Green pass, Anief: in Francia scuola e università sono accessibili a tutti, in Italia si attua la discriminazione

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Anief- Quanto sta accadendo in altri Paesi, sulla gestione non imposta della certificazione ‘verde’ sul Covid19, conferma che nei nostri confini nazionali ci si muove andando contro regolamenti e raccomandazioni europee: “Se si tratta di entrare in una scuola – ha detto il ministro dell’Istruzione francese Jean-Michel Blanquer – non ci sarà alcun pass, né per gli alunni, né per i genitori, né per gli insegnanti. La scuola deve rimanere accessibile a tutti, ecco perché non ci sarà il lasciapassare sanitario. Questa è stata la nostra filosofia dall’inizio della crisi”.

Un motivo in più per ribadire che l’obbligo del Green Pass per entrare a scuola e studiare all’Università si rifà ad una norma illegittima, che Anief ha deciso di contrastare a più livelli. La notizia fa il paio con quella di alcuni giorni fa sulla direttiva inviata ai capi degli istituti israeliani di permettere al team del ministero della Sanità di entrare nelle ore di lezione e somministrare vaccini allo staff che lo vuole e agli studenti oltre i 12 anni di età che hanno avuto il permesso scritto delle loro famiglie.

Marcello Pacifico, presidente Anief: “Siamo sempre più convinti di avere fatto bene a portare avanti i ricorsi, per ottenere un provvedimento urgente già prima dell’inizio dell’anno scolastico. E siamo pronti a ricorrere anche nei giorni successivi, con i provvedimenti che saranno assunti ad anno scolastico avviato. Per avere una scuola in sicurezza non si può imporre il vaccino. Le soluzioni sono altre: prevedere di estendere i tamponi salivari gratuiti a tutto i docenti e Ata, sdoppiare le classi con massimo 15 alunni per classe, raddoppiare gli organici del personale così da consentire anche di elevare i livelli di apprendimento e ridurre il gap territoriale di competenze”.

Sul Green pass, la vicina Francia ha deciso di non sovvertire le indicazioni provenienti da Bruxelles: ai docenti e al personale amministrativo delle scuole transalpine non servirà alcun lasciapassare. L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Istruzione francese Jean-Michel Blanquer, a due settimane dall’inizio della scuola, giovedì 2 settembre: in un’intervista al “Journal du Dimanche”, il ministro ha ribadito: la scuola in Francia deve rimanere accessibile a tutti, senza lasciapassare sanitario, come riporta oggi Il Manifesto.

In caso di contagi nelle classi medie e superiori, gli alunni francesi non vaccinati dovranno però restare a casa: una condizione, quest’ultima, che riguarda comunque anche l’Italia, dove pure gli studenti vaccinati, in presenza di un caso di positività al Covid19 in classe, rimarranno precauzionalmente a casa per una settimana e rientreranno a scuola solo previa esibizione di tampone diagnostico negativo.

La decisione di vaccinare i lavoratori senza imporgli nulla riguarda anche Paesi oltre Europa: è di qualche giorno fa la comunicazione che il direttore generale del ministero della Sanità israeliano Nachman Ash ha firmato una direttiva che ordina alle scuole di tutto il Paese di consentire le vaccinazioni nei loro edifici durante i giorni di didattica: la direttiva da istruzioni ai capi degli istituti di permettere a team del Ministero della Sanità di entrare nelle ore di lezione e somministrare vaccini allo staff che lo vuole e agli studenti oltre i 12 anni di età che hanno avuto il permesso scritto dai genitori. Anche Israele, quindi, approva la linea della vaccinazione senza alcuna obbligatorietà.

Anche alla luce di quanto sta accadendo in Europa e non solo, il giovane sindacato Anief continua a sostenere che non vi sarà alcun ritorno a scuola in presenza con modalità di sicurezza fino a quando non si provvederà all’allargamento delle aule e alla riduzione del numero di allievi per classe. Con contestuale raddoppio del numero di docenti e Ata. Per farlo abbiamo a disposizione i fondi europei del Pnrr: non disperdiamoli in operazioni secondarie, le priorità sono quelle indicate dall’Anief.

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