Graduatorie: quando le scelte di vita non vengono rispettate

di Lalla
ipsef

Maria Filomena Pennetta – Insegnare, un’attività che coinvolge mente e corpo. Ma soprattutto una scelta. Una scelta esistenziale e professionale che trova la sua ragion d’essere nella ferma volontà di costruire le fondamenta della società, intesa come insieme di neo-coscienze che saranno le forze politiche, economiche e sociali del domani. Questo siamo noi insegnanti Questo rappresentiamo.

Maria Filomena Pennetta – Insegnare, un’attività che coinvolge mente e corpo. Ma soprattutto una scelta. Una scelta esistenziale e professionale che trova la sua ragion d’essere nella ferma volontà di costruire le fondamenta della società, intesa come insieme di neo-coscienze che saranno le forze politiche, economiche e sociali del domani. Questo siamo noi insegnanti Questo rappresentiamo.

Tutti, senza esclusione alcuna ci battiamo per un’idea di insegnamento, per un’idea di scuola che è giusta, che è al di fuori di qualsiasi ideologia di partito, di qualsiasi logica finanziaria, di qualsiasi interesse contingente e personale.

Questo siamo noi. Questo rappresentiamo. Un insieme di persone che hanno scelto. Che quotidianamente porta avanti un progetto che non è individualistico ed egoistico, ma che coinvolge e trascina verso un futuro auspicabilmente migliore la società tutta.

Tuttavia l’essenza delle persone e delle cose è molto spesso piegata al caos degli eventi, al mutevole avvicendarsi dei fatti, delle leggi, dei pensieri politici, delle esigenze dell’economia. Ed è questa la triste realtà. Siamo schiavi degli eventi? Schiavi di leggi che cambiano e che inevitabilmente stravolgono le nostre vite e quelle delle nostre famiglie? Schiavi di un sistema che ci vuole far apparire come numeri, come inutili, come esuberi? Schiavi di un sistema che vorrebbe periodicamente gettarci nel disordine dei trasferimenti coatti? Schiavi di un sistema politico-legislativo che prima ci promette stabilità e continuità lavorativa e poi ci getta in balia dei facili ricorsi, rimettendo tutto in discussione?

Questo non siamo noi. Questo non rappresentiamo. Non ci pieghiamo e non ci piegheremo alle logiche del qui ed ora.
Ci battiamo per i nostri ideali. Per una precisa idea di LEGGE. L’etimologia della parola indica l’essenza stessa delle cose, essendo la essa eletta ad indicare una realtà precisa del mondo. Legge dunque come termine derivante dal latino ligare , ossia legare, poiché obbliga. Legge come parola discendente dal greco lègein, scegliere, quindi come scelta o norma di vita. Noi intendiamo in tal senso l’insieme di norme che, in quando insegnanti, disciplinano la nostra professione.

Ed intendiamo in tal senso la legge Fioroni del 2006, la quale citava testualmente:
“Con effetto dell’entrata in vigore della presente legge le graduatorie permanenti di cui all’art 1 del decreto legge del 7 aprile 2004, n.97, convertito con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n.143, sono trasformate in graduatorie ad esaurimento”. ( Legge Finanziaria del 27 dicembre 2006, n.296).

• IL RISPETTO DELLA LEGGE 296 DEL 2007, NELLA SUA INTERPRETAZIONE AUTENTICA.
• IL CONGELAMENTO DELLE GRADUATORIE,

A questa legge veniva data una precisa spiegazione:
“[..]Con la riapertura dei termini sarà consentito, per l’ultima volta, di iscriversi nelle graduatorie permanenti, trasformate in graduatorie ad esaurimento. Nel successivo biennio scolastico 2009/2011 si potrà solo aggiornare il punteggio o trasferire la propria posizione in altra Provincia, ma in “coda” a tutte le fasce. [..]”(Prot. n. AOODGPER 5485 Roma, 19 marzo 2007).

Il termine ad esaurimento trovava e trova dunque la sua ratio in questa interpretazione. Il termine ad esaurimento ha comportato una scelta per tantissimi docenti. Il termine ad esaurimento ha creato aspettative, ha cambiato la vita di docenti e di famiglie.
Ed è in forza del termine ad esaurimento che oggi chiediamo, come insegnanti, come forza politica, economica e sociale del Paese e, non da ultimo, come persone:

UN INTERVENTO LEGISLATIVO LOGICO, RAZIONALE ED UNIVOCO CHE METTA LA PAROLA FINE AL CAOS DEI TRASFERIMENTI ED AI FACILI RICORSI.

• REVISIONE DEI TAGLI, CHE RENDEREBBE POSSIBILE A TUTTI L’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE NEL PROPRIO CONTESTO DI VITA.

• IL RISPETTO DELLA SCUOLA COME ISTITUZIONE BASATA INEVITABILMENTE SULLA LOGICA DELLA CONTINUITà DIDATTICA, CONTINUITà INTESA COME DIRITTO-DOVERE DI CHI VI OPERA E DELL’UTENZA TUTTA.

• LA REVISIONE DEI TAGLI APPORTATI DAL 2008 DICHIARATI ILLEGITTIMI DAL TAR

• IL RISPETTO DELLA CATEGORIA DOCENTE, INTESA NON SOLO COME FORZA-LAVORO, MA COME INSIEME DI PERSONE RAPPRESENTANTI IL MOTORE INTELLETTUALE, CULTURALE, EDUCATIVO, MORALE ED ECONOMICO DEL NOSTRO PAESE.

Ricordiamo che con la riapertura delle graduatorie, riaperte peraltro da un DM, a fronte di 30000 trasferimenti si sono lesi i diritti di 200.000 insegnanti fedeli al DL 296.

Questa non è una lotta del nord contro il sud, ma la lotta ad un sistema che ha affossato la scuola pubblica, nell’ottica di una politica che ha avvantaggiato la scuola privata con lo stanziamento in due anni di 600 milioni d’euro mancando così di rispetto all’articolo 39 della nostra costituzione, non c’è parità di trattamento se le scuole pubbliche devono chiedere l’obolo alle famiglie per poter comprare il materiale di cancelleria. La nostra è una lotta contro i tagli fatti senza logica e morale, nell’ottica del risparmio.. sulla pelle degli alunni e dei docenti. Forse
è passato inosservato il fatto che mentre le ore d’italiano, matematica, inglese ecc diminuivano, è stata avanzata la proposta dell’ora di educazione militare. Bene cari genitori.. mentre noi insegniamo il rispetto, la legalità, l’onestà,, qualcuno più in alto voleva che i vostri figli imparassero il tiro con l’arco.. ma c’è di più..

La ministra Gelmini e Tremonti presentano un comma nella manovra del 30 giugno 2011 che stabilisce l’invio di ispettori nelle commissioni che devono certificare l’handicap dei bambini per avere l’insegnante di sostegno, con idee come queste qualcuno pensa di impedirci fare la stessa fine della Grecia.. Basta un comma su tutti per fare comprendere gli intenti. È il comma numero sei del capitolo sulla razionalizzazione della spesa relativa all’organizzazione scolastica. Stabilisce una cosa sola: l’invio di agenti speciali del governo (in questo caso dirigenti Inps) nelle commissioni mediche che devono certificare l’esistenza di un handicap dei bambini per dare loro diritto ad un insegnante di sostegno. La misura l’ha inserita Giulio Tremonti all’interno di un altro piano di risparmi (e congelamento di spesa) sulla scuola. Ed è stata difesa dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini con un ardore che sarebbe stato degno di migliore causa: «In passato si sono definite disabilità in maniera disinvolta e non corretta».Sinceramente spero che ci abbiano ripensato. Ma che facciamo? Ma si va a risparmiare sulla povera pelle di
bambini che hanno assoluto bisogno del sostegno?

Vogliamo parlare cari genitori delle classi pollaio? 31 alunni per classe… credo che questo mal si coniuga con l’ottica di un miglioramento dell’offerta formativa e della didattica, per non parlare poi del rispetto della legge sulla sicurezza.. Infatti, la normativa attualmente vigente in materia, prevede che il massimo affollamento possibile sia di 26 persone aula, inoltre ad ogni allievo deve spettare 1,80mq di superficie , questo per la scuola primaria, secondaria di primo grado e scuola dell’infanzia, 1.96 nella scuola secondaria di secondo grado. I calcoli si fanno subito. ad es in una classe di 31 alunni di una scuola secondaria di II grado, l’aula dovrebbe essere di 70 mq se contiamo l’insegnante si arriva a
72 mq, se le cose stanno così, siamo completamente fuorilegge.. ma a loro che importa? Tanto se malauguratamente dovesse scoppiare un incendio.. mica ci stanno loro.. ci sono i vostri figli dei quali a loro poco importa.. .. tutto nell’ottica del bieco risparmio.

Ma torniamo a quello che sta succedendo in questi giorni, graduatorie completamente sovvertite, chi era nelle prime posizioni si e visto scavalcare da 100, 200 persone con punteggi altissimi, punteggi che sono soltanto autocertificati, manca una reale documentazione, quindi anche i controlli sono resi quasi impossibili, ma cerchiamo di andare a monte del problema, la sentenza che ha permesso l’inserimento a pettine è stata emessa dalla corte di cassazione che, non ha competenza sulle graduatorie, competenza che spetta al giudice del lavoro, inoltre se l’immissione in ruolo viene fatta sulle vecchie graduatorie non epurate dai pettinasti, ci troviamo di fronte ad una vera e propria violazione dei diritti umani. Infatti, nel 2009, vi era la possibilità opzionale di scegliere 3 province oltre a quella in cui già si era, in cui l’inserimento andava in coda, con l’inserimento a pettine alcuni colleghi avrebbero la possibilità di scegliere su 4 province mentre altri, visto che la scelta era opzionale, solo su una..La riapertura delle Graduatorie ha completato ilo caos.. ma non è tutto.

Negli ultimi giorni l’onorevole Russo del Pd, ha proposto con una DELIBERANTE che fosse il Tar l’organo di competenza delle graduatorie perché il tar emette sentenze più veloci. E scusate qui cito un collega: Se io soffro di cuore devo essere visitato da cardiologo? Ma essendo i tempi di attesa più lunghi che faccio? Mi faccio visitare dal dentista? Tanto entrambi sono medici.. Tra gli onorevoli firmatari, i deputati RUSSO Antonino; BARBIERI Emerenzio; GHIZZONI Manuela; GOISIS Paola; CAPITANIO SANTOLINI Luisa; GRANATA Benedetto Fabio; ZAZZERA Pierfelice; FALLICA Giuseppe; BERRETTA Giuseppe; CALVISI Giulio; CAPODICASA Angelo; CARRA Marco; COSCIA Maria; DE BIASI Emilia Grazia; DE PASQUALE Rosa; FONTANELLI Paolo; LOLLI Giovanni; MOTTA Carmen; MURER Delia; PES Caterina; ROSSA Sabina; SANI Luca; SIRAGUSA Alessandra. La DELIBERANTE è una particolarità ereditata dal fascismo di Mussolini, e più precisamente dal sistema che si era consolidato nell’ambito dell’organizzazione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, dove rappresentava la regola.

Per le sue caratteristiche, la sede legislativa rappresenta una via molto discutibile, e sarebbe da evitare, sia per una questione di democraticità (vengono attribuiti a una frazione dell’assemblea i poteri del plenum), sia per una questione di qualità della normazione, poiché non tutti gli interessi potrebbero esservi rappresentati, con il rischio, dunque, di una decisione confliggente con l’interesse generale.Si tratta di una via ormai molto raramente utilizzata, perché, con l’avvento del bipolarismo, l’opposizione di turno impedisce regolarmente di ricorrervi. Ma come si può notare, di questi tempi anche ricorrere a emendamenti fascisti è di moda.

Inoltre, proprio nel momento in cui si cerca di dare un freno a trasferimenti selvaggi, con il blocco dei 5 anni qualche sindacato furbescamente ha già pronto il ricorso contro questo provvedimento. Domanda Ma il nostro non era un PAESE DEMOCRATICO?

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