Green pass docenti e Ata, la proposta del preside D’Ambrosio: “L’autocertificazione potrebbe risolvere tantissimi problemi” [INTERVISTA]

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Sulla questione green pass a scuola persiste la polemica: in molti puntano il dito sulla presunta violazione della privacy. L’organizzazione del ritorno a scuola, dunque, comprende anche questo aspetto e i dirigenti stanno valutando tutte le opzioni in modo che per la ripresa delle attività collegiali prima e didattiche poi, sia tutto pronto. Abbiamo chiesto al dirigente scolastico Alfonso D’Ambrosio, che dirige gli istituti di Lozzo atestino V0′ e Cinto Euganeo come sta pianificando il ritorno a scuola.

Come vi state organizzando per il rientro a scuola? In particolare la questione green pass?

Noi il 2 settembre avvieremo le attività scolastiche. Saranno attività di recupero e laboratori in vista della ripresa effettiva delle lezioni. Da quella data dovremmo controllare il green pass al personale scolastico. Io ho organizzato il servizio e spero possa funzionare. Ho dato degli iPad ai collaboratori scolastici per controllare e vista la straordinarietà dell’evento, per il primo collegio docenti ho stabilito che ci possa essere una mezz’ora abbondante di attesa proprio per garantire lo svolgimento delle operazioni in maniera serena e capire se va tutto bene.

Cosa ne pensa della questione privacy legata al green pass?

Per quanto riguarda il green pass, la mia proposta per semplificare tutto potrebbe essere quella dell’autocertificazione che in quel caso non dà nessun dato vaccinale. Il personale certifica che in quel momento ha il green pass valido. Se un docente entra e non c’è il collaboratore scolastico perchè impegnato in altre attività, può dunque  entrare e autocertificare. Oggi si autocertificano tante cose, persino i titoli di studio. I controlli secondo questa idea, resterebbero a campione e incrociando le informazioni dei servizi sanitari si potrebbe anche rilevare eventuali dichiarazioni non vere. L’autocertificazione risolverebbe tantissimi problemi (di tempo, di gestione del personale su più plessi).

Come vi state organizzando per quanto riguarda il distanziamento?

Noi riproporremo il modello dello scorso anno. Siamo fortunati perchè nelle nostre scuole di periferie, abbiamo classi con 14-15 alunni e abbiamo arredi nuovi e innovativi e soprattutto aule ampie. Quindi, non avremo problemi a  garantire il metro di distanza. La mascherina dovrà tenersi in classe e verrà tolta dagli studenti solo per le attività all’aperto, ovviamente. 

Pulizia e aerazione dei locali?

Noi in realtà abbiamo adottato nelle nostre classi uno strato polimerico sulle superfici di contatto. Con questo strato si può evitare pulizia approfondita. Lo abbiamo deciso, ovviamente,  dopo controlli accurati. Inoltre, abbiamo anche sperimentato una vernice per la fotocatalisi e abbiamo un sistema di ventilazione meccanica per il ricambio dell’aria. In altri plessi abbiamo invece dei dispositivi portatili per tale scopo. Abbiamo investito in tal senso perchè le finestre aperte funzionano solo fino ad un certo punto, soprattutto c’è da dire che a partire da ottobre-novembre fa veramente freddo e diventa complicato gestire il tutto. Anche per questo puntiamo sul modello finlandese che prevede anche due/ tre pause al giorno di 10-15 minuti in cui i bimbi vanno all’aperto e nel frattempo si può intervenire per il ricambio dell’aria. Tuttavia mi preme sottolineare l’importanza della scuola all’aperto sulla quale io punto moltissimo. Dovrebbe prendere sempre più piede secondo me nella scuola italiana.

 

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