Green Pass, proroga verso giugno 2022? Ecco le ultime ipotesi al vaglio del governo

WhatsApp
Telegram

Il 31 dicembre sono in scadenza sia lo stato di emergenza che l’uso esteso del Green pass. I due strumenti, secondo quanto emerge da fonti governative, sono considerati “binari paralleli”, dunque non legati allo stesso destino. Si comincia a ragionare quindi sul futuro della certificazione verde

Lo stato di emergenza è stato già prorogato più volte e a meno di interventi legislativi è estendibile solo fino al 31 gennaio.

La prima restrizione ad essere tagliata sarà il sistema dei colori (bianco, giallo, arancione e rosso) varato il 6 novembre 2020. Da fine giugno, ad eccezione della Sicilia, zona gialla per quasi un mese da fine agosto, tutta l’Italia è stata bianca con distanziamento e obbligo di mascherina al chiuso.

Invece si ragiona sull’estensione temporale dell’obbligo di esibire il Qr code sul posto di lavoro.

Secondo quanto riporta Il Messaggero, le ipotesi principali sul tavolo al momento sono già due: un’estensione fino a primavera dello strumento attuale oppure l’estensione fino all’inizio dell’estate (attorno a giugno) con l’obiettivo poi di modularne una minore applicazione, lasciandolo obbligatorio per un numero sempre minore di categorie professionali. Questa diminuzione a tappe sarebbe qualcosa di simile a ciò che è avvenuto nei primi mesi del 2021 per le riaperture.

Sia per lo stato d’emergenza che per l’uso del Green pass, spiegano le fonti citate dal Messaggero, “siamo in una fase interlocutoria, ma nessuna ipotesi è esclusa”.

Le scelte verranno fatte seguendo soprattutto l’evolversi della pandemia con i relativi dati di contagi e ricoveri.

La sola certezza al momento dovrebbe essere la proroga dell’uso del Green pass per una parte del 2022. Un modo per provare a spingere ancora con la campagna vaccinale anche nei prossimi mesi e arrivare al 90% di immunizzati obiettivo del commissario Figliuolo. Con i ritmi delle ultime settimane questa soglia potrebbe essere raggiunta verso fine dicembre.

A Palazzo Chigi si comincia a ragionare, inoltre, su come procedere, su alcune strutture che basano la propria attività sullo status emergenziale e che dal 31 dicembre non potrebbero più operare, come il Comitato tecnico scientifico. Al suo posto si ipotizza la nascita di un comitato consultivo composto da advisor. Esperti a disposizione del governo qualora dovessero servire pareri.

Cosa significa lo stato di emergenza

Lo stato di emergenza può essere dichiarato al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali o eventi connessi all’attività dell’uomo in Italia. Può essere dichiarato anche in caso di gravi eventi all’estero nei quali la protezione civile italiana partecipa direttamente.

Il Codice della Protezione Civile (Decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018), ridefinisce la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale, portandola a un massimo di 12 mesi, prorogabile di ulteriori 12 mesi.

Il Consiglio dei ministri può deliberare lo stato di emergenza nazionale, senza necessità di passare per il Parlamento, per gli eventi calamitosi di tipo C. In Italia, infatti, tali eventi sono classificati in 3 tipi in base a estensione, intensità e capacità di risposta del sistema di protezione civile: il tipo A prevede una direzione degli interventi a livello comunale, il tipo B a livello provinciale e regionale, il tipo C a livello nazionale. 

Lo stato di emergenza può essere dichiarato dal Consiglio dei ministri anche come misura preventiva, ovvero “al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali o eventi connessi all’attività dell’uomo in Italia”. Può inoltre essere dichiarato in caso di “gravi eventi all’estero nei quali la Protezione civile italiana partecipa direttamente”.

Lo stato d’emergenza, per far fronte alla crisi sanitaria causata dal Covid, è stato deliberato per la prima volta dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020 dal governo dell’allora premier Giuseppe Conte. Successivamente lo stato d’emergenza è stato sempre prorogato, in ultimo nel decreto Riaperture di aprile, fino al 31 luglio 2021.  Ora la proroga fino alla fine dell’anno.

Lo stato d’emergenza nazionale, come previsto dall’articolo 24 del decreto legislativo 1/2008, non può superare i 12 mesi ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi. L’attuale stato d’emergenza, dunque, è prorogabile massimo fino al 31 gennaio 2022.

Allo scadere dello stato d’emergenza, se non sono necessarie o possibili ulteriori proroghe, viene emanata un’ordinanza “di chiusura”, che disciplina e regola il subentro dell’amministrazione competente in via ordinaria e quindi il ritorno alla normalità.

Lo stato d’emergenza attribuisce al governo e alla Protezione civile dei “poteri straordinari” o “speciali”. Per l’attuazione degli interventi si provvede in deroga a ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Vengono inoltre snellite le procedure di approvazione di leggi e decreti.

Con la delibera dello stato d’emergenza, il Consiglio dei Ministri stanzia una somma iniziale per realizzare i primi interventi necessari. Per lo stanziamento di altre risorse si dovrà passare per un’ulteriore delibera, che dovrà tenere conto di una ricognizione realizzata dai commissari delegati su quanto sia utile per affrontare l’emergenza.

Da quando si è entrati in stato d’emergenza per l’emergenza Covid sono state disposte misure come le zone rosse, l’obbligo delle mascherine all’aperto (poi decaduto il 28 giugno 2021), il distanziamento sociale. Tra gli altri provvedimenti, inoltre, è stato incentivato il ricorso allo smart working per le aziende.

Con lo stato d’emergenza nazionale, il governo, inoltre, può ricorrere ai Dpcm, decreti del presidente del Consiglio dei ministri, che non passano attraverso l’approvazione parlamentare. Anche se l’esecutivo guidato da Mario Draghi, diversamente dal precedente guidato da Giuseppe Conte, ha preferito intervenire attraverso decreti legge, soggetti alla conversione in legge del Parlamento.

Con la proroga dello stato d’emergenza vengono mantenuti in funzione gli organismi istituiti per far fronte alla pandemia, a partire dal commissario straordinario e dal Cts, Comitato tecnico scientifico.

Lo stato d’emergenza ha inoltre permesso l’adozione nel settore privato dello smart working semplificato, cioè senza la necessità dell’accordo individuale tra azienda e lavoratore. Procedura semplificata che, a prescindere dalla proroga o meno dello stato d’emergenza, andrà avanti fino al 31 dicembre 2021.

Allo stato di emergenza sono legati anche provvedimenti che riguardano il mondo della scuola come la didattica a distanza e alcune disposizioni lavorative nel caso di classi scolastiche in quarantena.

Green pass fino alla primavera e addio a Stato di emergenza Covid e sistema colori da gennaio 2022. Le ipotesi al vaglio

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur