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Grammatica valenziale e tipo generativo: scarica il “Compendio (minimo) di sintassi” di Francesco Mercadante

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Gli approcci grammaticali di tipo valenziale e generativo non hanno ancora raggiunto la didattica dei gradi scolastici inferiore e superiore. Oggi, nelle nostre scuole, s’insegna la grammatica tradizionale, formalizzata nel Seicento dalla scuola filosofica di Port-Royal. La tradizione grammaticale italiana, poi, è anche più antica di quella francese, essendo nata già nell’Umanesimo, quando, diffondendosi sempre più il volgare, al fine di conferire a esso dignità di lingua si sentì anche l’esigenza di fissare regole grammaticali, esemplandole dal modello grammaticale classico, nella fattispecie da quello latino. Per gli umanisti lezioni di riferimento furono le Institutiones grammaticae del grammatico Prisciano di Cesarea (VI sec. d.C.), un’opera monumentale in 18 volumi che attinge, a propria volta, dai greci Dionisio Trace, Erodiano e Apollonio Discolo, come dai latini Varrone e Flavio Cafro e in cui vengono fissate le categorie grammaticali che ancora oggi adottiamo.

Oggi si parla non tanto di ‘grammatica’, quanto di ‘riflessione sulla lingua

La Grammatichetta di L. B. Alberti [1438-1441] è la prima grammatica italiana: scoperta nell’Ottocento [cod. vat. reginense latino 1370], in essa, per analizzare la struttura del volgare l’autore si serve in maniera pedissequa della nomenclatura e delle categorie grammaticali fissate per il latino (attraverso il greco). Dopo di lui, molti altri studiosi dell’Umanesimo e del Rinascimento pubblicarono le proprie grammatiche, non discostandosi minimamente dal modello latino, che, sostanzialmente, informa ancora di sé le odierne grammatiche scolastiche, nonostante i progressi della linguistica del Novecento, che di questo modello ha evidenziato i limiti. Questo approccio, afferma il prof. Francesco Mercadante, separa la parte formale della classificazione dalle esigenze reali di uso di una lingua, concentrandosi su un tipo di analisi che non rende alcuna spiegazione dei fenomeni e dei meccanismi che governano la lingua, i quali, invece, sono cruciali per comprenderne l’essenza. Una prospettiva che vada nella giusta direzione non può più essere quella che prescrive (‘è così’), bensì quella che descrive (‘perché è così’): a buona ragione, oggi, infatti, si parla non tanto di ‘grammatica’, quanto di ‘riflessione sulla lingua’.

Il compendio del prof. Francesco Mercadante come riflessione sulla lingua

Il compendio che, qui, si propone, opera dell’illustre accademico e giornalista prof. Francesco Mercadante, è da intendersi proprio come una riflessione sulla lingua resa possibile della grande riforma avviata dalle scoperte di Chomsky negli anni Cinquanta del secolo scorso. Sulla base del modello generativo, infatti, se, com’è noto, il sostantivo femminile σύνταξις (sỳntaxis) significa ordine, ordinamento, ma anche patto, convenzione, e il verbo da cui esso deriva, συντάσσειν (syntàssein), si rende con mettere insieme, ordinare, comporre, è doveroso, anzitutto, riflettere non più e non solo sul fatto che esistono delle norme di subordinazione, quanto, anche e soprattutto, sul modo in cui, nella sintassi, ordiniamo e mettiamo in relazione le parole, così da produrre frasi con un certo valore illocutorio: interrogative, dichiarative, finali, concessive et cetera. A proposito di ordine e relazione, in questa sezione introduttiva, anticipiamo solamente alcuni dei contenuti che il lettore troverà nel compendio (in allegato): ciascuno di noi, pur disponendo di un set finito di elementi, è in grado di produrre un set infinito di variabili linguistiche [CHOMSKY, N., 1988].

La ricorsività

Questa caratteristica della lingua prende il nome di ricorsività, è un principio delle lingue naturali e può esplicitarsi limpidamente e rapidamente negli esempi che seguono:

(α) Alice mangia la verdura;

(β) Io so che [Alice mangia la verdura];

(γ) Egli sa che [io so che [Alice mangia la verdura]].

La Grammatica Universale

Esistono, dunque, dei principi universali – di qui la definizione di Grammatica Universale – che determinano la strutturazione del discorso in tutte le lingue e dei parametri che, in ciascuna lingua, ne caratterizzano l’applicazione. “La nostra lingua, al pari dell’inglese – sottolinea il prof. Francesco Mercadante – è marcata dal parametro testa iniziale, mentre il giapponese, per esempio, è marcato dal parametro testa finale. Bisogna partire dal presupposto secondo cui, in grammatica generativa, non si discute di norme del bello stile, ma del modo in cui si formulano e si comprendono le frasi. Per esempio, nella scuola, da tempo, è arrivato il concetto di sintagma: si parla di Sintagma Nominale, Sintagma Verbale, Sintagma Aggettivale e Sintagma Preposizionale, ma poco o nulla si dice del Sintagma Temporale, delle proiezioni, dei movimenti, di salda et similia; il che genera enormi lacune o, in talune circostanze, distorce l’interpretazione della grammatica generativa.

“Un enunciato non è una catena: è un albero”

Nel concludere e prima di lasciarvi alla lettura del saggio del professore Francesco Mercadante, un vero luminare del nostro tempo, riportiamo (come vedrete ha fatto il professore nel suo Compendio) un frammento dell’Istinto del linguaggio di Pinker: “Un enunciato non è una catena: è un albero” [PINKER, S., 1994, p. 88]. Se una frase dovesse essere intesa sulla base della sequenza dei segni che la caratterizzano, molto probabilmente non riusciremmo mai a comprenderne il senso. Quando sui media sportivi si leggono ampie metafore come “gli azzurri hanno asfaltato gli avversari”, in quale modo esplicitiamo il legame tra il soggetto, il verbo “asfaltare” e l’oggetto “avversari”?

In allegato il “Compendio (minimo) di sintassi”

Pregevole, unico e impareggiabile del professore Mercadante che alleghiamo all’articolo. Ricordiamo, per chi non ci ha seguito in questo viaggio affascinante fatto di “Compendi” numerosi di spessore scientifico, che il professore Francesco Mercadante, docente, è professore aggregato di analisi del linguaggio presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Gestaltica Integrata di Trapani. Prima insediarsi come aggregato a Trapani, era professore incaricato di Analisi dei Testi presso i Corsi di Laurea di Psicologia dello Sviluppo e di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo e presso il Master in Economia del Turismo di Unitelma Sapienza. Collabora col Sole 24 Ore, è membro del comitato scientifico della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. Le sue ultime pubblicazioni sono “Le parole dell’economia” (2022, Sole 24 Ore), “Questo è il mio sangue Romanzo paradossale sulla vita di Yeshùa Christòs” (2022, Gruppo Editoriale Bonanno). Ha pubblicato, in totale, dodici libri, prevalentemente saggi di linguistica e diversi articoli scientifici. I suoi temi di ricerca sono i seguenti: filologia romanza, psicolinguistica, linguistica digitale.

Compendio_Sintassi

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