Green Pass, da domani obbligo sul lavoro: Italia a rischio caos. Gli ultimi aggiornamenti

Stampa

Da domani, venerdì 15 ottobre, scatta l’obbligo del Green Pass sui posti di lavoro, nel pubblico e nel privato. Si rischia il caos in diversi settori, dal quello delle merci all’agricoltura, passando per quello dei trasporti.

Uno dei settori in cui si temono più disagi è quello dei porti. I lavoratori dello scalo di Trieste hanno già dichiarato – nonostante le aziende che operano nel porto si siano offerte di pagare i test ai non vaccinati almeno fino al 31 dicembre 2021 – che da domani le operazioni saranno bloccate “a oltranza”. Si chiede al governo di cancellare del tutto l’obbligo di certificazione verde.

Stime recenti segnalano che la percentuale di personale impiegato al trasporto pubblico non vaccinato sia tra il 10 e il 20% del totale. Si temono disagi alla circolazione dovuti alle assenze degli autisti senza Green pass, soprattutto nelle grandi città.

Atac, l’azienda di trasporto pubblico a Roma, ha già fatto sapere che per evitare disagi attiverà un monitoraggio delle assenze anomale dal 15 ottobre. La GTT, azienda di trasporto pubblico di Torino, ha invece previsto una fast line per tamponi più rapidi per i suoi dipendenti, mentre l’Atm ipotizza di chiedere con largo anticipo il pass ai lavoratori (l’anticipo massimo fissato dalla legge con cui può essere richiesto è di 48 ore).

Si teme un notevole impatto dell’obbligo di Green pass sulle imprese di trasporto e logistica. Le conseguenze colpirebbero tutto il mercato: il 90% delle merci in Italia viaggia con i trasporti su gomma.

I vertici di Conftrasporto sottolineano come il 30% degli impiegati nel settore non siano vaccinati e che, in ogni caso, molti autisti sono lavoratori stranieri, spesso vaccinati con farmaci non riconosciuti in Italia (è il caso, ad esempio, dei lavoratori dell’Europa dell’Est vaccinati con il siero russo Sputnik).

La normativa sul Green pass permette alle imprese con meno di 15 dipendenti di sostituire un lavoratore con un altro, se il primo continua a non presentare il certificato per più di cinque giorni. La sospensione, motivata come assenza ingiustificata, può durare al massimo dieci giorni ed è rinnovabile una sola volta, in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2021. In molti fanno notare come sia difficile trovare sostituti per un periodo massimo di venti giorni.

In generale, si temono ripercussioni dell’obbligo in tutti i settori in cui sono numerosi gli impiegati di origine straniera, che potrebbero essere non vaccinati o immunizzati con farmaci non riconosciuti: agroalimentarecolf e badanti e cantieri, soprattutto in appalto.

Rischio complicazioni tra le forze dell’ordine, anche in vista delle prossime manifestazioni no Green pass e dei vari scioperi proclamati, come quello del porto di Trieste.

Al di là dei singoli settori, vale per tutti il problema della disponibilità dei tamponi anti Covid-19. Se chi non è vaccinato, per lavorare, deve presentare un tampone ogni due-tre giorni (a seconda che sia rapido o molecolare), ognuno dovrà farne almeno due a settimana, contando cinque giorni lavorativi.

Stampa

Concorsi ordinari docenti entro il 2021, anche DSGA. Preparati con CFIScuola!