Green pass scaduto e docenti e ATA allontanati dalla scuola durante l’orario di lavoro: servono indicazioni dal Ministero

Stampa

A questo punto serve un intervento del Ministero: sono troppi i casi di insegnanti e personale ATA che vengono invitati a lasciare il lavoro durante l’orario di servizio per il green pass scaduto in piena giornata di lavoro. Anche i sindacati già si sono mossi e hanno chiesto chiarimenti a Viale Trastevere.

Solo nella giornata di oggi, 21 settembre, due sono stati i casi simili di due docenti costrette a lasciare il servizio anzitempo: nel Lazio una docente è stata fermata a lezione avviata in quanto il green pass da tampone è risultato scaduto.

Caso simile anche a Riccione, dove alla docente di sostegno scade il Green Pass durante l’ora di lezione e il preside la invita ad abbandonare la scuola e l’alunna epilettica che le era stata affidata.

Ma il green pass non doveva essere verificato all’ingresso da scuola al personale scolastico? In effetti è così che prevede la legge. E anche così riporta la nota ministeriale del 9 settembre scorso, in cui il Ministero si limita infatti ad affermare che il controllo delle certificazioni verdi debba essere effettuato “quotidianamente e prima dell’accesso del personale nella sede ove presta servizio“.

Eppure ogni giorno tante le segnalazioni di dirigenti scolastici che, avvisati dalla piattaforma ministeriale, stanno interrompendo le lezioni e il lavoro di docenti e Ata a causa della scadenza del green pass successiva al controllo.

Nei giorni scorsi, proprio su questo punto, l’Anief ha chiesto ufficialmente al Ministero dell’Istruzione “di voler integrare le indicazioni ai dirigenti scolastici di cui alla circolare sopra citata, specificando quale sia la procedura da seguire in caso di scadenza, e conseguente disattivazione, della certificazione verde Covid-19 in corso di giornata lavorativa” e di “valutare l’opportunità di invitare i dirigenti scolastici a consentire, all’occorrenza di simili situazioni, il completamento dell’orario di servizio del personale, senza ricorso all’immediato allontanamento del personale”. Questo perché, continua il sindacato guidato da Marcello Pacifico, “il personale che ottiene la certificazione verde Covid-19 a seguito di effettuazione di tampone molecolare non ha sempre modo di scegliere l’orario in cui effettuarlo, poiché questo viene stabilito dalla struttura che lo effettua in base al numero di richieste pervenute. Non è pertanto possibile, in assoluto, per il personale scolastico far sì che la suddetta certificazione venga rilasciata in modo tale che la scadenza non coincida con l’orario di servizio”.

Anche la Uil Scuola ha scritto al Ministero dell’Istruzione in merito a tale situazione: “la certificazione verde, attiva al momento dell’ingresso a scuola, non si può ritenere scaduta prima che il personale abbia completato il proprio orario di servizio della giornata”, scrive Paolo Pizzo, della segreteria nazionale Uil Scuola, aggiungendo che “in nessun caso, quindi, deve essere permesso l’allontanamento del personale dal proprio posto di lavoro o, ancora peggio, procedere all’applicazione della sanzione prevista dalla legge, qualora la scadenza della certificazione verde avvenga durante l’orario di servizio“.

A sollevare il problema prima di tutti i sindacati lo Snals, che già il 17 settembre segnalava  la questione green pass scaduto durante l’orario di servizio, chiedendo al Ministero “il rispetto della nota n. 953 del 9 settembre 2021, che prescrive il controllo del green pass prima dell’ingresso a scuola, in ottemperanza al parere del garante della privacy”.

Adesso la parola passa al Ministero che dovrebbe fornire indicazioni certe e valide ai dirigenti scolastici. Sul fronte legislativo, ricordiamo, che il decreto green pass ter, che estende l’obbligo di certificazione verde a tutti i lavoratori privati e pubblici, sta per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Pur trattandosi di indicazioni che in genere spettano ai Ministeri competenti, non si può escludere che nel passaggio alle Camere, si potrebbe prevedere una norma ad hoc che intervenga in tal senso. Infatti, non è difficile immaginare che anche negli uffici pubblici e nei luoghi di lavoro si possa presentare lo stesso problema sorto intanto per la scuola. Una norma, dunque, che possa essere estesa anche ai lavoratori della scuola.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur