La Grecia e la crisi economica che falcidia la scuola e i suoi docenti

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – La Grecia, come sappiamo tutti, sta attraversando un disastroso periodo di crisi, e questo coinvolge anche la scuola.

Giulia Boffa – La Grecia, come sappiamo tutti, sta attraversando un disastroso periodo di crisi, e questo coinvolge anche la scuola.

E’ ormai di tre mesi, ma niente fa pensare che la situazione sia cambiata, la notizia che la la Confederazione greca dei Docenti ha inviato una lettera al ministro dell’Interno Evripidis Stylianidis, chiedendo un incontro per parlare di ciò che il sindacato ha già dichiarato essere un peggioramento delle condizioni nelle scuole.
 
Le retribuzioni degli insegnanti sono state tagliate del 30% o anche più e le scuole stanno subendo tagli alla manutenzione, addirittura anche l’olio da riscaldamento viene limitato. Le scuole, che sono finanziate dai Comuni, l’anno scorso hanno avuto metà dei fondi per il carburante nel mese di febbraio e mai l’altra metà nel mese di aprile, come era stato concordato. L’aumento del petrolio del 50% ha impoverito di più i bilanci delle scuole, già decurtati del 33%. 
 
La Confederazione greca chiede un aumento della spesa per l’istruzione pari al 5% del PIL o il 15% del bilancio statale, per finanziare anche l’assunzione di docenti, che l’anno scorso si è fermata a 200, a fronte di 2.000 pensionamenti, con un rapporto di 1 a 10, mentre la richiesta degli istituti di credito internazionali consigliano una assunzione ogni 5 pensionamenti. 
 
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