Green pass, la preside Ferrario: “Un controsenso costringere studente a spendere per 15 giorni almeno 40 euro in tamponi per alternanza”

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“Bisogna avere il coraggio di scegliere cosa fare con i ragazzi tra i 12 e i 19 anni che non sono obbligati a possedere il green pass per entrare a scuola ma che invece per attività obbligatorie come l’alternanza scuola-lavoro (Pcto – ndr) sono costretti ad averlo. E noi dirigenti scolastici siamo forzati a dirgli che senza certificazione verde non saranno accolti dalle aziende”.

Così all’Adnkronos, la Dirigente scolastica presso l’Ite Tosi di Busto Arsizio Amanda Ferrario, che sollecitando l’attenzione del Ministero dell’Istruzione e delle Istituzioni afferma: “Qualcuno si assuma la responsabilità di dire che le attività didattiche obbligatorie al di fuori della scuola non necessitano di Green pass, o altrimenti si renda il vaccino obbligatorio, perché tutto questo non ha senso”.

“Quando informiamo che per l’Alternanza è necessaria la certificazione verde, non eccepiscono i vaccinati e mormorano gli altri perché devono sottoporsi a più tamponi, dato che per 15 giorni di attività scuola – lavoro dovranno spendere a testa almeno 40 euro, noi infatti non abbiamo un fondo per far fare i tamponi agli studenti – rimarca la Dirigente – A questo si aggiunge almeno altrettanto da spendere per le attività universitarie di orientamento o di estensione dell’offerta formativa che si svolgono nell’orario scolastico e che noi ormai proponiamo come facoltative per evitare che gli studenti siano in difficoltà, ma questo – esclama – innesca necessariamente altri meccanismi discriminatori!”.

“Siamo davanti a controsensi: se io affitto la palestra della scuola a una società sportiva esterna, i miei studenti che fino a poco prima sono stati nell’edificio scolastico senza green pass, sono obbligati a presentarlo per partecipare alle attività proposte dalla società esterna. E adesso – aggiunge – nel disegno di legge pronto nel caso di uno studente positivo in classe, si prevede che i vaccinati negativi proseguano le lezioni in presenza e i negativi in dad. Questa – conclude – è violenza”.

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