Graduatorie. Pittoni (Lega): ridotto il vincolo di permanenza nella provincia di immissione in ruolo. Docenti pronti ad emigrare al Nord

di Lalla
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comunicato Mario Pittoni (Lega Nord) – "Si prepara l’ennesima invasione di insegnanti dal Sud. E con un balletto al limite del ridicolo». A lanciare l’allarme è Mario Pittoni, nella scorsa legislatura capogruppo della Lega Nord in commissione Cultura del Senato, che continua a occuparsi di istruzione per il Carroccio.

comunicato Mario Pittoni (Lega Nord) – "Si prepara l’ennesima invasione di insegnanti dal Sud. E con un balletto al limite del ridicolo». A lanciare l’allarme è Mario Pittoni, nella scorsa legislatura capogruppo della Lega Nord in commissione Cultura del Senato, che continua a occuparsi di istruzione per il Carroccio.

"E’ stato infatti ridotto da 5 a 3 anni – spiega Pittoni – il vincolo di permanenza nella provincia di prima nomina in ruolo, da noi fortemente voluto dopo lo stop del Quirinale (nonostante il via libera del Senato) al congelamento delle graduatorie provinciali dei docenti, in attesa della riforma del reclutamento.

Si stima che oltre 10mila insegnanti meridionali siano interessati a rientrare nelle terre d’origine (alla faccia della continuità didattica, della quale pare non importi nulla a nessuno). Rimpiazzati da un numero ancora superiore di docenti precari che, non trovando più lavoro al Sud, sarebbero pronti a emigrare al Nord sfruttando i loro superpunteggi al momento della riapertura delle graduatorie a esaurimento provinciali prevista nel 2014.

C’è evidentemente una lobby – punta il dito Pittoni – in alcune forze sindacali, pronta ad approfittare dell’assenza della Lega al Governo per imporre lo smantellamento del lavoro a salvaguardia delle peculiarità dei nostri territori. Ma così ci si rende complici della morte culturale del Nord. Con il disegno di legge depositato nella scorsa legislatura che regionalizza la gestione dei concorsi, indichiamo come uscire da questa spirale.

Il meccanismo che proponiamo può fungere da “calmiere” agli spostamenti dalle zone con meno opportunità di lavoro ma valutazioni “generose”, a quelle con più posti disponibili ma maggiore rigore nei voti, evitando che candidati valutati con manica larga in altre realtà possano scavalcare chi effettivamente merita. Toglie inoltre appetibilità ai corsi on line più o meno fasulli (spesso ridottisi a puro “mercato” dei punti) e allo scambio di favori tra strutture private e docenti (in particolare ore di insegnamento gratuite in cambio di punti). Mette infine in “competizione” gli aspiranti all’insegnamento iscritti ai vari albi regionali spingendoli a migliorarsi.

Un candidato bravo, ma iscritto in una regione dove i bravi sono tanti, sarà infatti spinto a iscriversi nella regione vicina che magari ha meno bravi e offre più opportunità di lavoro. A quel punto però – conclude Pittoni – gli iscritti in quella regione avranno tutto l’interesse a darsi da fare per crescere professionalmente e non farsi sfuggire l’opportunità di conquistare la cattedra".

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