Docenti ed ATA vaccinati verso la terza dose? Si inizia dai fragili. Ma partono i ricorsi

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La terza dose di vaccino anti Covid per fronteggiare l’epidemia diventa sempre più realtà, in questi giorni paesi come Israele e Stati Uniti stanno già pianificando. In Italia si punta ad una somministrazione a fasi che prima riguarderà i fragili, le forze dell’ordine, il personale sanitario e poi, forse, tutta la popolazione.

Il piano italiano per la terza dose

Secondo quanto trapelato in questi giorni sulle intenzioni del Governo italiano ai fini della somministrazione della terza dose, la programmazione sarebbe un piano a fasi che partirebbe da ottobre con i soggetti immunodepressi gravi ed i malati oncologici guariti da almeno sei mesi, quindi, prima di Natale, potrebbe toccare al personale sanitario, in una fase tre alle forze dell’ordine, agli over 80 e ai fragili per poi passare a tutta la popolazione. Quest’ultima fase sarebbe al momento soltanto una ipotesi. A chiarire è Roberto Cauda, direttore di Infettivologia al “Gemelli” di Roma, secondo il quale la terza dose potrebbe essere necessaria per una parte di persone vaccinate da tempo, soprattutto in caso di varianti più aggressive. Si potrebbe innescare, sempre secondo l’infettivologo, un meccanismo del tipo del vaccino influenzale, con la necessità di richiami annuali.

I dubbi sulla terza dose

La direttrice regionale dell’Oms per l’Africa, Matshidiso Moeti, ha ammonito i paesi occidentali sulla somministrazione della terza dose, perché danneggerebbe i paesi poveri, dove le vaccinazioni sono al palo. Una mano d’aiuto viene dall’autorevole rivista “Nature”, nella quale si legge che lasciare scoperti i paesi a basso reddito causerebbe la nascita di nuove varianti. 

Green pass obbligatorio per entrare a scuola e terza dose

Ricordiamo che dal primo di settembre il personale della scuola dovrà esibire per effettuare l’ingresso negli istituti scolastici il Green pass. Per ottenerlo bisognerà essere vaccinati, essere guariti o aver effettuato un tampone.

Per quanto riguarda la validità, questa cambia in base al modo di ottenimento:

  1. tampone antigenico o molecolare, green pass temporaneo dura solo 48 ore dall’ora del test (e non da quella del risultato)
  2. guariti da Covid, il green pass dura 180 giorni (ossia 6 mesi) dalla data del primo tampone molecolare positivo (non dalla data di guarigione) ed è possibile ottenerlo quando la certificazione di fine isolamento viene trasmessa dal medico di base o dall’Asl al sistema centrale
  3. vaccinati con una dose, il certificato arriva dopo 12 giorni dalla data di somministrazione, ma la validità inizia dopo 15 giorni dal vaccino e dura fino a quando viene fatto il richiamo.
  4. vaccinati con seconda dose, il green pass viene rilasciato entro 24-48 ore ed è valido per 270 giorni, ossia circa 9 mesi.

Terza dose docenti

Al momento, quindi, le vaccinazioni terza dose riguarderanno i fragili, se si dovesse procedere alla vaccinazione ad “ampio raggio”, i docenti sarebbero tra i primi a doverlo effettuare, dal momento che è stata tra le categoria che l’hanno ricevuto per prima. Ancora presto per dire come e se la necessità della terza dose sarà legata al green pass e quindi alla possibilità di lavorare nelle scuole. Green pass che, ricordiamo, è al momento valido fino al 31 dicembre 2021, data fissata dello stato di emergenza, la cui proroga dipenderà dall’andamento dei dati pandemici.

I ricorsi

Non tutti i docenti sono d’accordo col green pass. Basti pensare che una petizione per la sua abolizione ha raggiunto circa 80mila firme. Numeri importanti che hanno messo in movimento la macchina dei ricorsi al fine di “saggiare” la legittimità del provvedimento che fa rischiare al personale non in regola, oltre alla sospensione dello stipendio, una multa dai 400 ai 1000 euro.

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