Gratteri: “I miei figli? Confesso, li ha educati mia moglie, io troppo in giro per lavoro. TikTok è il social più usato dalle mafie, così attraggono i giovani in cerca di soldi”

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Il procuratore Nicola Gratteri, ospite di Massimo Gramellini a “In altre parole”su La 7, ha lanciato un allarme riguardo l’ampio uso di cocaina e altre droghe pesanti nel contesto delle guerre e della criminalità.

Gratteri sottolinea come queste sostanze, facilmente reperibili, possano spingere gli individui a compiere azioni estreme. La sua dichiarazione apre uno spiraglio sulla complessa relazione tra droghe, violenza e criminalità.

In particolare, Gratteri ha evidenziato il ruolo di TikTok come piattaforma preferita dalle mafie per mostrare una vita di lusso e attirare giovani in cerca di denaro. L’uso improprio dei social media da parte delle organizzazioni criminali solleva questioni importanti sull’influenza di tali piattaforme sui giovani e sulla loro percezione della ricchezza e del successo.

Nel suo intervento, Gratteri ha anche toccato il tema delle mafie e delle massonerie deviate, sottolineando come, nonostante il numero superiore di persone oneste, la mancanza di organizzazione rende difficile contrastare queste entità compatte e coese. Questa osservazione getta luce sulla necessità di un approccio più organizzato e unito nel contrastare la criminalità organizzata.

Parlando di evasione fiscale, Gratteri ha rilevato una mancanza di vergogna sociale e una convinzione radicata tra alcuni di evitare il pagamento delle tasse, indipendentemente dal loro importo.

Infine sull’educazione dei figli, Gratteri ammette: “Come ho educato i miei figli? Confesso, non li ho educati io. Sono figli di mia moglie. Sono stato troppo in giro per il mondo a contrastare la ‘Ndrangheta”. 

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