Granato (M5S) su regionalizzazione: nessun docente sarà un dipendente regionale. Sì a concorsi anche per rientro docenti

di Paolo Damanti
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Terminato il corso di formazione organizzato dai Partigiani della Scuola Pubblica e dalla Gilda locale svoltosi presso l’Auditorium dell’Istituto Tecnico per geometri di via Salvatore Miceli a Lamezia Terme sull’autonomia scolastica.

Abbiamo sentito al telefono Bianca Laura Granato, Senatrice del Movimento 5 Stelle che ha partecipato al seminario.

Regionalizzazione sì o no?

La regionalizzazione nel contratto di governo non è prevista esplicitamente, inoltre la cosiddetta autonomia differenziata che hanno richiesto Veneto e Lombardia in effetti non incide in maniera pesante sull’ordinamento scolastico. Inoltre, l’intesa durerebbe solo 10 anni. Esiste un’autonomia scolastica che è un campo vasto che non si può invadere.

In cosa consisterebbe, quindi, l’autonomia richiesta da queste regioni?

Rimarrebbe la possibilità di costituire un fondo con i soldi che spetterebbero nel riparto a quella regione, non in base alle imposte e tributi ricevuti dalla regione, ma in base al riparto nazionale.

Cosa possono fare le regioni, quindi?

Possono prevedere posti in deroga in più se la regione riesce a fare le dovute economie.

E sui docenti regionali?

Nessun docente dipenderebbe dalle regioni, ma sempre dallo Stato non ci sarà differenza nel sistema di reclutamento. L’autonomia è un contenitore, bisogna vedere cosa si mette, magari più efficienza.

Vede il rischio di un sistema scolastico a due velocità come una minaccia concreta?

Non dovrebbe esistere.

La Donazzan ha promesso stipendi più alti per i docenti veneti

Potrebbe succedere, se riescono a gestire in modo più efficiente le risorse

Questo tipo di autonomia potreste accettarla?

Prima cosa bisognerebbe comunque rivedere i livelli essenziali di prestazione a livello nazionale. La differenza starà nel modo in cui verranno gestiti i soldi.

Sulla regionalizzazione didattica? Ad esempio l’intesa che permetterà di insegnare cultura veneta in quella regione?

Queste cose potrebbero far parte di offerta formativa extra, aggiuntiva, i piani statali devono essere mantenuti. Non si possono sostituire le discipline.

Durante l’incontro ho anche parlato di quello che abbiamo realizzato.

Ad esempio?

Ad esempio l’abolizione della chiamata diretta, adesso si discuterà in commissione.

Poi c’è la questione concorsi e le modifiche che saranno apportate in legge di bilancio

I concorsi sono l’unica soluzione percorribile. Vogliamo attuare un piano delle procedure per velocizzare il rientro degli esiliati. Bisogna bandire i concorsi … tra parentesi, la scuola del nord è in sofferenza per questa cosa. Garantiremo il 30% dei posti nei trasferimenti e aggiungeremo 2mila cattedre in più per il tempo pieno.

Cosa mi dice dei 5 anni di permanenza in una scuola previsti nella legge di bilancio?

Prima il buon andamento scuola e qualità del servizio e compatibilmente sistemare situazione docenti che hanno subito ingiustizie. Il tutto mai e poi mai deve intaccare il buon andamento della scuola. Così rischiamo di penalizzare la scuola statale, per portare avanti private, andrebbe contro l’interesse dello Stato.

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