Grammatica valenziale, un progetto dell’IC CASSINO 2 con l’Accademia della Crusca

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Considerazioni a conclusione del percorso di formazione sulla didattica della “grammatica”. Rappresentanti dell’Accademia della Crusca accolti presso L’auditorium L. Pinchera nell’ I. C. Cassino 2

Nella scuola in cui si fa ricerca per perseguire il miglioramento, se la formazione è una necessità, la migliore formazione diventa una grande opportunità!

Per una didattica sempre più efficace, nell’I. C. Cassino 2, siamo partiti dalle criticità lette nel contesto o rilevate a livello nazionale e, raccogliendo la sfida, abbiamo messo in campo una risposta didattica, frutto di ricerca e studio tra i docenti che condividono la progettazione, in quanto essi sono una “comunità di pratica”.

Nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano, del resto, sono noti i problemi tradizionalmente collegati alla “grammatica”, propriamente “riflessione sulla lingua” che comprende analisi e uso della lingua madre, il cui insegnamento è vissuto dagli studenti da sempre con mancanza di motivazione e dai docenti con la fatica di un compito gravoso.

Per questo, già da tempo, come docenti abbiamo intrapreso un percorso di ricerca finalizzato a trovare soluzioni didattiche più efficaci e inclusive, puntando alla metacognizione, come supporto al ragionamento, e all’applicazione pratica nei laboratori di comprensione e produzione del testo.

Nel percorso intrapreso, abbiamo riflettuto su un dato di fatto rispetto al quale la scuola deve necessariamente allargare le sue prospettive: non c’è “la grammatica” bensì ci sono “le grammatiche”: vari modelli che corrispondono ai diversi modi di descrivere il sistema della lingua come organismo vivo e dinamico.

Accanto al modello tradizionale, particolare interesse sta riscuotendo la grammatica valenziale, ormai presente nei più aggiornati testi scolastici d’uso. A questo punto, noi docenti abbiamo espresso il bisogno di poter fruire, in modo condiviso e in continuità tra gli ordini, della migliore formazione per integrare nella pratica didattica, in modo efficace e competente, i due modelli: quello tradizionale di tipo normativo e quello valenziale più descrittivo che sollecita l’apprendimento per scoperta, avvalendosi di un efficace sistema di rappresentazione iconico-visiva.

Del resto i risultati delle indagini INVALSI, OCSE,-PISA denunciano la necessità urgentissima di innovare e conseguire i nuovi traguardi che non possono essere più quelli di ieri, ma devono essere quelli adatti alla contemporaneità, in cui tutti gli studenti devono essere messi in grado di gestire una realtà sempre più complessa, realizzando se stessi in un contesto democratico per la salvaguardia del bene comune.

Per assicurare standard adeguati di formazione, l’Istituto si è rivolto direttamente all’Accademia della Crusca. Il gruppo di docenti di ambito linguistico ed i docenti di sostegno hanno avuto, così, l’occasione di iniziare un percorso di formazione esperienziale con un’istituzione di assoluta autorevolezza nell’ambito della linguistica, riuscendo a farsi apprezzare per la preparazione dimostrata nell’interloquire con gli autorevoli formatori: la dott.ssa V. Saura, responsabile di “Crusca Scuola” e il prof. G. Barone.

Il corso di formazione si è tenuto da settembre a gennaio e ha previsto l’elaborazione di una proposta progettuale che ha coinvolto tutte le classi della primaria e della secondaria, in un percorso verticale in continuità tra i due ordini. In occasione dell’incontro conclusivo in presenza, presso l’auditorium “L. Pinchera”, i formatori si sono complimentati con i docenti per la qualità dei materiali prodotti, per l’entusiasmo, per lo spirito di ricerca e di gruppo: non è facile trovare istituti scolastici in grado di elaborare un percorso coerente dalla primaria alla secondaria, affrontando anche i nodi più complessi della didattica della lingua.

A conclusione dell’incontro, la dott.ssa V. Saura ha prospettato la pubblicazione dei lavori raccolti concludendo: “I percorsi presentati hanno dimostrato come la grammatica valenziale può essere un ponte tra la teoria tradizionale di analisi della lingua e un modo nuovo e di educare i ragazzi ad approcciare criticamente lo studio della grammatica.

Anche la Dirigente, intervenendo a sua volta, ha ringraziato i docenti per la capacità di partire dalle criticità e muoversi nella direzione delle soluzioni, per condurre gli alunni ad apprendere gradualmente attraverso il gioco, riflettendo sugli oggetti di conoscenza in modo induttivo e critico, procedendo dal “fare pratico” alla categorizzazione astratta. Chi vive la scuola sa che l’apprendimento è solo “per scoperta”: non c’è altro modo per coinvolgere e motivare che portare attivamente i ragazzi a scoprire la realtà con curiosità. A conclusione dell’incontro, la Dirigente si è complimentata con i suoi docenti per la disponibilità a riflettere su se stessi, cosa mai semplice, tuttavia indispensabile per crescere e migliorare al fine di contribuire ad innalzare la qualità dell’offerta formativa.

I docenti hanno salutato i formatori con un arrivederci “alla prossima formazione”.

Prof.ssa Roberta Sinagoga, Funzione strumentale “Inclusione e differenziazione”

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