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Graduatorie precari, controllo punteggio altri candidati: accesso agli atti, comunicazione controinteressati, mancata risposta dell’amministrazione

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Con il ricorso parte ricorrente come difesa dai propri avvocati ha impugnato il silenzio-rigetto formatosi sulla sua istanza di accesso agli atti formulata ai sensi degli artt. 22 e ss. della legge generale sul procedimento amministrativo, chiedendone l’annullamento oltre all’accertamento del suo diritto a prendere visione ed estrarre copia della documentazione chiesta. Si pronuncia il TAR del Lazio con sentenza del 25/03/2021 n. 03642/2021 toccando due questioni interessanti, quella dei controinteressati e quella del silenzio dell’amministrazione in materia di accesso agli atti su GPS

La questione sui controinteressati e privacy gli orientamenti della giustizia amministrativa

Il Tribunale amministrativo prima di entrare nel merito del ricorso ha ritenuto necessario prendere posizione sulla necessità, o meno, di procedere con l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei soggetti controinteressati cui i documenti chiesti si riferiscono. “Sulla tutela alla riservatezza dei partecipanti ad una procedura selettiva di rilievo pubblicistico sono emersi due orientamenti.

Secondo una prima tesi, per gli atti riferibili ad una procedura concorsuale non si porrebbe alcun problema di riservatezza, atteso che la stessa va garantita con riferimento alle categorie di interessi rilevanti enunciati dall’art. 8, co. 5, lett. d) del d.P.R. n. 352/92 (epistolare, professionale, finanziario, sanitario, industriale e commerciale). Ciò postulerebbe che la riservatezza non possa essere assicurata con riferimento a documenti protesi a rendere effettiva la competizione tra candidati nell’ambito di una procedura che, per sua natura, non si esaurisce nel mero rapporto tra privato e p.a., ma coinvolge altri candidati in un giudizio selettivo di tipo comparativo (sul punto cfr. T.A.R. Lazio, Sezione Terza, sent. n. 8199/2013 e 11450/2016). In altri termini, la partecipazione dei privati ad un pubblico concorso determina la loro implicita accettazione a misurarsi in una competizione basata sulla valutazione di una serie di atti ad essi riferibili che costituiscono l’essenza della graduazione effettuata in termini di meritevolezza, non potendosi dunque vantare alcuna esigenza di riservatezza, tenuto conto che una volta acquisiti nell’ambito del procedimento amministrativo tali documenti fuoriescono dalla sfera giuridica personale dei partecipanti (cfr. anche T.A.R. Abruzzo, Pescara, sent. nn. 48/2019 e 245/2020, nonché T.A.R. Campania, Napoli, sent. n. 5451/2018).

Un secondo orientamento ritiene invece di non poter obliterare la posizione di soggetti controinteressati riconducibile in capo a quei candidati cui i documenti oggetto di accesso sono riferibili. Ciò sulla scorta del fatto che, fatta eccezione per le prove oggettive (es. test a risposta multipla), nel caso di redazione di temi, o comunque di prove più complesse rispetto alla mera selezione di risposte fornite ex ante, ben può emergere l’esternazione di opinioni, anche di natura politica o riferibili a questioni riconducibili a settori di natura sensibile o sensibilissima ai sensi della legge sulla protezione della privacy che, stante la loro natura, non potrebbero essere ex se sottratte ad un bilanciamento tra l’esigenza alla riservatezza del controinteressato ed il diritto all’ostensione da parte del soggetto istante (cfr. T.A.R. Lazio, Sezione Seconda Quater, n. 2300/2007)”.

Quando si chiedono gli atti per GPS è necessario coinvolgere i controiteressati?

“Ricostruito brevemente il quadro giurisprudenziale in materia di tutela della riservatezza nell’ambito delle procedure concorsuali, il Collegio ritiene che, nel caso di specie, non sussistano valide ragioni per l’estensione del contraddittorio nei confronti dei controinteressati, tenuto conto della natura degli atti chiesti e della procedura selettiva relativa alla formazione delle GPS che, come emerge dalla lettura dell’ordinanza ministeriale n. 60/2020, dà rilievo essenziale all’attribuzione di un punteggio sulla base dei titoli dichiarati nella domanda di inserimento nelle stesse.

Sulla natura concorsuale del procedimento di formazione delle GPS ben possono essere richiamati in precedenti del giudice della giurisdizione resi in tema di graduatorie di istituto (Cass. civ. Sez. Un., ordin. n. 21198/2017), attesa la possibilità di estendere i principi ivi espressi al caso di specie, come peraltro recentemente precisato anche dalla giurisprudenza amministrativa, effettuando una doverosa distinzione tra la giurisdizione in tema di GAE e di graduatorie di istituto (cfr. C.G.A.R.S., sent. nn. 289/2020 e 237/2021)”.

Illegittimo il silenzio amministrativo sull’accesso agli atti per documenti GPS

“Il mancato accesso agli atti, dovuto al silenzio serbato dall’Amministrazione sull’istanza di accesso formulata, risulta essere lesivo sia del diritto di parte ricorrente di verificare se nella sua sfera giuridica soggettiva si siano registrati dei pregiudizi riconducibili alla valutazione dei titoli degli altri candidati e sia, in via più generale, dell’interesse alla tutela dei principi costituzionalmente garantiti di imparzialità e trasparenza della Pubblica Amministrazione. Sussiste, invero, un interesse diretto, concreto ed attuale del ricorrente ad accedere agli atti chiesti, così come contemplato dalla legge generale sul procedimento amministrativo, non venendo in rilievo nessuno dei casi in cui il legislatore ha tassativamente previsto la possibilità di escludere l’esercizio del diritto di accesso (art. 24, l. n. 241/90). Per le ragioni suesposte, il ricorso merita accoglimento, con conseguente annullamento del silenzio-rigetto formatosi ed accertamento del diritto di parte ricorrente di prendere visione ed estrarre di copia di tutti gli atti chiesti con l’istanza di accesso indirizzata all’Amministrazione intimata”.

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