Grazie ai “buchi” della riforma e ai vincoli del Mef nuovo anno a rischio caos

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Mentre il Governo continua a promettere una scuola efficiente, tra un mese partirà l’ennesimo anno scolastico all’insegna dei disservizi: agli effetti nefasti dovuti alla riforma, si aggiungono infatti la mancata copertura di tantissimi posti.

Mentre il Governo continua a promettere una scuola efficiente, tra un mese partirà l’ennesimo anno scolastico all’insegna dei disservizi: agli effetti nefasti dovuti alla riforma, si aggiungono infatti la mancata copertura di tantissimi posti.

Non solo dei 48mila docenti dell’organico potenziato, che si concretizzeranno ad autunno inoltrato dopo aver obbligato migliaia di precari a cambiare regione in cambio della loro immissione in ruolo, e dei 30mila docenti di sostegno rimasti precari pur in presenza di altrettanti posti liberi. All’appello mancano anche le oltre 5mila assunzioni del personale Ata: annunciate qualche settimana fa dal ministero dell’Istruzione, la loro attuazione avrebbero garantito almeno il turn over. Invece tutto tace.

La mancata assunzione del personale non docente è particolarmente grave, poiché i posti effettivamente liberi, considerati dal Miur a torto solo fino al 30 giugno, sono addirittura 30mila (verranno assegnati come supplenze annuali e in diversi casi prorogati fino al 31 agosto dai dirigenti scolastici). Al netto, tra l’altro, dei circa 12mila collaboratori scolastici, oggi forniti dalla cosiddetta esternalizzazione, su cui l’amministrazione ha fornito rassicurazioni verbali per assorbirli nei ranghi dello Stato. Nei giorni scorsi, Miur e Governo sembravano essersi resi effettivamente conto che sorveglianza e supporto ad amministrazioni scolastiche e laboratori sono essenziali per garantire un servizio formativo di qualità. Però, ad oggi, i paletti messi su dal ministero dell’Economia e delle Finanze, a loro volta imposti dei vincoli di legge che impongono il 30% di posti vacanti, sembrano prevalere.

Sono, in realtà, gli stessi paletti che impediscono agli Uffici Scolastici Regionali di tramutare al 31 agosto, quindi in posti utili a supplenze annuali totali e alle assunzioni, diverse decine di migliaia di cattedre: “La colpa sarebbe, ci hanno detto, del MEF che non li autorizza. Li autorizza solo come spesa annuale”, dichiara oggi ad Orizzonte Scuola un insegnante che ha incontrato i rappresentanti dell'ufficio tecnico del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone.

A dire il vero, considerando anche che 2.020 posti di amministrativi, tecnici e ausiliari sono stati “bruciati” dalla Legge di Stabilità, i posti effettivi in più sarebbero poco più di 3mila. I quali avrebbero comunque rappresentato una piccola boccata d’ossigeno per delle strutture scolastiche a cui i nostri decisori politici continuano a sottrarre tantissime risorse umane. Già, perché sempre dal 1° settembre 2015, tutte le nostre 8.500 scuole autonome dovranno fare a meno dei vicari: una norma orientata al risparmio ossessivo nella PA, sempre inglobata nell’ultima ex Legge Finanziaria, in base alla quale con il prossimo anno scolastico circa 5mila vicari, con esonero totale o parziale, saranno costretti a tornare in classe. Lasciando i presidi orfani dei loro più stretti collaboratori sino a che non verrà adottato l’organico potenziato della Legge 107/15, quindi ad essere ottimisti (ma non realisti) almeno per i primi cento giorni di scuola. È proprio il caso di dire che ‘piove sul bagnato’: perché 1 scuola su 4 sarà anche senza preside, quindi andrà in reggenza, e che ogni dirigente scolastico è chiamato a governare qualcosa come 6 plessi di media.

Ma non finisce qui la lista dei posti nella scuola lasciati al loro destino. Ci sono, infatti, almeno 1.000 posti da Direttore dei servizi generali ed amministrativi, che affiancano i dirigenti nella conduzione economica e organizzativa della scuola, che rimarranno non assegnati. Perché al Miur sono ancora in attesa di stabilire i vincitori di un concorso pubblico specifico mai svolto. Ancora una volta oltre 1.000 scuola saranno affidate, come gestione finanziaria, a degli assistenti amministrativi, che in cambio di una maggioranza di stipendio quasi insignificante si faranno carico di responsabilità enormi. Non avendo, tra l’altro, mai avuto la necessaria formazione, se non quella sul campo.

“È davvero avvilente che dopo un anno di promesse, discorsi e tante parole spese dal Governo a favore della Buona Scuola – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief, segretario organizzativo Confedir e confederale Cisal – si debba tornare a parlare di cattedre e posti vacanti da affidare a supplenti: è una situazione che diventa particolarmente grave quando si parla di sostegno, di 30mila Ata che attendono da anni la stabilizzazione e che in un altro paese europeo sarebbero da tempo di ruolo. E di oltre 1.000 assistenti amministrativi, chiamati a svolgere mansioni ben superiori alle proprie, in cambio di quasi nulla. La realtà è che la riforma non ha sanato i mali della scuola, ad iniziare dalla carenza cronica di personale dovuta ai tagli degli ultimi anni”.

Il sindacato ricorda che per il personale ATA sono ancora aperte le adesioni sul portale Anief per aderire ai ricorsi per la stabilizzazione, gli scatti di stipendio e l’estensione dei contratti al 31 agosto (gli interessati possono cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per lo svolgimento delle funzioni come DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi (gli interessati possono cliccare qui). Anief ha, infine, predisposto apposito ricorso per recuperare ai VICARI dei dirigenti scolastici l'indennità di reggenza e sostituzione (in media 5mila euro l’anno) che dal 2011 non viene più corrisposta (gli interessati possono cliccare qui).

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