Green pass obbligatorio per gli studenti, Bianchi ci pensa. Ma è coro di no da Sasso a Floridia. La polemica

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Inizialmente sembrava che gli studenti non dovessero avere obblighi di green pass. Adesso, alla luce della richiesta di molti sindaci, la situazione sembra cambiare. E il Ministro Bianchi starebbe valutando la proposta. Ma anche all’intento di Viale Trastevere sembra esserci disaccordo. Per non parlare del dibattito politico.

Ricordiamo che il Green Pass per gli alunni delle elementari e medie e per gli studenti delle superiori, chiesto da un centinaio di primi cittadini – tra i quali i sindaci di Milano, Bologna, Torino, Napoli, Firenze, Bergamo, Brescia e Lecce –  ha alimentato una polemica non indifferente.

I bambini e i ragazzi vaccinati non possono ritrovarsi in Didattica a distanza a causa dei loro compagni non vaccinati. Bisogna introdurre il Green Pass anche per gli alunni delle elementari, per gli studenti delle medie e delle superiori. Chiediamo al governo e a Draghi di fare subito un provvedimento per adottarlo nelle scuole”, era l’appello di Matteo Ricci.

Come riporta La Repubblica, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ha detto al presidente di Ali (l’associazione dei sindaci di centrosinistra e civici), Matteo Ricci, che esaminerà la proposta con il premier Draghi e il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Il Ministro della Salute ha fatto un accenno nel corso del suo intervento a Che tempo che fa: “Ho letto la richiesta dei sindaci che merita di essere approfondita ma lo sforzo del governo è trovare condizioni per tutelare il più possibile la scuola”.

“Il MoVimento 5 Stelle è contrario alla richiesta, espressa da alcuni sindaci, di introdurre il Green pass anche per gli studenti dalle elementari alle superiori. Si può arrivare a comprendere le ragioni di salute collettiva che hanno spinto alcuni primi cittadini a fare questa proposta, ma occorre agire con l’opportuna gradualità e in maniera inclusiva”, ha detto la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia, che prosegue: “Il nostro ecosistema scolastico ha già risposto in maniera eccezionale all’emergenza con tassi di vaccinazione elevatissimi tra docenti, personale ATA e studenti over 12. Inoltre da qualche giorno la scuola italiana conosce l’obbligo vaccinale per il personale scolastico e l’apertura ai vaccini per la fascia 5-11“, spiega la senatrice del M5S.

Irricevibile la proposta di alcuni sindaci, per lo più di sinistra, secondo cui i nostri bambini per potersi recare a scuola in presenza dovrebbero esibire il Green Pass, oppure farsi un tampone ogni 48 ore. Un’idea malsana che non meriterebbe nemmeno un commento se non fosse che vede protagonisti alcuni rappresentanti delle istituzioni. Secondo questi signori, dunque, un bambino non vaccinato dovrebbe rinunciare alla scuola e rimanere a casa. Ipotesi agghiacciante, da respingere immediatamente e con fermezza“, ha detto invece il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso.

Secondo il leghista, infatti, bisogna invece potenziare i tracciamenti, chiedere al ministero dell’Economia 300 milioni per gli impianti di aereazione nelle scuole, e al generale Figliuolo rinforzi militari per le strutture sul territorio.

Contrario alla proposta anche il sindacato Flc Cgil: “La Cgil sostiene la necessità dell’obbligo vaccinale, mentre crediamo che rendere obbligatorio il green pass agli studenti per l’ingresso in classe introdurrebbe una grave discriminazione. La scuola è un diritto di tutti. Si abbia il coraggio di fare le scelte vere e non si scarichi sulle ragazze e i ragazzi, le bambine e i bambini questa mancanza dello Stato”. E ancora: “Avevamo detto con chiarezza durante il confronto sul protocollo per la sicurezza – sottolineano i segretari Cgil e Flc Dettori e Sinopoli – che sarebbe stato necessario mantenere il distanziamento e garantire la possibilità di sdoppiare le classi. Era del tutto chiaro che si rischiavano nuove varianti. Il distanziamento nei fatti è stato eliminato, e gli organici per affrontare l’emergenza tagliati. Dove sono stati questi amministratori fino ad oggi? Perché non si sono spesi nei confronti del Governo?

Anche i presidi si mostrano perplessi sull’uso del Green Pass a scuola per i ragazzi. “Comprendiamo la preoccupazione di chi si trova a dover fronteggiare la quarta ondata che sta investendo in modo particolare la fascia più giovane della popolazione. D’altra parte la scuola necessita di una estrema e doverosa gradualità nell’introduzione di misure che potrebbero comportare una compressione del diritto all’istruzione, pur se determinate da ragione di salute collettiva”, ha detto il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli.

Sul fronte politico, c’è il No della Lega di Matteo Salvini: “Prima di discriminare anche un solo bambino, di lasciarlo a casa, bisogna andarci molto cauti. Noi stiamo lavorando per garantire scuola, vita e lavoro a tutti e discriminare i bambini, isolarli e chiuderli a casa, non è il mio obiettivo“.

No al Green pass per andare a scuola. La proposta lanciata dai sindaci Pd e della sinistra è discriminatoria, inaccettabile e irricevibile”, dice il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Ricordiamo, in tema di green pass, che già gli studenti sopra i 12 anni devono possederlo per salire sui mezzi pubblici. Lo chiarito di recente una circolare del Ministero dell’istruzione: per quanto riguarda l’utilizzo di mezzi di trasposto pubblico o privato di linea, “questo è consentito, in zona bianca, in zona gialla e in zona arancione, con green pass “base” (vaccinazione, guarigione, tampone) o con green pass “rafforzato” (vaccinazione e guarigione). Tale disposizione si applica agli studenti a partire dai 12 anni di età“.

Non è invece soggetto all’obbligo di possesso del green pass, né base né rafforzato, l’utilizzo di trasporto scolastico dedicato esclusivamente ai minori di dodici anni (scuolabus)“.

“Green pass obbligatorio per tutti gli studenti. A scuola casi fuori controllo”. I sindaci scrivono al governo. I presidi: “Può ledere diritto all’ istruzione”

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