Green pass, due docenti a Torino respinti dal preside: avevano presentato certificato firmato dal medico vaccinatore

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Due professori di una scuola superiore di Torino hanno fatto denuncia ai carabinieri dopo essere stati respinti dal preside della scuola dove insegnano, nel primo giorno di attività didattica, perché sprovvisti del green pass.

Si sono presentati con un certificato scritto da un medico (non quello curante) che non è stato ritenuto valido per l’accesso nella scuola.

“È stato rilasciato da un medico autorizzato a fare la campagna vaccinale – affermano i due docenti – come prescrive la normativa, ma per il preside non è valido perché non lo ha firmato il nostro medico curante. Ci stiamo rivolgendo a un avvocato e ai carabinieri”. 

I due insegnanti si sono rivolti al commissariato, ma solo uno dei due docenti ha deciso di sporgere querela.

“Non sono un No Vax né un negazionista”, precisa uno dei due insegnanti, “ma, essendomi informato, ho dubbi, obiezioni su questo vaccino  e non mi sono vaccinato per mie patologie pregresse”.

In base alla circolare del 4 agosto sulle esenzioni dalle vaccinazioni fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni, tali certificazioni “potranno essere rilasciate direttamente dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali o dai Medici di Medicina Generale o Pediatri di Libera Scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale”.

Chi è escluso dall’obbligo del green pass

Esclusi dall’obbligo del possesso del green pass saranno solo le persone esenti dalla campagna vaccinale in base a idonea certificazione rilasciata dalle autorità sanitarie in formato anche cartaceo che, nelle more dell’adozione delle disposizioni attuative da parte del ministero della Salute, ha validità massima fino al 30 settembre; fino a tale data, sono pure validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi sanitari regionali.

Il mancato rispetto del requisito è considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso. Il Green pass non è previsto per studenti e studentesse.

Green pass, le esenzioni. FAQ UFFICIALE

L’obbligo della Certificazione verde COVID-19 non si applica per accedere alle attività e ai servizi sul territorio nazionale alle seguenti categorie di persone:

– ai bambini sotto i 12 anni, esclusi per età dalla campagna vaccinale

– ai soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica. Fino al 30 settembre 2021, possono essere utilizzate le certificazioni di esenzione in formato cartaceo rilasciate, a titolo gratuito, dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi sanitari regionali o dai Medici di medicina generale o Pediatri di libera scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale, secondo le modalità e sulla base di precauzioni e controindicazioni definite dalla Circolare Ministero della Salute del 4 agosto 2021: apre una nuova finestra. Sono validi i certificati di esenzione vaccinali già emessi dai Servizi sanitari regionali sempre fino al 30 settembre.

– ai cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione Covitar. La certificazione, con validità fino al 30 settembre 2021, sarà rilasciata dal medico responsabile del centro di sperimentazione in cui è stata effettuata in base alla Circolare del Ministero della Salute 5 agosto 2021

Il testo definitivo del protocollo sicurezza

PIANO SCUOLA DEFINITIVO [PDF]

DECRETO LEGGE  GREEN PASS[PDF]

Parere tecnico Ministero Istruzione

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I due docenti sono rimasti circa due ore fuori dall’istituto, per poi andare via quando il collegio era ormai terminato. “L’esenzione alla vaccinazione fino al 30 settembre – aggiungono – è prevista da una circolare che il preside stesso ci ha fornito ma a cui ora non si attiene”.

L’alternativa sarebbe il tampone ogni 48 ore: “Se fosse salivare e non a pagamento risolverebbe ogni problema: non si può chiedere alle famiglie un impegno economico così importante. Un tampone ogni 48 ore è una spesa, per di più se in famiglia si hanno anche bambini che vogliono fare sport e non sono vaccinati”, segnalano i docenti”

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