Graduatorie. Pittoni: “Avevo cercato di salvare la scuola dalla disastrosa mobilità”

Di Lalla
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red – Pubblichiamo un’intervista di Vincenzo Brancatisano al sen. Pittoni, promotore del bonus permanenza nelle graduatorie ad esaurimento (40 punti), non accolto nel pacchetto sul Decreto allo sviluppo da votare in aula la prossima settimana

red – Pubblichiamo un’intervista di Vincenzo Brancatisano al sen. Pittoni, promotore del bonus permanenza nelle graduatorie ad esaurimento (40 punti), non accolto nel pacchetto sul Decreto allo sviluppo da votare in aula la prossima settimana

Allora Pittoni, come è finita, nella realtà, la storia del suo emendamento?
“Alcuni parlamentari del Sud non si rendono conto che non stanno difendendo i docenti del Sud”

In che senso. Lei si batte in favore dei docenti del Nord e contro quelli del Sud, almeno i più grandi giornali stanno dando risalto a questa visione, parlano anche di residenza.

“E’ una grande sciocchezza se scrivono questo. Per un parlamentare del Sud è difficile sostenere una cosa del genere. In effetti può essere che sia stata raccontata loro così. Cercano in tutti i modi di presentarlo come uno scontro Nord-Sud che invece non esiste. C’è un mare di insegnanti del Sud che nel 2007 hanno scelto di andare al Nord e ora rischiano di lasciare il posto a chi nel 2007 non ha scelto di trasferirsi ma ha scelto di rimanere dov’era, in linea con l’opzione indicata dalla Legge Fioroni che ha istituito le graduatorie a esaurimento”.

Ma allora cosa state difendendo voi della Lega?
“Stiamo difendendo quanto espresso nel 2007 dal governo italiano, cioè dal Governo Prodi. Essendo indicazioni arrivate dal governo della Repubblica di allora, devono essere mantenute. Non si possono cambiare le carte in tavola, mi pare”.

L’idea di molti, insistiamo, è che lei e il suo partito stiate cavalcando una linea razzista, antimeridionale, becera”

“Ma se in maggioranza si tratta di insegnanti del Sud, mi faccia il piacere. L’unica differenza tra i docenti del Sud che sto difendendo rispetto agli altri è che i primi si sono adeguati a una scelta legislativa nel 2007, trasferendosi al Nord e rischiando, gli altri hanno scelto di stare dov’erano e solo ora decidono di spostarsi. Non capisco che senso abbia togliere un posto di lavoro a qualcuno per darlo a qualcun altro”.

Lei dimentica però che la Costituzione riconosce il diritto alla libertà di circolazione. Come fa a dire che una persona non può andare a prendere un posto di lavoro dove crede?
“Non c’entra nulla. La libertà di circolazione non c’entra altrimenti non sarebbe passata la Legge Fioroni, non le pare? Si è parlato tanto di graduatorie a esaurimento al plurale cioè per province e dunque ognuna di queste doveva esaurirsi per conto proprio”.

Molti dicono che lo hanno dimenticato anche i fautori della legge Foroni. Ma intanto è intervenuta la Consulta

“La Consulta è intervenuta su un articolo del salvaprecari, non c’entra nulla. Ha abolito le code non ha toccato il resto”.

Ora che succede? Dai primi dati che abbiamo raccolto tra gli ex provveditorati emerge che molti trasferimenti sono tra province attigue, spesso del Nord.

“Succede che stanno incentivando gli insegnanti a spostarsi da una provincia all’altra, in maniera contraria alla politica della continuità. Io ho cercato di incentivare un minimo di continuità. La permanenza in una provincia favoriva molto la continuità, la spinta al continuo trasferimento incentiva la discontinuità didattica. E questo è un fatto incontrovertibile”.

E gli altri sindacati? Lo Snals in Friuli ha appena riproposto con forza il suo bonus di permanenza al Senato.

“Gli altri sindacati non sono sulle posizioni dell’Anief, nessuno si è sognato di dire che è incostituzionale”.

L’Anief ha le proprie opinioni e ha vinto in giudizio, però. E anche in Parlamento, stando a quanto si legge nei suoi comunicati con cui ringrazia a uno a uno i politici (Pdl, Pd, Lega Sud) che hanno fatto fuori il suo emendamento.

“L’Anief ha tolto un’opportunità a molti docenti precari, facendo eliminare le code. Questo è il risultato dell’azione dell’Anief”.

Eppure i parlamentari del Pdl, colleghi di maggioranza, le hanno fatto un brutto scherzo

“L’Anief ha raccontato la sua versione ai parlamentari e loro hanno creduto all’Anief. La storia dell’incostituzionalità dei punti di permanenza è una panzana. Esistono già i punti in graduatoria per gli insegnanti di ruolo che non si spostano da una scuola all’altra, e non sono incostituzionali”

Se è per questo, aggiungiamo noi, i primi a godere del punteggio di permanenza sono i tanti docenti in aspettativa per mandato politico o amministrativo, che maturano punti in graduatoria d’istituto pur non andandoci per anni e anni, per legittimo impedimento, poiché diventati via via amministratori comunali, provinciali, regionali, sindaci, viceministri, senatori. L’ex vice ministro del governo Prodi, Mariangela Bastico, solo per fare un esempio, è prima in classifica in un istituto tecnico commerciale emiliano. Grazie a un punteggio di permanenza.

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