Green pass, a Napoli una scuola lo richiederà per docenti e studenti. La preside: “Solo ragioni organizzative”. Ecco il testo della circolare

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Dal 1° settembre una scuola di Napoli richiederà l’attestazione di avvenuta vaccinazione, il green pass, sia per il personale scolastico che per gli allievi. È quanto previsto da una circolare della dirigente scolastica  Nella comunicazione si richiama la circolare del Ministero dell’Istruzione riguardante l’avvio dell’anno scolastico 2021-22.

“In base alle indicazioni del Comitato tecnico scientifico – si legge – il Miur sottolinea la necessità di estendere la copertura vaccinale nelle scuole nell’ottica imprescindibile di ‘realizzare le condizioni atte ad assicurare la didattica in presenza’”.

Da qui la decisione di “richiedere l’attestazione di avvenuta vaccinazione sia per il personale scolastico che per gli allievi. Al fine dunque di tutelare tutti e ciascuno e al fine di consentire agli allievi una continua e serena frequenza scolastica – scrive la dirigente scolastica – si evidenzia nuovamente e si ribadisce la necessità di porre massima attenzione ai comportamenti cautelativi”.

All’Adnkronos, la dirigente scolastica spiega che “si tratta semplicemente di una mera rilevazione dei dati, emanata in conseguenza della nota ufficiale che ci è arrivata e che per l’appunto fa riferimento ai provvedimenti che le scuole dovranno mettere in atto in base anche alla proporzione dei vaccinati che si troveranno nell’istituzione scolastica”.

“Ne consegue – prosegue – che noi chiederemo, come rilevazione dei dati, di sapere se le persone sono state
vaccinate o meno. Non chiediamo di andarsi a vaccinare, non entriamo né in quello che è il libero arbitrio né nelle scelte personali dei cittadini, però abbiamo il diritto e il dovere di rilevare i dati dei vaccinati”.

Le ragioni, spiega, sono organizzative: “Se avrò contezza che il 60% della popolazione scolastica è stata vaccinata, io potrò attuare un piano d’aule, cioè l’allocazione degli studenti nelle aule, con determinati parametri. Tradizionalmente sono quelli della sicurezza ma, da quando c’è stato il Covid, abbiamo dovuto fare i conti anche con le rime buccali. Inoltre le note ufficiali prevedevano un distanziamento addirittura maggiore in caso di attività che non consentivano agli studenti di indossare la mascherina, ad esempio l’attività di refezione che pure noi abbiamo come servizio interno”.

“Laddove ci fosse il 60% di vaccinati – sottolinea la dirigente scolastica del Convitto – dovremo mantenere, almeno allo stato, l’obbligo della mascherina, ma potremo con molta più elasticità derogare rispetto almeno a questi parametri che erano vigenti in stato di emergenza. Laddove questo non fosse invece verificabile, dovrò chiaramente organizzare il piano d’aule in maniera differente”.

Da qui, ribadisce, “è scaturita la nostra necessità di rilevare gli atti e i dati. Richiederemo l’esibizione del green pass, ma non abbiamo detto che pretendiamo che vadano a vaccinarsi, questa è un’altra cosa e non ci compete”.

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