Grandioso sciopero della Scuola: ora il Governo cambi il Ddl

di redazione
ipsef

Antonino Bonacasa – Che qualche dirigente scolastico non abbia scioperato, compreso una parte di confederali delusi per le proposte di correzioni ai loro poteri e che la moglie del Premier oggi sia andata in classe regolarmente, è solo una notiziola, perché la verità vera è che la scuola oggi s'è fermata, anzi s'è fermato il Paese intero, di cui la scuola è parte integrante e non un'isola abitata da tanti piccoli governatori in pectore.

Antonino Bonacasa – Che qualche dirigente scolastico non abbia scioperato, compreso una parte di confederali delusi per le proposte di correzioni ai loro poteri e che la moglie del Premier oggi sia andata in classe regolarmente, è solo una notiziola, perché la verità vera è che la scuola oggi s'è fermata, anzi s'è fermato il Paese intero, di cui la scuola è parte integrante e non un'isola abitata da tanti piccoli governatori in pectore.

Da ieri pomeriggio, tra flash mob, sms di convocazione spontanea, ecc., i messaggi via web si sono moltiplicati e le presenze di oggi in piazza di docenti, personale ATA, Ds e studenti delle scuole di ogni ordine e grado ne sono la prova più evidente, fatta eccezione per chi ha scioperato il 24 aprile scorso, qualche crumiro e qualche Ds che si è fatto infinocchiare da un inattendibile comunicato diffuso non si sa bene da chi, secondo cui lo sciopero sarebbe stato illegittimo perché il Ds "deve garantire sempre e comunque la presenza a scuola e, in caso contrario, si poteva incorrere nelle sanzioni di legge e nelle ire dei Direttori Generali Regionali"!

Quanto di più falso, a cui alcuni creduloni hanno dato spazio e si sono conformati, indebolendo il peso dello sciopero dell'Area V che ha tutto da perdere e niente da guadagnare da questa riformicchia renziana che comincia a vacillare con aggiustamenti soft promessi in Commissione ed aperture di credito ostentate nelle ribalte televisive, l'ultima delle quali ieri sera a "Otto e mezzo" sul "La7" da parte della ministra Maria Elena Boschi che oltre ad essere soddisfatta del passaggio in Aula – non certo indolore – dell'Italicum, ha aperto al mondo della scuola affermando che non ci sono atteggiamenti aprioristici e " se ci sono modifiche da fare, le faremo; non c'è chiusura totale", anche se non s'è risparmiata la banale affermazione di "non comprendere le ragioni dello sciopero", in puro stile Renzi-Giannini-Faraone.

Ma se lo sciopero di oggi è incomprensibile, e quindi fondato su motivazioni pretestuose che vanno da "non avete letto il ddl di riforma" a "garantiremo la qualità della scuola" a "assunzioni per tutti e concorso per tutti" e via di seguito, insomma se "tout va très bien madame la marquise", perché solo adesso si fanno dichiarazioni di apertura e di dialogo, dopo mesi di monologhi, consultazioni on line, slide e tweet renziani? Come mai il presidente della Commissione Istruzione di Palazzo Madama, Andrea Marcucci (Pd), ha invitato in audizione i tre segretari confederali Camusso, Furlan e Barbagallo per ascoltare le loro proposte?

Come mai si cambia giorno dopo giorno la configurazione del Ddl e stavolta da parte dello stesso Pd si propone che i Ds, nell'assegnazione dei posti dell'organico dell'autonomia dopo aver definito il Pof triennale con gli organi collegiali, "individueranno" e
non "sceglieranno" i docenti a cui affidare gli incarichi?

A questa modifica proposta, peraltro, la maggioranza si riserva di fare ulteriori ritocchi anche all'art. 7 in ordine agli albi che dovrebbero coincidere con delle reti di scuole e su precise e rigorose direttive ai presidi nell'individuazione dei docenti e non la loro scelta, fermo restando il "potere" decisorio del Consiglio di Circolo/Istituto.

Ma non andava tutto bene, anzi benissimo? Non è strano davvero che, sia pure in clima di contestazione interna al Pd, oggi l'area bersaniana chieda di stralciare la parte relativa alle assunzioni e sia scesa in piazza a fianco dei lavoratori della scuola contro la riforma?

Eppure, ancora una volta, Renzi continua ad ignorare le richieste di modifica che vengono avanzate da più parti, tanto da spingere ad affermare da parte di pidiellini doc (Fassina-Civati-D'Attore) che se da un lato sono "consapevoli della necessità di una riforma, con la valorizzazione del merito, e risorse umane e economiche aggiuntive", dall'altro affermano che "non è pensabile che si faccia una riforma quando tutto il mondo della scuola, quello che concorre al percorso educativo è in radicale disaccordo con gran parte dei contenuti, con i modi e i tempi del disegno di legge"?

Da qui l'esigenza pressante di affrontare, con decretazione d'urgenza le assunzioni, poi tempi più distesi per affrontare le tematiche condividendole con il mondo della scuola. Una suonata che il Premier non vuole ascoltare per paura che la sua riformicchia faccia il botto nelle Aule parlamentari se si dovessero spacchettare le assunzioni da tutto il provvedimento.

Non è strano, inoltre, che l'ex ministro Carrozza critichi la riforma ed i suoi contenuti, non solo partecipando alla manifestazione odierna, ma assumendo anche "l'impegno in Parlamento per migliorare i contenuti della riforma", ribadendo anche lei che bisogna subito fare un decreto legge, che ha davvero contenuti di necessità e di urgenza di cui il più delle volte il Governo ha abusato, per consentire l'assunzione dei precari e un regolare avvio del prossimo anno scolastico?

Scontato l'attacco delle opposizioni e le presenze forti ai cortei, come quella dell'on. Maria Marzana (M5S) che ha sfilato a Catania e che afferma che "la scuola pubblica è in grande pericolo e ha bisogno della partecipazione di tutti i cittadini, attivisti, personale della scuola, famiglie, studenti, per essere difesa".

L'enorme partecipazione di oggi allo sciopero generale ed alle tante manifestazioni interregionali sono la prova che non è scesa in piazza solo "una minoranza chiassosa" come improvvidamente aveva affermato il sottosegretario Davide Faraone ieri e che Ceripnews ha censurato in un lungo articolo pubblicato questa mattina nell'edizione delle ore 06:00

Ma di quale minoranza parla Faraone, si chiede il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima, "si faccia un giro nelle scuole e si renderà conto di come stanno realmente le cose (.), la verità è che questo governo oscilla paurosamente
tra il pressapochismo e l'arroganza, e le dichiarazioni del Sottosegretario ne sono soltanto l'ultima dimostrazione".

Come in precedenza aveva fatto il Premier, anche Faraone a sostegno della sue tesi, ha tirato in ballo le 100.000 assunzioni (ma non dovevano essere 150.000?) che questa giornata di sciopero metterebbe a rischio, ma non ne spiega il motivo; perché quando si è incapaci di dialogare, quando si rifiuta il confronto e il dialogo sociale, si usa l'arma del ricatto per condizionare o tentare di stoppare le iniziative. Bello esempio di Buona Scuola!

Sciopero, la diretta: immagini, commenti, cronaca. Inviaci il tuo contributo

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione