Green pass scuola, per il Tar Lazio ok a sospensione stipendio per chi non ha certificazione verde. Anief farà ricorso al Consiglio di Stato

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Nessuna sospensione cautelare dei provvedimenti con i quali, tra l’altro, è stato stabilito che al personale scolastico privo di Green pass non sono dovute retribuzione né altro compenso o emolumento. L’ha deciso il Tar del Lazio con un’ordinanza con la quale ha respinto le richieste fatte da alcuni insegnanti.

In particolare, con il ricorso in questione viene contestato il decreto del 6 agosto con cui il Ministero dell’Istruzione ha adottato il ‘Piano Scuola 2021-2022‘ nella parte in cui sancisce che “è essenziale che il personale docente e non docente, su tutto il territorio nazionale, assicuri piena partecipazione alla campagna di vaccinazione”, esonerando gli alunni sia dalla vaccinazione, che dalla effettuazione dei test diagnostici o screening preliminari; la nota del Ministero del 13 agosto, nella parte in cui si pone a carico degli insegnanti “un obbligo di possesso e un dovere di esibizione della certificazione verde”, qualificando il mancato possesso come “assenza ingiustificata” e sancendo la sospensione a decorrere dal quinto giorno di assenza, senza retribuzione, compenso o emolumento; la nota ministeriale del 18 agosto nella parte in cui si dispone che “le scuole potranno utilizzare parte delle risorse assegnate, e in corso di assegnazione, per l’effettuazione tramite le ASL o strutture diagnostiche convenzionate di tamponi nei confronti del solo personale scolastico fragile, dunque esentato dalla vaccinazione”; e infine, il Protocollo d’intesa nella parte in cui conferma l’obbligo dei soli dipendenti non vaccinati ad effettuare il tampone e non prevede la gratuità dei tamponi effettuati da tutto il personale non vaccinato.

Il Tar ha infatti ritenuto che, con riferimento alle contestazioni, “è da rilevare che il danno è meramente patrimoniale“. In più, secondo i giudici “il ‘Green pass’ rientra in un ambito di misure, concordate e definite a livello europeo e dunque non eludibili, anche per ciò che attiene la loro decorrenza temporale, e che mirano a preservare la salute pubblica in ambito sovrannazionale“, e “il depotenziamento degli strumenti (quali, appunto, quello incentrato sull’utilizzo del cd. Green pass), determinerebbe un vuoto regolativo foriero, nell’attuale fase non del tutto superata di emergenza pandemica, di conseguenze non prevedibili sul piano della salvaguardia della salute“.

Anief, che aveva presentato il ricorso, fa sapere che ricorrerà d’urgenza in Consiglio di Stato. Per i giudici la pubblicazione del DPCM assorbe le eventuali illegalità commesse nei primi giorni di scuola nella verifica del possesso della certificazione verde, in linea con la legislazione sovranazionale.

Per lo studio legale del giovane sindacato rimangono, di fatto, inevase tutte le denunce di illegittimità poste nel ricorso e le esigenze cautelari d’urgenza sottese, a fronte di una palese violazione del considerando 36 del regolamento comunitario n. 953/2021 richiamato, ancora non corretto nella pubblicazione in lingua italiana nella gazzetta ufficiale europea del 14 agosto 2021, come da denuncia in Corte di giustizia europea (CGUE), e dei dati raccolti comparativi tra la diffusione del covid-19 nei mesi di agosto – ottobre 2020 e 2021 sia nel territorio nazionale sia in altra nazioni dove non è stato introdotto l’obbligo del green pass per il personale scolastico.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dichiara: “Ci aspettavamo questa pronuncia, che non aggiunge niente a quella di un mese fa ma che era necessaria per poter fare agire i giudici di Palazzo Spada. L’attuale normativa, infatti, continuava a cozzare con il regolamento comunitario. In caso di nuovo rigetto, andremo anche alla Cedu dopo aver interessato la Corte di Giustizia europea sulla violazione del principio di non discriminazione. Noi, di sicuro, non ci fermiamo dinanzi a questo modo di agire illegittimo e discriminante nei riguardi del personale scolastico costretto a presentare la certificazione verde”.

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