Graduatorie terza fascia ATA: valutazione servizio paritarie, problema contributi non versati

di redazione
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Graduatorie III fascia ATA: valutazione del servizio nelle scuole paritarie, solo se accertato il versamento contributivo altrimenti bisogna fare ricorso

Un nostro lettore chiede

ho lavorato per una scuola paritaria nel lontano 2015 come assistente amministrativo vengo a conoscenza solo oggi che non mi sono stati versati i contributi, avendo tutto assunzione in servizio , buste paghe con relativo codice inps, richiesta dell’ufficicio dell’inpiego , è la lettera di licenziamento, come faccio a dimostrare che cob questa scuola ho lavorato è non sono servizi fasulli al momento della nomina. La ringrazio aspetto notizie in merito

di Giovanni Calandrino – come ribadisce la FAQ del AT di Bari (prot. n. 3990/4 del 3.11.14) il servizio valutabile è quello effettivamente prestato o, comunque, quello relativo a periodi coperti da contratto, per i quali vi sia stata retribuzione, anche ridotta. I periodi, invece, per i quali è esclusivamente prevista la conservazione del posto senza assegni, non sono valutabili, con eccezione di quelli attinenti a situazioni, legislativamente o contrattualmente disciplinate (mandato amministrativo, maternità, servizio militare etc.), per le quali il tempo di conservazione del posto senza assegni è computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.

Il servizio svolto nelle scuole paritarie, per essere correttamente valutato, deve essere stato retribuito (con regolare busta paga e relativo versamento dei contributi).

Secondo alcuni Giudici però non è così.

Esistono pareri discordanti sull’attribuzione del punteggio utile per l’inserimento nelle graduatorie di circolo e d’istituto di terza fascia ATA, o l’aggiornamento delle stesse, derivante dal servizio svolto presso istituti scolastici non statali paritari.

Nel 2005, ad esprimersi era stato Il TAR Catania (sentenza n. 516/2005). In quell’occasione il giudice aveva dato ragione alla docente, in quanto la mancata contribuzione era da imputare ad un comportamento illecito dell’istituto presso la quale aveva prestato servizio e da non una sua particolare condotta.

Dunque l’unica strada percorribile è quella del ricorso al giudice del lavoro.

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