andamento dell’epidemia, che ha ripreso a correre, farà pendere la bilancia in un senso o nell’altro.

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