Graduatorie di istituto. Inserimento domande entro il 30 giugno, si ribellano anche i Presidi e chiedono proroga

di redazione
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Dopo i sindacati anche l’ANP (Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola) si ribella alla tempistica imposta alle segreterie scolastiche dal Ministero pur di avere le graduatorie di istituto in tempo per il nuovo anno scolastico.

La timeline prevede infatti la valutazione e l’inserimento della domanda a sistema entro il 30 giugno. La timeline e le date di pubblicazione delle graduatorie di istituto provvisorie e definitive

Una data considerata “estremistica” considerato che

(1) Le domande di inserimento in graduatoria vanno presentate entro sabato 24 giugno; se inviate per raccomandata A/R, non perverranno alle scuole prima del 27 giugno.

(2) Molte istituzioni scolastiche ed educative – soprattutto quelle secondarie di secondo grado – devono provvedere alla valutazione di centinaia di domande e completare le operazioni di inserimento dei relativi dati entro il 30 giugno.

(3) Apprendiamo che il sistema informativo, come accade in ogni situazione di sovraccarico, sta accusando notevoli malfunzionamenti e risponde lentamente, allungando a dismisura la tempistica delle operazioni.

(4) In questo periodo, come è ovvio, sono in corso gli esami di Stato conclusivi del 2° ciclo e, di conseguenza, le segreterie e i dirigenti sono impegnati nelle relative operazioni. I dirigenti, in particolare, non sono presenti nelle sedi di servizio perché incaricati altrove della presidenza delle commissioni di esame.

(5) Qualora le operazioni di valutazione dei titoli fossero affette da errori per lo scarso tempo a disposizione, le scuole dovrebbero poi fronteggiare – dopo la pubblicazione delle graduatorie e durante il periodo di ferie del personale – innumerevoli ricorsi con elevata probabilità di soccombenza per l’Amministrazione e relative spese legali a carico del contribuente.

Il commento dell’ANP

“(A) Con nessun preavviso, l’Amministrazione ha imposto ai dirigenti – assistiti da personale del tutto insufficiente e spesso impreparato a svolgere questo compito – di valutare due/trecento domande e di digitarne gli esiti nell’arco di soli quattro giorni.

(B) Certo, – si dirà – i dirigenti impegnati in commissione d’esami, una volta terminato “il lavoro del mattino” (che in genere perdura fino al pomeriggio inoltrato), possono sempre recarsi nella scuola di titolarità nel tardo pomeriggio e rimanervi qualche ora, diciamo fino alle 22/23…

E poi, al MIUR, discutiamo di semplificazione?

Quello che serve è una riorganizzazione complessiva del sistema scolastico e delle sue procedure!

Quando si dice “BASTA!!!”, vuol proprio dire… “BASTA!!!”

COSI’ NON SI PUO’ PIU’ ANDARE AVANTI

CHIEDIAMO AL MIUR DI INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE E DI DISPORRE UNA PROROGA DELLE SCADENZE IN QUESTIONE

IN CASO CONTRARIO, NON POTREMO CHE SUGGERIRE AI COLLEGHI DI “LASCIAR PERDERE” VISTO CHE, RICORDANDO IL SANO BROCARDO, “AD IMPOSSIBILIA NEMO TENETUR”

SE I DIRIGENTI “MOLLANO”, IL SISTEMA NON REGGE PIU’…

A QUANDO UNA RADICALE FORMAZIONE IN SERVIZIO IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE PER TUTTA LA P.A.? “

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