Green pass scuola, i dirigenti scolastici sono confusi e insoddisfatti: “Dobbiamo controllare ogni giorno il personale scolastico come se fossimo un ristorante?”

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Ancora dubbi e incertezze per i presidi in merito alla questione controlli green pass docenti e Ata: si tratta di un tema che non fa stare tranquilli perchè l’organizzazione e gestione del servizio resta un rebus. Per non parlare della questione privacy.

Il Ministro Bianchi, nel corso della riunione tecnica fra il Ministero dell’Istruzione e quello della Salute avvenuta il 23 agosto, ha ribadito: “In queste ore stiamo lavorando sulla gestione del green pass da parte delle scuole: oggi c’è stata una riunione tecnica fra il Ministero dell’Istruzione e quello della Salute. Siamo in contatto anche con il Garante della privacy”, rimarcando dunque quanto affermato nei giorni scorsi, ovvero che il ministero non lascerà sole le scuole.

Se alcuni dirigenti scolastici provano a proporre soluzioni in merito al green pass, altri restano molto scettici: Maria Rosaria Autiero, preside del liceo Amaldi, la scuola con più studenti (2mila) e personale di Roma, su La Repubblica ha detto: “Confido che non ci si costringa ogni giorno a verificare come se fossimo un ristorante, con la differenza che il personale è sempre lo stesso“. La dirigente sta “installando su dei tablet l’app ministeriale, per poi affidarlo a più collaboratori scolastici per garantire l’ingresso in tempo utile del personale e dei docenti prima del suono della campanella. È un’organizzazione complessa”.

Anche al Mamiani, “le segreterie non hanno ancora l’organico – racconta la preside, Tiziana SallustiQuindi non so su chi poter contare l’1 settembre: siamo tutti molto confusi e in attesa di indicazioni. Spero nel senso civico di tutti“.

Lo stesso in cui confida Rosamaria Lauricella, che dirige l’istituto comprensivo Valente: “A mio modesto parere, chi ha il Green pass sta a scuola, chi non ce l’ha sta a casa, nel rispetto della libertà di tutti, anche di chi si è vaccinato“. Ma, aggiunge, “se sarò costretta al controllo, sto valutando la possibilità di acquistare dei totem adatti alla rilevazione del Green pass“.  C’è il nodo privacy, ovvero non dovrebbe essere comunque possibile annotare la scadenza del Green pass: “Cosa che trovo assurda – prosegue Lauricella – dato che noi, come scuole, acquisiamo atti e certificazioni delicatissimi in merito a dati sensibili e riservati. Tratteremmo allo stesso modo anche il pass“.

Il presidente dell’Anp Sardegna, Massimo De Pau, propone di controllare solo i non vaccinati: “In questo modo – aggiunge De Pau – andremo a controllare soltanto i non vaccinati. E se ti trovi davanti il docente no-vax dovrà farsi il tampone a pagamento”.

Una proposta per quanto riguarda la privacy arriva anche dal preside D’Ambrosio, che spiega su Orizzonte Scuola: “Per quanto riguarda il green pass, la mia proposta per semplificare tutto potrebbe essere quella dell’autocertificazione che in quel caso non dà nessun dato vaccinale. Il personale certifica che in quel momento ha il green pass valido. Se un docente entra e non c’è il collaboratore scolastico perchè impegnato in altre attività, può dunque  entrare e autocertificare. Oggi si autocertificano tante cose, persino i titoli di studio. I controlli secondo questa idea, resterebbero a campione e incrociando le informazioni dei servizi sanitari si potrebbe anche rilevare eventuali dichiarazioni non vere. L’autocertificazione risolverebbe tantissimi problemi (di tempo, di gestione del personale su più plessi)”.

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