Gratteri: “Basta con le scuole che diventano progettifici”

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Nicola Gratteri, un nome che riecheggia potenza nella lotta incessante contro la malavita organizzata, in particolar modo la ‘ndrangheta.

Oltre a essere Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Gratteri ha dedicato la sua vita a smantellare le strutture e le radici di una delle più pericolose organizzazioni criminali d’Europa.

Il recente appuntamento al Lido Cult di Camaiore è stato l’occasione per lui di presentare il suo ultimo libro: “Fuori dai confini. La ‘ndrangheta nel mondo”. Ma, più che un semplice evento letterario, è stata una piattaforma per un messaggio potente e cruciale. Durante l’evento, Gratteri ha posto l’accento sulla cultura e, ancora più fondamentale, sull’educazione dei giovani, come armi primarie nella lotta contro il sistema mafioso.

Il magistrato ha espresso preoccupazione per la trasformazione delle scuole in “progettifici”, sottolineando come questa tendenza possa distorcere l’essenza dell’istruzione. Gratteri ha esortato gli insegnanti a prendere misure proattive per educare i giovani sulle realtà della malavita e sui pericoli delle droghe. Una delle sue proposte concrete è stata quella di portare gli studenti a visitare le comunità terapeutiche. Attraverso questa esperienza, i giovani potrebbero imparare direttamente dalle storie di coloro che hanno avuto a che fare con la droga, comprendendo meglio le conseguenze reali e tangibili di tali scelte.

La visione di Gratteri va oltre la mera repressione del crimine; punta ad una prevenzione attraverso l’istruzione. Crede fermamente che, fornendo ai giovani gli strumenti giusti e mostrando loro la realtà nuda e cruda della malavita organizzata e delle dipendenze, si possa creare una generazione informata e resiliente, meno suscettibile alle lusinghe delle organizzazioni criminali.

L’intervento di Nicola Gratteri al Lido Cult non è stato solo una presentazione letteraria, ma un appello appassionato alla società e all’istituto dell’istruzione. La sua battaglia contro la ‘ndrangheta non si ferma in tribunale; vuole coinvolgere ogni segmento della società, sottolineando che la vera vittoria contro la mafia inizia nelle aule scolastiche.

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