Green pass, Marotta (Andis): improponibile, classi scoperte e insegnanti in coda per il controllo. Non si può chiedere al personale di andare a scuola un’ora prima INTERVISTA

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“Siamo a dieci giorni dalla riapertura e non abbiamo per nulla le idee chiare. Chiediamo chiarezza, in particolare per i dirigenti scolastici”: il rientro a scuola non sarà semplice per il presidente dell’Associazione nazionale dirigenti scolastici Paolino Marotta, che per questo motivo ha deciso di scrivere al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e al Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

A poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico, ancora molte incertezze sulla ripresa delle attività didattiche in presenza. Come si applicherà la nuova norma sul green pass?

Noi avevamo sostenuto l’estensione della certificazione verde al personale della scuola, ma abbiamo chiesto altre misure senza le quali non è possibile riaprire in sicurezza, ad esempio l’organico covid per tutto l’anno, screening regolari, la riorganizzazione dei trasporti, interventi di edilizia leggera e ricerca di locali alternativi.
Di tutto questo non c’è stata traccia. Dopo Ferragosto abbiamo assistito alle operazioni di confronto tra sindacati e ministero. C’è tanta confusione e si poteva risparmiare.
In queste settimane i dirigenti scolastici stanno seguendo con molta apprensione questa fase, che invece doveva essere di sereno avvicinamento alla riapertura.
Assistiamo a dichiarazioni e provvedimenti che spesso vanno in contraddizione tra di loro.

Avete deciso per questo di scrivere al Governo?

Sì, ieri abbiamo mandato una serie di appunti a Draghi e Bianchi. Lamentiamo questa incertezza che fa male alle scuole, a chi per un anno e mezzo ha sofferto questa situazione eccezionale data dalla pandemia. Ora serve serenità per lavorare bene, il lavoro degli insegnanti è particolare e ha bisogno di un clima positivo.
Ci aspettavamo che quest’anno partisse in maniera diversa e così non sembra essere. Apprezziamo il lavoro di Bianchi per la mole di lavoro che porta avanti, ma è stato lasciato solo. Ma alla fine le problematiche dello scorso anno sono rimaste, forse con qualche apprensione in più data dalla maggiore contagiosità dalla variante Delta. L’inizio dell’anno scolastico è un appuntamento importante e dobbiamo arrivarci preparati, ma preparate molte scuole non si sentono
Ci sono quasi 500 scuole senza dirigente titolare e sono state affidate a reggenza. Ci sono tra queste scuole con organici consistenti. Abbiamo chiesto al governo di provvedere con una formula di urgenza alla copertura di questi posti vacanti di dirigente scolastico. Ci sono 500 posti di idonei che hanno diritto di essere assunti, non servono altri concorsi. Non è possibile gestire la complessità e la criticità con un dirigente che di tanto in tanto va nelle scuole.

Anche perché i compiti dei dirigenti oggi sono sempre più complessi

Pensare che un dirigente scolastico possa tenere due scuole grandi di questi tempi, con questi rischi e con queste responsabilità moltiplicate, significa non capire cosa è il dirigente scolastico. Una sottovalutazione che offende. Pensiamo al dirigente di un istituto di Palermo che aveva due scuole, una di 1500 alunni, l’altra da 2000 alunni, non è pensabile. Sui posti vacanti dei dirigenti si deve assumere.

Tornando sulla questione del green pass, i controlli saranno giornalieri?

C’è stata tanta polemica attorno alla questione green pass, soprattutto sulle sanzioni. Si è disciplinato che non debba essere per forza il dirigente scolastico ad effettuare il controllo, ma una persona delegata. Immaginiamoci il personale delegato che alla mattina deve stare con uno smartphone e che deve controllare uno ad uno il personale docente e non docente all’ingresso a scuola. A mio parere è un lavoro che dura circa 5 minuti, ma fatto per centinaia di persone ci vorrà circa un’ora. I lavoratori hanno responsabilità sui minori, in caso di incidente e insegnante in coda per il controllo cosa succede? Si immagina la situazione di caos con tutte le responsabilità che ci sono? Ricordiamo la condanna di una bidella e l’insegnante nella scuola di Milano per la morte del bambino caduto nella tromba delle scale.
Non si possono lasciare le classi scoperte in attesa che gli insegnanti completino le operazioni di controllo del green pass. Non possiamo nemmeno chiedere al personale di venire a scuola un’ora prima. E’ un grave problema. Per questo per noi è un’operazione impraticabile e improponibile.

Che va fatta tutti i giorni…

Certo, anche perché c’è la questione dei tamponi che valgono 48 ore. Quindi non si fa una volta per tutte.
E poi pensiamo agli insegnanti che entrano alla seconda ora o nel pomeriggio, lasciamo il bidello con lo smartphone tutto il giorno all’ingresso della scuola?
S’inventino qualcosa di digitale. Abbiamo pensato a una piattaforma interistituzionale e unica ed eliminare il controllo manuale agli ingressi.
Ma c’è poi il problema della privacy. Il garante della privacy ha detto che le scuole non devono conservare dati non necessari. Questi dati sarebbero le date di scadenza della seconda dose del vaccino. E’ un problema che va risolto.
Se circa il 90% del personale scolastico è vaccinato, resterebbero da controllare solo coloro che non sono vaccinati e sarebbe un’operazione molto più semplice. Così è un sistema balordo.

Il tampone sarà a pagamento per il personale non vaccinato, a chiarirlo definitivamente la nota del ministero del 18 agosto

Il ministero ha chiarito che il tampone gratuito, a spese della scuola, dovrà essere solo per il personale in condizione di fragilità. Chi non vuole vaccinarsi non è fragile.
Spiace il braccio di ferro tra sindacati e ministero su questo punto, non fa bene alla scuola. Sostenere chi non vuole vaccinarsi non è gradito sicuramente alla restante parte del personale. La scienza ci dice che è utile avere in una comunità come la scuola tutto il personale vaccinato.

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